I video da noi selezionati

martedì 13 ottobre 2009

Maurizio Pallante e la decrescita - Un incontro a Napoli



"Come uscire dalla crisi migliorando la qualità della vita e dell'ambiente", questo il tema che verrà affrontato sabato 17 ottobre alle ore 10.30 nell'incontro pubblico organizzato dal Meetup Napoli "Amici di Beppe Grillo" con Maurizio Pallante presso la Sala Gemito della Galleria Principe di Napoli.

Pallante è fondatore e presidente del "Movimento per la Decrescita Felice", l'associazione che mette in rete le esperienze di cittadini, associazioni, comitati e imprenditori ispirati dalla filosofia della "descrescita" attraverso l'utilizzo di pratiche positive, di prodotti e tecnologie che consentono una drastica riduzione dei consumi e parallelamente un miglioramento della qualità della vita.

L'incontro sarà accompagnato in mattinata da una serie di iniziative promosse dal Meetup Napoli nei pressi della zona del convegno: la "Raccolta dell'Olio esausto", che grazie all'impegno dei cittadini-volontari viene portato alle aziende che lo smaltiscono correttamente senza provocare danni all'ambiente; la campagna di iscrizione gratuita e di promozione dello SCEC, ossia lo "Sconto che Cammina", il "buono di solidarietà" che permette di rimettere in moto l'economia locale, al quale hanno aderito migliaia di cittadini ed esercenti non solo a Napoli ma in tutto il Paese attraverso l'Arcipelago Scec; la Critical Mass, una biciclettata di gruppo, che sfilerà allegramente per le vie del centro cittadino per lanciare il messaggio che un'altra idea di mobilità è possibile.

Tutte iniziative che dimostrano che anche a Napoli, così come in tutta Italia, i cittadini che sostengono e mettono in pratica quotidianamente la "decrescita felice" sono in continua "crescita".

Per info: www.beppegrillo.meetup.com/10
www.decrescitafelice.it
www.progettoscec.com


martedì 6 ottobre 2009

Stangata Tarsu, possibili ricorsi legali

Per descrivere lo stupore e la rabbia che hanno assalito i cittadini napoletani in questi giorni con l'arrivo dei bollettini per pagare la Tarsu, ci affidiamo alle parole indubbiamente sincere di una cara amica, Rita.



NON PIANGO PER DIGNITA' MA QUANDO STASERA HO APERTO LA BUSTA CONTENENTE LA TASSA PER LO SMALTIMENTO RIFIUTI PER POCO NON SVENIVO.
FINO ALL'ANNO SCORSO IO HO PAGATO COMPRESO IVA € 150, OGGI DOPO UN ANNO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA, LITIGI CON LA ASIA PER COME VIENE FATTA UNA MERDA LA RACCOLTA, UN QUARTIERE CHE E' DIVENTATA UNA CLOACA A CIELO APERTO, ED UNA CASA DI 53 Mq., MI TOCCHERA' PAGARE LA BELLEZZA DI € 240. E QUANDO HO CHIESTO SE C'ERANO AGEVOLAZIONI PER LE PERSONE CHE NON SE LO POSSONO PERMETTERE MI HANNO RISPOSTO CHE IL PROBLEMA NON ERA LORO.

CHIEDO UNA RIUNIONE SU QUESTO ARGOMENTO A MORTE DI SUBITO PERCHE' E' GIUNTO IL MOMENTO DI DIRE BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA E DECIDERE TUTTI INSIEME CHE POSIZIONE PRENDERE NEI CONFRONTI DI QUESTO AFFRONTO!

CHE VERGOGNA CHE UMILIAZIONE SINGH!


Possibile azione legale da intraprendere secondo alcuni legali che stanno raccogliendo moduli di adesione per il rimborso della Tarsu e la riduzione del 40 % della tariffa.


I comuni, nonchè le varie ditte incaricate dello smaltimento dei RSU hanno, in concorso, commesso una serie di irregolarità e violazioni:

-violazione dei principi di cui agli artt.1,2,3,137,174,175 della
Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea (2000/C del 18.12.2000 pubblicata sulla
Gazz. Uff. Com. Eu n. C 364/01):

-violazione delle Direttive UE:
■ n. 2006/12/CE del 5/4/06 in materia di rifiuti (G.U. L.114 del 27/4/06) ed atti
collegati,
■ n. 75/442/CEE relativa ai rifiuti in generale,
■ n. 1999/31/CEE relativa alle discariche di rifiuti,
● mancato rispetto della frequenza della raccolta, poiché comporta ed ha comportato “impossibilità per gli utenti di usufruire dei contenitori per
esaurimento della loro capacità ricettiva”, ciò che si configura come “grave violazione delle disposizioni regolamentari” ai sensi dell'art. 9 Regolamento Comunale.

