I video da noi selezionati

venerdì 29 maggio 2009

Tutti a pulire Mappatella Beach!



NAPOLI OPERAZIONE SPIAGGE PULITE

“Cerchiamo Gente Pulita”

Legambiente chiama a raccolta

Cittadini, Bagnanti, turisti, e gente che ama Napoli!

31 MAGGIO 2009 ORE 10,30

SPIAGGETTA ROTONDA DIAZ – LUNGOMARE CARACCIOLO

Pulizia Simbolica della Spiaggetta e Performance Teatrale

del Gruppo Artefia de LORODINAPOLI


Buste di plastica, scatolette, fazzoletti, mozziconi di sigarette, inaspettati televisori o carcasse di metallo: è una vecchia collezione primavera-estate che sul lungomare Caracciolo non passa mai di moda.

Rifiuti lasciati tra gli scogli o la sabbia o portati sulla spiaggetta della Rotonda Diaz dalle maree dopo essere stati abbandonati in acqua, comportamenti incivili e superficiali che mettono in pericolo la biodiversità e la bellezza del mare, sopra e sotto l’acqua.

Una domenica insieme per un'azione concreta e simbolica, per sollecitare una maggiore attenzione alla tutela del territorio e un impegno coerente e continuo nel tempo. Un'azione per dire SI al turismo responsabile e alla raccolta differenziata. Per dire NO alle spiagge blindate, all'edilizia abusiva e pericolosa, alla pesca selvaggia, allo sfregio dei fondali, del mare e di tutte le sue forme di vita. Tutelarla non è solo un dovere, è un vantaggio per tutti!


L'appuntamento di domenica 31 alla spiaggetta della Rotonda Diaz è alle ore 10,30 e prevede, oltre la pulizia simbolica della spiaggetta a cura dei circoli Neapolis 2000 e BiutifulCauntri di Legambiente con la collaborazione del Comune che metterà a diposizione attrezzature e sacchetti, una performance teatrale di ARTEFIA curato da Vincenzo Maria Saggese de LORO DI NAPOLI di Antonio Acocella.

Sempre alla Rotonda Diaz il circolo Biutiful Cauntri a piedi o in bici distribuirà Il Manuale del buon diportista.

Per adesioni o informazioni 081.29.45.11 e mail neapoli@hotmail.com

Legambiente 349.45.97.997



Se li butti a Mare Sai quanto ci impiega a biodegradarsi…?

Fazzolettino di carta: 3 mesi; Mozzicone di sigaretta: da 1 a 5 anni;

Bucce di arancia o banana: oltre 2 anni; Contenitore pellicola per foto: da 20 a 30 anni; Gomma da masticare: 5 anni; Cottonfioc con bastoncino di plastica: da 20 a 30 anni; Accendino di plastica: da 100 a 1.000 anni; Bottiglie di vetro: 1000 anni;Bottiglie di plastica: mai completamente

giovedì 28 maggio 2009

Acerra: emissioni nove volte oltre i limiti

Da Il Sole 24 Ore del 27/05/2009


SUD

In due mesi di attività si sono già registrate nove giornate in cui le emissioni di polveri sottili dal termovalorizzatore di Acerra hanno sforato il tetto consentito. Nove giornate rispetto alle 35 massime consentite e sopportabili in un anno intero. A certificarlo è l'Arpac Campania. Sul sito dell'agenzia, i report dettagliatissimi del monitoraggio delle emissioni dell'impianto. Le misurazioni effettuate dall'Arpac e pubblicate online registravano la presenza nell'aria di polveri inquinanti (Pm10) per una media giornaliera di 76,3 micron per metro cubo, ben più alta del valore consentito di 50 micron. Inoltre, secondo i dati forniti dall'Osservatorio costituito proprio per monitorare le performance dell'impianto di Acerra inaugurato a fine marzo, la fuoriuscita del monossido di carbonio e di alcuni tipi di idrocarburi, pur nella norma, raggiunge il limite massimo autorizzato.
«Anche se le nostre centraline sono in fase di taratura – spiega Luciano Capobianco, direttore generale dell'Arpac – riteniamo che la concentrazione di queste sostanze sia senza dubbio eccessiva, tanto da richiedere una particolare attenzione e un potenziamento dei controlli».
L'Osservatorio di Acerra non fornisce dati sulle emissioni di Pm10 nella tabella visibile online. Ammette, però, concentrazioni medie giornaliere di monossido di carbonio e di idrocarburi policiclici aromatici che raggiungono il tetto massimo di 50 mg per metro cubo consentito dalla
direttiva 2000/76 della Ue in materia di incenerimento dei rifiuti. «Si tratta di misurazioni effettuate in fase di collaudo – precisa Vincenzo Coccolo, presidente dell'Osservatorio ambientale – ma appena il termovalorizzatore sarà pienamente funzionante entreremo nel merito anche

dei controlli eseguiti dall'Arpac».

