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venerdì 5 giugno 2009

Ecco l'inchiesta che spaventa Berlusconi

di Claudia Fusani - L'Unità

Questione di ore. Forse di giorni. Magari se ne riparla dopo il voto. E poi, quella che da settimane Berlusconi e il suo staff chiamano «l’incubo Napoli» tanto da far dire al premier «sono vicino a scoppiare ma non mollo», potrebbe materializzarsi. Nella forma, è l’ipotesi temuta a palazzo Chigi, di un provvedimento giudiziario che potrebbe coinvolgere Guido Bertolaso, il sottosegretario per l’emergenza rifiuti a Napoli a cui Berlusconi ha affidato le chiavi del paese e delle due scommesse cardine del mandato politico: rifiuti e terremoto. Il premier lo ha detto e ripetuto, «non ci sarà un altro 1994», un altro «golpe giudiziario». Il premier è teso, i suoi anche. Gli alleati sembrano in difficoltà. Bastava vedere, ieri mattina, l’imbarazzo con cui da La Russa a Fini, da Letta a Schifani, hanno glissato sul ritardo del premier alla parata ai Fori e sui frequenti pisolini in diretta tv.

L’incubo Napoli, quindi. Più che altro un intrigo che vede sul tavolo quattro inchieste sui rifiuti.

1) Il governatore Bassolino e i vertici Fibe e Impregilo sono a processo per frode, truffa, falso e abuso nella gestione dello smaltimento di rifiuti.

2) A gennaio sono state rinviate a giudizio 25 persone con l’accusa di non aver mai lavorato le ecoballe e averle smaltite illecitamente. È il processo “Rompiballe” dove è a giudizio anche il braccio destro di Bertolaso Marta di Gennaro.

3) Nello stesso procedimento sono indagati, per le stesse ipotesi di reato, anche Bertolaso e il prefetto di Napoli Alessandro Pansa. La loro posizione però è stata stralciata e avocata il 24 luglio 2008 dal procuratore Lepore. «Perché servono altri approfondimenti» disse il n°1 della procura a cui, tra l’altro, la legge speciale sui rifiuti per la Campania affida la competenza esclusiva di tutte le inchieste. Diversa la versione data dall’aggiunto De Chiara: «Lepore mi ha detto che la sua scelta è stata compiuta per non intralciare l’attività del governo sull’emergenza spazzatura». Un contenzioso che ha coinvolto 64 sostituti della procura (su 86) contro il procuratore e che stamani sarà discusso dalla Prima Commissione del Csm. Dello stralcio deciso da Lepore non si sa più nulla. Se non che Bertolaso è stato interrogato in aprile, ha ammesso «di sapere che gli impianti non realizzavano ecoballe» ma che «le attività tecniche erano tutte gestite dalla vice De Gennaro». I sostituti chiedono al Csm di verificare, temono pressioni politiche sulla procura, denunciano che il 26 marzo, all’inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra, Berlusconi «ha elogiato i vertici di Impregilo perché hanno resistito agli attacchi della procura». Il procuratore era lì. E c’è rimasto.

4) Infine la quarta inchiesta, quella per cui Bertolaso nei giorni scorsi ha accusato la procura di aver interrogato i due generali a capo della missione rifiuti trattandoli «come delinquenti». I sostituti Noviello e Sirleo, e non il procuratore, indagano sul fatto che oltre agli impianti Cdr sono stati commissariati anche i siti di stoccaggio. Questo non era previsto nel decreto rifiuti. E a capo dei generali c’è il sottosegretario Bertolaso.

TERMOVALORIZZATORE, VIA ALL´INCHIESTA INDAGHERANNO LEPORE E UN PM

Scritto da Dario Del Porto da la Repubblica Napoli, 05-06-2009 06:35

Un fascicolo contro ignoti, tre filoni investigativi che la Procura si appresta a sviluppare. Uno di questi riguarda il termovalorizzatore di Acerra.

