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sabato 23 maggio 2009

Gli EcoStore a Napoli - un'intuizione imprenditoriale


Cinquant'anni in due, un'intuizione imprenditoriale ed una missione: riciclare e ridurre in modo produttivo i rifiuti nella città più tristemente nota per le sue disavventure legate all'immondizia. Gennaro Lanza 26 anni a luglio e Francesco Paladino 25 anni, entrambi laureandi in economia alla Federico II sono i giovanissimi titolari dei primi due Eco Store di Napoli, catena di negozi in franchising in tutta Italia, specializzati in cartucce rigenerate e stampanti.

I due punti vendita, uno al corso Secondigliano e l'altro a via Cilea, sono stati i primi, in Campania, a riciclare non solo vecchie cartucce e stampanti in disuso, ma anche cellulari ed ovviamente pile. E l'attenzione da parte nei napoletani si è fatta sentire, soprattutto nel clou dell'emergenza rifiuti.

Perché tanta attenzione all'ambiente? “E' la nostra filosofia- spiega Gennaro, nei ritagli di tempo studente di finanza all'ateneo federiciano – e il seguirla dall'inizio ci ha premiati. La nostra è una clientela per il 50 per cento business, fatta da piccoli imprenditori, professionisti, commercianti”. Non, quindi, un semplice negozio l'Eco Store, piuttosto una realtà che cerca di coniugare il profitto economico con il rispetto per l'ambiente e il risparmio per il consumatore.

A questa idea si ispira, infatti, la Ink Evolution, un innovativo strumento per ricaricare le vecchie cartucce vuote, introdotto nel mercato italiano per la prima volta a Napoli nel febbraio scorso per volontà della stessa casa madre. Con l'apparecchio in sette minuti le cartucce vuote vengono riempite direttamente in negozio e dopo una prova di stampa, sono pronte per essere riutilizzate nuovamente dal cliente, con vantaggi su più fronti. Le cartucce così ricaricate possono essere infatti sfruttate fino a dieci volte, con evidente riduzione di rifiuti e con un sollievo per il portafoglio. “Il cliente può risparmiare- specifica il giovane imprenditore- fino al 40 per cento sulle cartucce rigenerate, e fino al 80 per cento su quelle originali, perché quello che compra è solo il contenuto. Ma la soddisfazione maggiore è che così si riduce anche il trasporto su gomma perché non abbiamo più bisogno di ordinare sempre nuove cartucce da rivendere in negozio”.

Niente è dunque lasciato al caso da parte dei due ragazzi che tengono a sottolineare che dal punto vendita si esce solo con sacchetti in amido di mais biodegradabili e con scatolini in materiale riciclato. “Costano di più- spiegano- ma non importa perché dietro c'è una certa filosofia. E' difficile far accettare questi nuovi modi di pensare a fronte di un consumismo dilagante. Ma noi ci proviamo comunque”.


2 commenti:

n@po ha detto...

Questo è il genere di attività imprenditoriale che va pubblicizzata.A casa abbiamo sempre preferito il "fai da te", ricaricando la cartuccia della stampante.

Fio ha detto...

si è vero...chiunque ne abbia notizia ci faccia sapere!!