mercoledì 27 maggio 2009

Indirizzi EcoStore

Negozi EcoStore a Napoli

- via Secondigliano 60 - tel. 0817389167, fax. 0817389167
e-mail na.secondigliano@ecostoreitalia.com
Orario apertura:
LUN - SAB 09.00-13.30 / 16.00-20.00

- via Cilea 262 - tel. 0817148453. fax. 0817148453
e-mail na.cilea@ecostoreitalia.com
Orario apertura:
LUN - SAB 09.00-13.30 / 16.00-20.00

Entrambi sono dotati del servizio di ricarica Ink Evolution

martedì 26 maggio 2009

Pannelli solari al posto di cacciabombardieri?


da Peacelink

E' partita da pochi giorni la campagna di pressione lanciata da Sbilanciamoci! e da Rete Italiana per il Disarmo affinché il Governo italiano rinunci all'acquisto dei cacciabombardieri JSF-F35 e usi in modo diverso per la popolazione gli oltre 15 miliardi di spesa previsti.

In questi giorni il Governo italiano dopo aver chiesto ed ottenuto un parere al Parlamento in poco tempo sta procedendo alla continuazione della produzione di 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighters che impegneranno il nostro paese fino al 2026.

Tutti questi soldi potrebbero essere utilizzati per obiettivi più utili alla società: ad esempio si possono contemporaneamente costruire 3000 nuovi asili nido, installare 8 milioni di pannelli solari, dare a tutti i collaboratori a progetto la stessa indennità di disoccupazione dei lavoratori dipendenti, allargare la cassa integrazione a tutte le piccole imprese...
Si può sottoscrivendo l'appello online alla pagina http://www.disarmo.org/nof35

Materiale informativo messo a disposizione sul sito http://www.sbilanciamoci.org e sul sito http://www.disarmo.org !


131 cacciabombardieri? NO! Meglio 3.000 nuovi asili, 1.000 scuole più
sicure, 10 milioni di pannelli solari, la ristrutturazione del centro
storico de l'Aquila.

sabato 23 maggio 2009

Gli EcoStore a Napoli - un'intuizione imprenditoriale


Cinquant'anni in due, un'intuizione imprenditoriale ed una missione: riciclare e ridurre in modo produttivo i rifiuti nella città più tristemente nota per le sue disavventure legate all'immondizia. Gennaro Lanza 26 anni a luglio e Francesco Paladino 25 anni, entrambi laureandi in economia alla Federico II sono i giovanissimi titolari dei primi due Eco Store di Napoli, catena di negozi in franchising in tutta Italia, specializzati in cartucce rigenerate e stampanti.

I due punti vendita, uno al corso Secondigliano e l'altro a via Cilea, sono stati i primi, in Campania, a riciclare non solo vecchie cartucce e stampanti in disuso, ma anche cellulari ed ovviamente pile. E l'attenzione da parte nei napoletani si è fatta sentire, soprattutto nel clou dell'emergenza rifiuti.

Perché tanta attenzione all'ambiente? “E' la nostra filosofia- spiega Gennaro, nei ritagli di tempo studente di finanza all'ateneo federiciano – e il seguirla dall'inizio ci ha premiati. La nostra è una clientela per il 50 per cento business, fatta da piccoli imprenditori, professionisti, commercianti”. Non, quindi, un semplice negozio l'Eco Store, piuttosto una realtà che cerca di coniugare il profitto economico con il rispetto per l'ambiente e il risparmio per il consumatore.