Allora cosa fare?

Chiedere
ai sensi dei commi 2, 4 e 6 dell'art.56 D.Lgs. 507/1993 la riduzione per l'anno
2009 della tassa nei limiti del 40% della tariffa.
Inoltre, ai sensi dell'art.14 quater del citato Regolamento comunale, nonché ai sensi
dell'art.1219 Codice Civile
chiedere
il rimborso delle somme ai fini TARSU versate in eccedenza del detto limite del 40%
della tariffa negli ultimi cinque anni dal ricevimento della presente – da valersi come formale messa
in mora ad ogni effetto di Legge. L'importo dovuto è agevolmente determinabile da parte di
Codesta Amministrazione Comunale, mediante verifica dell'importo versato dal contribuente e la
differenza matematica con il 60% della tariffa dovuta per Legge.

Insomma abbiamo gli strumenti per attuare una vera e propria battaglia nei confronti dei Comuni, considerando ad esempio che il comune di Napoli si è dotato di un regolamento che, di fatto, ha recepito le indicate direttive comunitarie, per il cui motivo dovrebbe consentire con la semplice autotutela la prevista riduzione del 60% della tariffa.



martedì 29 settembre 2009

Da Notecologiche ad Econote


Spesso abbiamo preso ispirazione per i nostri post da "Notecologiche", il blog dell'amica Marianna Sansone, aggiornatissimo su ambiente, energie alternative, smaltimento di rifiuti, ecc ecc

L'avventura di Notecologiche continua ed ora sulle ceneri del blog è nato "Econote", il sito che "racconta la crescita ecologica di un pianeta che si è svegliato più cosciente di sè".

Vi invitiamo a dare un'occhiata!

lunedì 28 settembre 2009

Successo per la raccolta di olio esausto a piazza Vanvitelli


Oltre centocinquanta litri.

E' sintetizzato in questo numero il successo della raccolta volontaria di olio esausto promossa domenica 27 a piazza Vanvitelli dal Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Napoli e da La Napoli che vogliamo. Iniziativa che sarà destinata a replicarsi con giornate di informazione e sensibilizzazione sempre sul tema dell'inquinamento.

Daniele Lastretti, promotore della raccolta, spiega che da adesso in poi "sarà possibile contattare direttamente una ditta per il ritiro gratuito e a domicilio dell'olio".

Per chi volesse contattare la ditta Papa: tel. 081-8349011
Raccoglierà l’olio di origine vegetale da frittura, conserve, tonno etc… nella misura minima di cinque litri.


sabato 26 settembre 2009

Asse viario Arenella-Soccavo: discarica a cielo aperto



Una discarica a cielo aperto, potenziale causa di incidenti automobilistici. Viene descritto in questi termini l'asse viario Arenella-Soccavo da parte dell'associazione Verdecologista che denuncia il grave stato di abbandono del raccordo urbano. "Sono numerose- spiegano Carmine Attanasio e Gennario Varriale di Verdecologista- le situazioni di degrado e di pericolo che si notano percorrendo questa strada: rifiuti da entrambi i lati appena si entra dalla galleria di via Pigna, suppellettili abbandonate nella prima area di sosta che fu ripulita circa sei mesi fa, dopo quattro anni di segnalazioni, addirittura con una incomprensibile campagna mediatica con la quale si ringraziavano operatori ecologici e polizia municipale per la radicale pulizia dell’area. Nessuno però pensò- continuano- che questo tipo di intervento, unico in quattro anni, sarebbe dovuto essere di routine senza la necessità di sollecitazioni da parte dei mezzi mediatici. Inoltre nessuno pensò di evidenziare che, alla fine dell’asse viario dopo l’uscita per Pianura, da cinque anni, nascosta dai blocchi di cemento, sussiste una vera e propria discarica che nessuno pensò e pensa tuttora di rimuovere. Tonnellate di rifiuti che ancora sussistono e che periodicamente vengono date alle fiamme sprigionando diossina. Infine, subito dopo una curva, da oltre due mesi, ai margini della corsia di sorpasso, sono state abbandonate due sedie di plastica di colore verde che, se spinte dal vento, potrebbero invadere la stessa corsia di sorpasso provocando incidenti".

giovedì 24 settembre 2009

Raccolta olio esausto a Piazza Vanvitelli


Domenica 27 settembre dalle 10.00 alle 14.00, raccolta di olio esausto (di origine vegetale, frittura, tonno...) a Piazza Vanvitelli al Vomero.
E' necessario portare l'olio in taniche o bottiglie di plastiche.

