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martedì 3 marzo 2009

L'emergenza ambientale campana allarma i militari statunitensi

da Valentino Di Giacomo

La marina americana non intende abbassare la guardia: ma questa volta non si tratta di lotta al terrorismo. La preoccupazione degli statunitensi è concentrata verso l’emergenza ambientale in corso in Campania dovuta all’inefficiente gestione dei rifiuti e alle diverse discariche illegali rinvenute nella regione. Il comando statunitense è in apprensione circa i rischi a cui potrebbero essere esposti i marines che prestano servizio nelle basi di Capodichino e Gricignano d’Aversa. L’U.S. Navy ha così commissionato una serie di ricerche al “Naval Health Research Center” di San Diego, in California. L’ultimo studio effettuato dal centro californiano riguarda la percentuale di malformazioni neonatali. Sono state analizzate le condizioni di 894 bambini concepiti da madri americane residenti a Napoli durante il primo trimestre di gravidanza (e un mese prima della gravidanza) nel periodo dal gennaio 2000 al dicembre 2005. Lo studio era mirato a confrontare il tasso di malformazioni alla nascita di neonati concepiti in Campania con le percentuali riscontrate in altre basi americane nel resto del mondo:un campione complessivo di 8678 neonati. Risultati dagli esiti non molto allarmanti, anche se non del tutto rassicuranti. La percentuale di malformazioni, ogni cento nascite, di bambini concepiti in Campania è di 3,6. Più bassa invece la percentuale di malformazioni nelle altre basi navali all’estero: 2,35. Lo studio era stato commissionato per tranquillizzare i tanti marines che hanno vissuto il periodo più critico dell’emergenza rifiuti come un vero e proprio incubo. Eppure non si placa il malcontento di alcuni militari che ufficiosamente lamentano che il periodo in cui sono state effettuate le analisi è precedente a quello in cui si è acuita l’emergenza ambientale in Campania. Anche per questo l’U.S. Navy continua i propri accertamenti: è in corso un altro studio epidemiologico sull’incidenza di casi di cancro in Campania ed entro la primavera sarà pubblicato un “final report” complessivo della prima fase di ricerche del “Public Health Evaluation”. Si attendono poi le rilevazioni (queste molto più recenti) della “Met Tower” approntata in luglio presso la base di Capodichino che, collegata ad altre dieci centraline poste nel capoluogo campano e nella provincia di Caserta, rileva le sostanze nocive presenti nell’aria e la quantità di polveri sottili. Allerta anche per l’acqua di rubinetto delle abitazioni dei marines che risiedono nell’area a nord di Napoli. Tanti i militari che preferiscono ancora utilizzare acqua in bottiglia sia per lavarsi che per cucinare in seguito al ritrovamento di sostanze nocive, quali il tetracloroetilene e finanche tracce di arsenico, presso alcuni alloggi di marines.

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