A questa idea si ispira, infatti, la Ink Evolution, un innovativo strumento per ricaricare le vecchie cartucce vuote, introdotto nel mercato italiano per la prima volta a Napoli nel febbraio scorso per volontà della stessa casa madre. Con l'apparecchio in sette minuti le cartucce vuote vengono riempite direttamente in negozio e dopo una prova di stampa, sono pronte per essere riutilizzate nuovamente dal cliente, con vantaggi su più fronti. Le cartucce così ricaricate possono essere infatti sfruttate fino a dieci volte, con evidente riduzione di rifiuti e con un sollievo per il portafoglio. “Il cliente può risparmiare- specifica il giovane imprenditore- fino al 40 per cento sulle cartucce rigenerate, e fino al 80 per cento su quelle originali, perché quello che compra è solo il contenuto. Ma la soddisfazione maggiore è che così si riduce anche il trasporto su gomma perché non abbiamo più bisogno di ordinare sempre nuove cartucce da rivendere in negozio”.

Niente è dunque lasciato al caso da parte dei due ragazzi che tengono a sottolineare che dal punto vendita si esce solo con sacchetti in amido di mais biodegradabili e con scatolini in materiale riciclato. “Costano di più- spiegano- ma non importa perché dietro c'è una certa filosofia. E' difficile far accettare questi nuovi modi di pensare a fronte di un consumismo dilagante. Ma noi ci proviamo comunque”.


venerdì 22 maggio 2009

Le scorie di Acerra? Finiranno in un parco protetto dall'Ue



Le scorie di Acerra? Finiranno in un parco protetto dall'Ue

di Francesca Pilla

Un'ordinanza finora rimasta segreta stabilisce che le ceneri del
termovalorizzatore copriranno una discarica

Le ceneri dell'inceneritore di Acerra finiranno nel parco del Vesuvio, più precisamente nella discarica di Terzigno, nonostante l'area sia sottoposta a tre vincoli di protezione da parte della Ue. E' sostanzialmente questa la novità del piano rifiuti di Berlusconi, solo che fino a oggi nessuno
ancora ne era a conoscenza perché gli atti relativi all'utilizzo delle cave (le più grandi della Campania, già adibite a discarica con la legge 67 decreto 61 di Prodi e in seguito con il piano rifiuti Berlusconi, legge 123) sono stati negati, dal comune di centrodestra, ai comitati e perfino
all'opposizione consiliare. «Solo dopo una diffida all'Ente parco e otto mesi di domande andate inevase, l'ufficio del sindaco Auricchio si è degnato di risponderci e così siamo riusciti a scoprire la verità. In questi documenti si legge anche che qui si tratterà il percolato, a seguito della costruzione di macchine di depurazione, degli altri siti regionali». Vincenzo Sangiovanni, ex candidato a sindaco di Terzigno nel 2007, attualmente coordinatore del Pd nell'area, ha gli occhi bonari, ma è scuro in volto mentre ci mostra i documenti ottenuti a fatica. Si tratta dell'ordinanza 48 del 3 marzo 2009 e firmata personalmente dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Una «carta» in cui il premier dispone appunto di accettare il piano tecnico presentato dalle due società che avranno in gestione il sito, l'Ecodeco e l'Asia, e che prevede di «utilizzare le scorie provenienti da Acerra quale materiale di copertura» per la discarica. Sangiovanni, che è anche dirigente medico infettivologo all'ospedale Cotugno lancia l'allarme: «Mi occupo quotidianamente di malattie tumorali è so bene che in presenza di discariche abbiamo un'incidenza di tumori, al fegato e ai polmoni, 400 volte superiore rispetto alla norma. Figuriamoci cosa può accadere quando si viene a contatto con materiali nocivi come quelli derivanti dalla combustione di
alquale così come previsto per Acerra».
Dallo staff del sottosegretario Bertolaso però abbassano i toni e fanno sapere che a Terzigno non porteranno scorie inquinanti: «Il termovalorizzatore - dicono - produce due tipi di ceneri, i materiali di risulta pericolosi saranno trattati e inertizzati così come previsto dalla legge, mentre gli altri, che per semplificare sono simili alle ceneri prodotte da un camino, saranno portate a Terzigno. Non abbiamo nessuna intenzione di commettere un illecito». D'altra parte però ancora non è chiaro chi e come tratterà le ceneri pericolose: «Dovrebbe essere la stessa ditta che gestisce l'impianto - rispondono dal sottosegretariato - come del resto avviene nel resto d'Italia». Ma i comitati non si fidano: «Non abbiamo nessuna garanzia che questa sia la verità - spiega Angelo Genovese, biologo e docente universitario di veterinaria a Napoli, che sul suo sito (www.angelogenovese.it) ha pubblicato la documentazione ufficiale - Se non avessero nulla da nascondere perché allora non hanno avvisato la popolazione?».
I comitati hanno insieme a una delegazione di consiglieri comunali del centrosinistra andranno a Strasburgo per sottoporre la questione alla commissione ambiente dell'Ue.

sabato 16 maggio 2009

Per chi deve ripulire cantinole e garage...