Ecco il video della precedente iniziativa estiva a piazza Vittoria.


mercoledì 23 settembre 2009

"Obiettivo" differenziata? E il Comune taglia i fondi...

dal Corriere del Mezzogiorno.it

NAPOLI - Bilancio del Comune di Napoli, nell'assestamento approvato oggi in giunta, secondo indiscrezioni raccolte dall'agenzia Il Velino, sono stati tagliati i fondi destinati all'Asìa (azienda servizi igiene ambientale) per la raccolta differenziata di circa 6 milioni di euro.

IL PROVVEDIMENTO - Un ammanco grave considerando che il Comune di Napoli, guidato dal sindaco Iervolino, deve raggiungere la soglia del 25 per cento di differenziata entro il 31 dicembre per evitare il commissariamento previsto dal decreto del Governo in tema di emergenza rifiuti.

L'OBIETTIVO - Si tratta di un punto nodale sul quale il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Guido Bertolaso non intende recedere: chi non si tiene al passo con i tempi e le modalità richieste, rischia seriamente l'invio di un commissario da Roma. Ci sarebbero, inoltre, tagli di circa 4 milioni alle politiche per i minori.

r. w.
22 settembre 2009(ultima modifica: 23 settembre 2009)

venerdì 4 settembre 2009

Record degli sforamenti di polveri sottili a Napoli. Un incontro alla Società di studi politici


Dai dati ufficiali delle centraline di controllo dell'ARPAC, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, si legge che al 1 settembre 2009 il numero di sforamenti di polveri sottili (Pm10) dal 1 gennaio 2009 a Napoli è arrivato a quota 156.
Sono prevedibili quindi oltre 220 sforamenti al 31 dicembre 2009.
La legge prevede il limite massimo di 35 sforamenti complessivi nell'anno solare.
Ogni sforamento registrato comporta un significativo aggravamento di tutte le patologie cronico-degenerative dei soggetti più deboli, in particolare dei bambini.

Per discutere dell'argomento, si riuniranno, sabato 5 settembre 2009 alle ore 10.30 presso la sede della Società di studi politici,
(Piazza S. Maria Degli Angeli, 1 - 2° piano) le Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia. All'ordine del giorno l' «Emergenza sanitaria a Napoli: record degli sforamenti di polveri sottili e influenza suina».
Anche la nuova varietà influenzale AH1N1 sarà al centro dell'incontro. In attesa dei vaccini, disponibili soltanto dal mese di novembre, e a ridosso della imminente apertura delle scuole, con questa pubblica denunzia, le Assise desiderano sollecitare tutte le autorità responsabili al più tempestivo ed efficiente intervento a tutela della salute pubblica della città di Napoli.
Sono stati invitati:
- Rosa Russo IERVOLINO, sindaco di Napoli
- Gennaro Nasti, assessore all'ambiente del Comune di Napoli
- Gabriele Peperoni, presidente dell'Ordine dei Medici
- Paolo Monorchio, commissario della Croce Rossa di Napoli
Relazionerà il dott. Antonio Marfella.

venerdì 5 giugno 2009

Ecco l'inchiesta che spaventa Berlusconi

di Claudia Fusani - L'Unità

Questione di ore. Forse di giorni. Magari se ne riparla dopo il voto. E poi, quella che da settimane Berlusconi e il suo staff chiamano «l’incubo Napoli» tanto da far dire al premier «sono vicino a scoppiare ma non mollo», potrebbe materializzarsi. Nella forma, è l’ipotesi temuta a palazzo Chigi, di un provvedimento giudiziario che potrebbe coinvolgere Guido Bertolaso, il sottosegretario per l’emergenza rifiuti a Napoli a cui Berlusconi ha affidato le chiavi del paese e delle due scommesse cardine del mandato politico: rifiuti e terremoto. Il premier lo ha detto e ripetuto, «non ci sarà un altro 1994», un altro «golpe giudiziario». Il premier è teso, i suoi anche. Gli alleati sembrano in difficoltà. Bastava vedere, ieri mattina, l’imbarazzo con cui da La Russa a Fini, da Letta a Schifani, hanno glissato sul ritardo del premier alla parata ai Fori e sui frequenti pisolini in diretta tv.