Dunque il procuratore Giandomenico Lepore ha formalmente aperto il procedimento sollecitato nell´esposto presentato nei giorni scorsi dall´ex senatore di Rifondazione comunista Tommaso Sodano, che chiede il sequestro dell´impianto e la chiusura della discarica di Chiaiano. Un atto dovuto, quello dei magistrati, che sono comunque pronti ad approfondire questa come tutte le altre segnalazioni (tranne quelle a prima vista palesemente infondate o strumentali) sottoposte all´attenzione dell´ufficio inquirente. Il fascicolo potrebbe essere presto diviso in tre parti: il capitolo più delicato, quello relativo al termovalorizzatore, sarà trattato dal procuratore assieme a un sostituto che sarà individuato con il meccanismo dell´assegnazione automatica.

Il materiale relativo alla discarica di Chiaiano confluirà verosimilmente nell´indagine già in corso e affidata al pm Antonio D´Alessio. E verrà allegato a un altro procedimento già aperto su questioni analoghe il paragrafo dell´esposto riguardante la mancata realizzazione degli impianti per il trasferimento della frazione organica. Al momento non ci sono indagati né ipotesi di reato, che potranno essere formulati solo all´esito degli accertamenti.

, Va avanti invece l´indagine sui collaudi che mercoledì mattina ha portato all´emissione di quindici ordinanze di arresti domiciliari nei confronti di docenti universitari, tecnici e professionisti. «L´inchiesta di Napoli non mi riguarda - ha detto ieri il premier Silvio Berlusconi - sono tutte cose che non conosco e che riguardano la precedente gestione dell´emergenza rifiuti in Campania», ha aggiunto Berlusconi. A distanza gli ha risposto il governatore Antonio Bassolino: «Le sue dichiarazioni sono un po´ singolari. Nel 2005 il presidente del Consiglio era Berlusconi e commissario era Catenacci, verso il quale ho avuto e ho grande stima. Dico questo avendo collaborato con Berlusconi, Prodi e con tutti i commissari che si sono succeduti anche dopo la mia esperienza».
Ieri sono iniziati gli interrogatori degli arrestati. Il primo a rispondere alle domande del giudice Aldo Esposito e del pm Paolo Sirleo (titolare dell´indagine assieme ai pm Alessandro Milita e Giuseppe Noviello) è stato l´ingegnere Giuseppe Vacca, attualmente direttore dei lavori del termovalorizzatore di Acerra ma coinvolto per l´attività svolta come direttore dei lavori dell´impianto di Giugliano. Assistito dagli avvocati Giuseppe Fusco e Lucio Majorano, Vacca si è difeso per oltre due ore. «È stato un interrogatorio esauriente - commenta l´avvocato Majorano - ci siamo riservati di produrre nota con documenti allegati insieme all´istanza di revoca o sostituzione della misura che presenteremo al gip». Si sono difesi anche il commercialista Vittorio Colavita, assistito dall´avvocato Francesco Picca, collaudatore dell´impianto di Tufino, e il docente universitario Filippo De Rossi, assistito dall´avvocato Orazio De Bernardo. È stato rinviato a lunedì l´interrogatorio del presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, indagato per l´attività svolta come collaudatore dell´impianto di Casalduni. «Sono turbato - si è sfogato con il suo difensore, l´avvocato Claudio Botti - amareggiato per tutto questo. A pochi giorni dalle elezioni, poi. Verrebbe voglia di mollare tutto. Però continuo ad avere fiducia nella giustizia e spero davvero che possa chiarire tutto in tempi brevi. Per fortuna ho ricevuto tantissime manifestazioni di solidarietà. Studenti, colleghi, esponenti politici. Persino Chicchitto, e chi se l´aspettava». Ieri mattina, all´aeroporto di Fiumicino, è stata notificata l´ordinanza di arresti domiciliari anche al quindicesimo destinatario, il professor Vitale Cardone, che si trovava all´estero per lavoro.