Asia Napoli, in collaborazione con l’Assessorato all’Igiene Urbana del Comune di Napoli, ripropone l’appuntamento per recuperare i rifiuti ingombranti da smaltire.

E’ possibile svuotare il proprio garage, la cantina o il ripostiglio, conferendo direttamente, presso i punti di raccolta allestiti per l’iniziativa, rifiuti in disuso e di cui si ha la necessità di liberarsi.

Rifiuti ingombranti come mobili, tavoli, sedie, materassi, manufatti in ferro ed in legno e così come rifiuti elettrici ed elettronici come vecchi computer, monitor, frigoriferi, lavatrici e piccoli elettrodomestici ed ancora, un rifiuto particolarmente inquinante come l’olio usato, sono tutti prodotti smaltibili presso le postazioni ASIA appositamente organizzate.

Vasche di raccolta, mezzi di trasporto e uomini ASIA organizzati presso le piazze da lunedì 18 Maggio e fino a martedì 29 Giugno.

I punti di raccolta funzionano dalle ore 08:00 alle ore 13:00 con la consegna dell’olio da cucina esausto, grazie alla presenza in Piazza del Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento olii e grassi vegetali ed animali esausti (CONOE), prevista esclusivamente negli appuntamenti di martedì 19, sabato 23, martedì 26 e sabato 30, del mese di maggio, ed ancora martedì 2, martedì 23 e tutti i sabati del mese di giugno.

Inoltre, proprio per favorire la raccolta di questo particolare rifiuto, presso le due isole ecologiche di via Saverio Gatto e Via Salgari, dove la raccolta dell’olio è ormai una consuetudine, sono in distribuzione, in forma gratuita, contenitori adatti proprio per l’accumulo casalingo del liquido da smaltire; si provvederà a consegnare fino a trecento attrezzature per ognuna delle due piattaforme rispettivamente dei Colli Aminei e di Ponticelli.

venerdì 15 maggio 2009

Nube tossica su Caserta


Una densa e scura nube di diossina incombe sui casertani. La notte del 12 maggio, intorno all'una e trenta di notte, è scoppiato uno spaventoso incendio, forse doloso, in un deposito abbandonato contenente migliaia di pneumatici, situato in prossimità degli stabilimenti EcoRec e Cubex, nella zona del­­l’Interporto Sud Europa, tra Maddaloni e Caserta.
Il rogo continua da quasi 48 ore.

Su Peacelink un resoconto del Comitato Allarme Rifiuti Tossici.
Su Corriere del Mezzogiorno un articolo sul caso.

Dagli articoli si viene a sapere che:

- alcune associazioni locali si sono costituite in comitato e hanno scritto una lettera alla Us Navy, di stanza a Napoli. Ritengono che le istituzioni non siano rese conto della gravità della situazione.

- E' stata accertata la natura dolosa dell'incendio. Eventi di questo tipo non sono per nulla isolati in queste aree. Per camorristi e imprenditori senza scrupoli dare fuoco a rifiuti, difficili e costosi da smaltire, è la via più comoda.

- due persone sono scappate nei primi momenti successivi al vasto incendio, avvistate dagli agenti della sicurezza dell'Interporto Sud Europa di Marcianise, la struttura intermodale prospiciente all'area dove si è sviluppato il vasto incendio. Prima di scappare, hanno abbandonato una moto senza targa e una borsa, pare, ora al vaglio delle forze dell'ordine, facendo perdere le proprie tracce nella vicina campagna.

-Lo stesso sito, come riferisce il comitato Mamme e Famiglia di Marcianise, prese fuoco circa dieci anni fa: un analogo incendio fu circoscritto e domato soltanto dopo alcuni giorni dai pompieri, provocando anche gravi danni all’ambiente circostante. Nel 2003 gli allevatori di bovini e ovini di Marcianise furono, infatti, costretti ad abbattere oltre 3.000 capi di bestiame, perchè il latte prodotto risultò contenere un tasso di diossina superiore a quanto stabilito dalle normative a tutela della salute umana.

Note Ecologiche su F2 RadioLab