L’incubo Napoli, quindi. Più che altro un intrigo che vede sul tavolo quattro inchieste sui rifiuti.

1) Il governatore Bassolino e i vertici Fibe e Impregilo sono a processo per frode, truffa, falso e abuso nella gestione dello smaltimento di rifiuti.

2) A gennaio sono state rinviate a giudizio 25 persone con l’accusa di non aver mai lavorato le ecoballe e averle smaltite illecitamente. È il processo “Rompiballe” dove è a giudizio anche il braccio destro di Bertolaso Marta di Gennaro.

3) Nello stesso procedimento sono indagati, per le stesse ipotesi di reato, anche Bertolaso e il prefetto di Napoli Alessandro Pansa. La loro posizione però è stata stralciata e avocata il 24 luglio 2008 dal procuratore Lepore. «Perché servono altri approfondimenti» disse il n°1 della procura a cui, tra l’altro, la legge speciale sui rifiuti per la Campania affida la competenza esclusiva di tutte le inchieste. Diversa la versione data dall’aggiunto De Chiara: «Lepore mi ha detto che la sua scelta è stata compiuta per non intralciare l’attività del governo sull’emergenza spazzatura». Un contenzioso che ha coinvolto 64 sostituti della procura (su 86) contro il procuratore e che stamani sarà discusso dalla Prima Commissione del Csm. Dello stralcio deciso da Lepore non si sa più nulla. Se non che Bertolaso è stato interrogato in aprile, ha ammesso «di sapere che gli impianti non realizzavano ecoballe» ma che «le attività tecniche erano tutte gestite dalla vice De Gennaro». I sostituti chiedono al Csm di verificare, temono pressioni politiche sulla procura, denunciano che il 26 marzo, all’inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra, Berlusconi «ha elogiato i vertici di Impregilo perché hanno resistito agli attacchi della procura». Il procuratore era lì. E c’è rimasto.

4) Infine la quarta inchiesta, quella per cui Bertolaso nei giorni scorsi ha accusato la procura di aver interrogato i due generali a capo della missione rifiuti trattandoli «come delinquenti». I sostituti Noviello e Sirleo, e non il procuratore, indagano sul fatto che oltre agli impianti Cdr sono stati commissariati anche i siti di stoccaggio. Questo non era previsto nel decreto rifiuti. E a capo dei generali c’è il sottosegretario Bertolaso.

TERMOVALORIZZATORE, VIA ALL´INCHIESTA INDAGHERANNO LEPORE E UN PM

Scritto da Dario Del Porto da la Repubblica Napoli, 05-06-2009 06:35

Un fascicolo contro ignoti, tre filoni investigativi che la Procura si appresta a sviluppare. Uno di questi riguarda il termovalorizzatore di Acerra.

Dunque il procuratore Giandomenico Lepore ha formalmente aperto il procedimento sollecitato nell´esposto presentato nei giorni scorsi dall´ex senatore di Rifondazione comunista Tommaso Sodano, che chiede il sequestro dell´impianto e la chiusura della discarica di Chiaiano. Un atto dovuto, quello dei magistrati, che sono comunque pronti ad approfondire questa come tutte le altre segnalazioni (tranne quelle a prima vista palesemente infondate o strumentali) sottoposte all´attenzione dell´ufficio inquirente. Il fascicolo potrebbe essere presto diviso in tre parti: il capitolo più delicato, quello relativo al termovalorizzatore, sarà trattato dal procuratore assieme a un sostituto che sarà individuato con il meccanismo dell´assegnazione automatica.

Il materiale relativo alla discarica di Chiaiano confluirà verosimilmente nell´indagine già in corso e affidata al pm Antonio D´Alessio. E verrà allegato a un altro procedimento già aperto su questioni analoghe il paragrafo dell´esposto riguardante la mancata realizzazione degli impianti per il trasferimento della frazione organica. Al momento non ci sono indagati né ipotesi di reato, che potranno essere formulati solo all´esito degli accertamenti.

, Va avanti invece l´indagine sui collaudi che mercoledì mattina ha portato all´emissione di quindici ordinanze di arresti domiciliari nei confronti di docenti universitari, tecnici e professionisti. «L´inchiesta di Napoli non mi riguarda - ha detto ieri il premier Silvio Berlusconi - sono tutte cose che non conosco e che riguardano la precedente gestione dell´emergenza rifiuti in Campania», ha aggiunto Berlusconi. A distanza gli ha risposto il governatore Antonio Bassolino: «Le sue dichiarazioni sono un po´ singolari. Nel 2005 il presidente del Consiglio era Berlusconi e commissario era Catenacci, verso il quale ho avuto e ho grande stima. Dico questo avendo collaborato con Berlusconi, Prodi e con tutti i commissari che si sono succeduti anche dopo la mia esperienza».
Ieri sono iniziati gli interrogatori degli arrestati. Il primo a rispondere alle domande del giudice Aldo Esposito e del pm Paolo Sirleo (titolare dell´indagine assieme ai pm Alessandro Milita e Giuseppe Noviello) è stato l´ingegnere Giuseppe Vacca, attualmente direttore dei lavori del termovalorizzatore di Acerra ma coinvolto per l´attività svolta come direttore dei lavori dell´impianto di Giugliano. Assistito dagli avvocati Giuseppe Fusco e Lucio Majorano, Vacca si è difeso per oltre due ore. «È stato un interrogatorio esauriente - commenta l´avvocato Majorano - ci siamo riservati di produrre nota con documenti allegati insieme all´istanza di revoca o sostituzione della misura che presenteremo al gip». Si sono difesi anche il commercialista Vittorio Colavita, assistito dall´avvocato Francesco Picca, collaudatore dell´impianto di Tufino, e il docente universitario Filippo De Rossi, assistito dall´avvocato Orazio De Bernardo. È stato rinviato a lunedì l´interrogatorio del presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, indagato per l´attività svolta come collaudatore dell´impianto di Casalduni. «Sono turbato - si è sfogato con il suo difensore, l´avvocato Claudio Botti - amareggiato per tutto questo. A pochi giorni dalle elezioni, poi. Verrebbe voglia di mollare tutto. Però continuo ad avere fiducia nella giustizia e spero davvero che possa chiarire tutto in tempi brevi. Per fortuna ho ricevuto tantissime manifestazioni di solidarietà. Studenti, colleghi, esponenti politici. Persino Chicchitto, e chi se l´aspettava». Ieri mattina, all´aeroporto di Fiumicino, è stata notificata l´ordinanza di arresti domiciliari anche al quindicesimo destinatario, il professor Vitale Cardone, che si trovava all´estero per lavoro.

venerdì 29 maggio 2009

Tutti a pulire Mappatella Beach!



NAPOLI OPERAZIONE SPIAGGE PULITE

“Cerchiamo Gente Pulita”

Legambiente chiama a raccolta

Cittadini, Bagnanti, turisti, e gente che ama Napoli!

31 MAGGIO 2009 ORE 10,30

SPIAGGETTA ROTONDA DIAZ – LUNGOMARE CARACCIOLO

Pulizia Simbolica della Spiaggetta e Performance Teatrale

del Gruppo Artefia de LORODINAPOLI


Buste di plastica, scatolette, fazzoletti, mozziconi di sigarette, inaspettati televisori o carcasse di metallo: è una vecchia collezione primavera-estate che sul lungomare Caracciolo non passa mai di moda.

Rifiuti lasciati tra gli scogli o la sabbia o portati sulla spiaggetta della Rotonda Diaz dalle maree dopo essere stati abbandonati in acqua, comportamenti incivili e superficiali che mettono in pericolo la biodiversità e la bellezza del mare, sopra e sotto l’acqua.

Una domenica insieme per un'azione concreta e simbolica, per sollecitare una maggiore attenzione alla tutela del territorio e un impegno coerente e continuo nel tempo. Un'azione per dire SI al turismo responsabile e alla raccolta differenziata. Per dire NO alle spiagge blindate, all'edilizia abusiva e pericolosa, alla pesca selvaggia, allo sfregio dei fondali, del mare e di tutte le sue forme di vita. Tutelarla non è solo un dovere, è un vantaggio per tutti!


L'appuntamento di domenica 31 alla spiaggetta della Rotonda Diaz è alle ore 10,30 e prevede, oltre la pulizia simbolica della spiaggetta a cura dei circoli Neapolis 2000 e BiutifulCauntri di Legambiente con la collaborazione del Comune che metterà a diposizione attrezzature e sacchetti, una performance teatrale di ARTEFIA curato da Vincenzo Maria Saggese de LORO DI NAPOLI di Antonio Acocella.

Sempre alla Rotonda Diaz il circolo Biutiful Cauntri a piedi o in bici distribuirà Il Manuale del buon diportista.

Per adesioni o informazioni 081.29.45.11 e mail neapoli@hotmail.com

Legambiente 349.45.97.997



Se li butti a Mare Sai quanto ci impiega a biodegradarsi…?

Fazzolettino di carta: 3 mesi; Mozzicone di sigaretta: da 1 a 5 anni;

Bucce di arancia o banana: oltre 2 anni; Contenitore pellicola per foto: da 20 a 30 anni; Gomma da masticare: 5 anni; Cottonfioc con bastoncino di plastica: da 20 a 30 anni; Accendino di plastica: da 100 a 1.000 anni; Bottiglie di vetro: 1000 anni;Bottiglie di plastica: mai completamente

giovedì 28 maggio 2009

Acerra: emissioni nove volte oltre i limiti

Da Il Sole 24 Ore del 27/05/2009


SUD

In due mesi di attività si sono già registrate nove giornate in cui le emissioni di polveri sottili dal termovalorizzatore di Acerra hanno sforato il tetto consentito. Nove giornate rispetto alle 35 massime consentite e sopportabili in un anno intero. A certificarlo è l'Arpac Campania. Sul sito dell'agenzia, i report dettagliatissimi del monitoraggio delle emissioni dell'impianto. Le misurazioni effettuate dall'Arpac e pubblicate online registravano la presenza nell'aria di polveri inquinanti (Pm10) per una media giornaliera di 76,3 micron per metro cubo, ben più alta del valore consentito di 50 micron. Inoltre, secondo i dati forniti dall'Osservatorio costituito proprio per monitorare le performance dell'impianto di Acerra inaugurato a fine marzo, la fuoriuscita del monossido di carbonio e di alcuni tipi di idrocarburi, pur nella norma, raggiunge il limite massimo autorizzato.
«Anche se le nostre centraline sono in fase di taratura – spiega Luciano Capobianco, direttore generale dell'Arpac – riteniamo che la concentrazione di queste sostanze sia senza dubbio eccessiva, tanto da richiedere una particolare attenzione e un potenziamento dei controlli».
L'Osservatorio di Acerra non fornisce dati sulle emissioni di Pm10 nella tabella visibile online. Ammette, però, concentrazioni medie giornaliere di monossido di carbonio e di idrocarburi policiclici aromatici che raggiungono il tetto massimo di 50 mg per metro cubo consentito dalla
direttiva 2000/76 della Ue in materia di incenerimento dei rifiuti. «Si tratta di misurazioni effettuate in fase di collaudo – precisa Vincenzo Coccolo, presidente dell'Osservatorio ambientale – ma appena il termovalorizzatore sarà pienamente funzionante entreremo nel merito anche

dei controlli eseguiti dall'Arpac».

mercoledì 27 maggio 2009

Indirizzi EcoStore

Negozi EcoStore a Napoli

- via Secondigliano 60 - tel. 0817389167, fax. 0817389167
e-mail na.secondigliano@ecostoreitalia.com
Orario apertura:
LUN - SAB 09.00-13.30 / 16.00-20.00

- via Cilea 262 - tel. 0817148453. fax. 0817148453
e-mail na.cilea@ecostoreitalia.com
Orario apertura:
LUN - SAB 09.00-13.30 / 16.00-20.00

Entrambi sono dotati del servizio di ricarica Ink Evolution

martedì 26 maggio 2009

Pannelli solari al posto di cacciabombardieri?


da Peacelink

E' partita da pochi giorni la campagna di pressione lanciata da Sbilanciamoci! e da Rete Italiana per il Disarmo affinché il Governo italiano rinunci all'acquisto dei cacciabombardieri JSF-F35 e usi in modo diverso per la popolazione gli oltre 15 miliardi di spesa previsti.

In questi giorni il Governo italiano dopo aver chiesto ed ottenuto un parere al Parlamento in poco tempo sta procedendo alla continuazione della produzione di 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighters che impegneranno il nostro paese fino al 2026.

Tutti questi soldi potrebbero essere utilizzati per obiettivi più utili alla società: ad esempio si possono contemporaneamente costruire 3000 nuovi asili nido, installare 8 milioni di pannelli solari, dare a tutti i collaboratori a progetto la stessa indennità di disoccupazione dei lavoratori dipendenti, allargare la cassa integrazione a tutte le piccole imprese...
Si può sottoscrivendo l'appello online alla pagina http://www.disarmo.org/nof35

Materiale informativo messo a disposizione sul sito http://www.sbilanciamoci.org e sul sito http://www.disarmo.org !


131 cacciabombardieri? NO! Meglio 3.000 nuovi asili, 1.000 scuole più
sicure, 10 milioni di pannelli solari, la ristrutturazione del centro
storico de l'Aquila.

sabato 23 maggio 2009

Gli EcoStore a Napoli - un'intuizione imprenditoriale


Cinquant'anni in due, un'intuizione imprenditoriale ed una missione: riciclare e ridurre in modo produttivo i rifiuti nella città più tristemente nota per le sue disavventure legate all'immondizia. Gennaro Lanza 26 anni a luglio e Francesco Paladino 25 anni, entrambi laureandi in economia alla Federico II sono i giovanissimi titolari dei primi due Eco Store di Napoli, catena di negozi in franchising in tutta Italia, specializzati in cartucce rigenerate e stampanti.

I due punti vendita, uno al corso Secondigliano e l'altro a via Cilea, sono stati i primi, in Campania, a riciclare non solo vecchie cartucce e stampanti in disuso, ma anche cellulari ed ovviamente pile. E l'attenzione da parte nei napoletani si è fatta sentire, soprattutto nel clou dell'emergenza rifiuti.

Perché tanta attenzione all'ambiente? “E' la nostra filosofia- spiega Gennaro, nei ritagli di tempo studente di finanza all'ateneo federiciano – e il seguirla dall'inizio ci ha premiati. La nostra è una clientela per il 50 per cento business, fatta da piccoli imprenditori, professionisti, commercianti”. Non, quindi, un semplice negozio l'Eco Store, piuttosto una realtà che cerca di coniugare il profitto economico con il rispetto per l'ambiente e il risparmio per il consumatore.

A questa idea si ispira, infatti, la Ink Evolution, un innovativo strumento per ricaricare le vecchie cartucce vuote, introdotto nel mercato italiano per la prima volta a Napoli nel febbraio scorso per volontà della stessa casa madre. Con l'apparecchio in sette minuti le cartucce vuote vengono riempite direttamente in negozio e dopo una prova di stampa, sono pronte per essere riutilizzate nuovamente dal cliente, con vantaggi su più fronti. Le cartucce così ricaricate possono essere infatti sfruttate fino a dieci volte, con evidente riduzione di rifiuti e con un sollievo per il portafoglio. “Il cliente può risparmiare- specifica il giovane imprenditore- fino al 40 per cento sulle cartucce rigenerate, e fino al 80 per cento su quelle originali, perché quello che compra è solo il contenuto. Ma la soddisfazione maggiore è che così si riduce anche il trasporto su gomma perché non abbiamo più bisogno di ordinare sempre nuove cartucce da rivendere in negozio”.

Niente è dunque lasciato al caso da parte dei due ragazzi che tengono a sottolineare che dal punto vendita si esce solo con sacchetti in amido di mais biodegradabili e con scatolini in materiale riciclato. “Costano di più- spiegano- ma non importa perché dietro c'è una certa filosofia. E' difficile far accettare questi nuovi modi di pensare a fronte di un consumismo dilagante. Ma noi ci proviamo comunque”.


venerdì 22 maggio 2009

Le scorie di Acerra? Finiranno in un parco protetto dall'Ue



Le scorie di Acerra? Finiranno in un parco protetto dall'Ue

di Francesca Pilla

Un'ordinanza finora rimasta segreta stabilisce che le ceneri del
termovalorizzatore copriranno una discarica

Le ceneri dell'inceneritore di Acerra finiranno nel parco del Vesuvio, più precisamente nella discarica di Terzigno, nonostante l'area sia sottoposta a tre vincoli di protezione da parte della Ue. E' sostanzialmente questa la novità del piano rifiuti di Berlusconi, solo che fino a oggi nessuno
ancora ne era a conoscenza perché gli atti relativi all'utilizzo delle cave (le più grandi della Campania, già adibite a discarica con la legge 67 decreto 61 di Prodi e in seguito con il piano rifiuti Berlusconi, legge 123) sono stati negati, dal comune di centrodestra, ai comitati e perfino
all'opposizione consiliare. «Solo dopo una diffida all'Ente parco e otto mesi di domande andate inevase, l'ufficio del sindaco Auricchio si è degnato di risponderci e così siamo riusciti a scoprire la verità. In questi documenti si legge anche che qui si tratterà il percolato, a seguito della costruzione di macchine di depurazione, degli altri siti regionali». Vincenzo Sangiovanni, ex candidato a sindaco di Terzigno nel 2007, attualmente coordinatore del Pd nell'area, ha gli occhi bonari, ma è scuro in volto mentre ci mostra i documenti ottenuti a fatica. Si tratta dell'ordinanza 48 del 3 marzo 2009 e firmata personalmente dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Una «carta» in cui il premier dispone appunto di accettare il piano tecnico presentato dalle due società che avranno in gestione il sito, l'Ecodeco e l'Asia, e che prevede di «utilizzare le scorie provenienti da Acerra quale materiale di copertura» per la discarica. Sangiovanni, che è anche dirigente medico infettivologo all'ospedale Cotugno lancia l'allarme: «Mi occupo quotidianamente di malattie tumorali è so bene che in presenza di discariche abbiamo un'incidenza di tumori, al fegato e ai polmoni, 400 volte superiore rispetto alla norma. Figuriamoci cosa può accadere quando si viene a contatto con materiali nocivi come quelli derivanti dalla combustione di
alquale così come previsto per Acerra».
Dallo staff del sottosegretario Bertolaso però abbassano i toni e fanno sapere che a Terzigno non porteranno scorie inquinanti: «Il termovalorizzatore - dicono - produce due tipi di ceneri, i materiali di risulta pericolosi saranno trattati e inertizzati così come previsto dalla legge, mentre gli altri, che per semplificare sono simili alle ceneri prodotte da un camino, saranno portate a Terzigno. Non abbiamo nessuna intenzione di commettere un illecito». D'altra parte però ancora non è chiaro chi e come tratterà le ceneri pericolose: «Dovrebbe essere la stessa ditta che gestisce l'impianto - rispondono dal sottosegretariato - come del resto avviene nel resto d'Italia». Ma i comitati non si fidano: «Non abbiamo nessuna garanzia che questa sia la verità - spiega Angelo Genovese, biologo e docente universitario di veterinaria a Napoli, che sul suo sito (www.angelogenovese.it) ha pubblicato la documentazione ufficiale - Se non avessero nulla da nascondere perché allora non hanno avvisato la popolazione?».
I comitati hanno insieme a una delegazione di consiglieri comunali del centrosinistra andranno a Strasburgo per sottoporre la questione alla commissione ambiente dell'Ue.

sabato 16 maggio 2009

Per chi deve ripulire cantinole e garage...



Asia Napoli, in collaborazione con l’Assessorato all’Igiene Urbana del Comune di Napoli, ripropone l’appuntamento per recuperare i rifiuti ingombranti da smaltire.

E’ possibile svuotare il proprio garage, la cantina o il ripostiglio, conferendo direttamente, presso i punti di raccolta allestiti per l’iniziativa, rifiuti in disuso e di cui si ha la necessità di liberarsi.

Rifiuti ingombranti come mobili, tavoli, sedie, materassi, manufatti in ferro ed in legno e così come rifiuti elettrici ed elettronici come vecchi computer, monitor, frigoriferi, lavatrici e piccoli elettrodomestici ed ancora, un rifiuto particolarmente inquinante come l’olio usato, sono tutti prodotti smaltibili presso le postazioni ASIA appositamente organizzate.

Vasche di raccolta, mezzi di trasporto e uomini ASIA organizzati presso le piazze da lunedì 18 Maggio e fino a martedì 29 Giugno.

I punti di raccolta funzionano dalle ore 08:00 alle ore 13:00 con la consegna dell’olio da cucina esausto, grazie alla presenza in Piazza del Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento olii e grassi vegetali ed animali esausti (CONOE), prevista esclusivamente negli appuntamenti di martedì 19, sabato 23, martedì 26 e sabato 30, del mese di maggio, ed ancora martedì 2, martedì 23 e tutti i sabati del mese di giugno.

Inoltre, proprio per favorire la raccolta di questo particolare rifiuto, presso le due isole ecologiche di via Saverio Gatto e Via Salgari, dove la raccolta dell’olio è ormai una consuetudine, sono in distribuzione, in forma gratuita, contenitori adatti proprio per l’accumulo casalingo del liquido da smaltire; si provvederà a consegnare fino a trecento attrezzature per ognuna delle due piattaforme rispettivamente dei Colli Aminei e di Ponticelli.

venerdì 15 maggio 2009

Nube tossica su Caserta


Una densa e scura nube di diossina incombe sui casertani. La notte del 12 maggio, intorno all'una e trenta di notte, è scoppiato uno spaventoso incendio, forse doloso, in un deposito abbandonato contenente migliaia di pneumatici, situato in prossimità degli stabilimenti EcoRec e Cubex, nella zona del­­l’Interporto Sud Europa, tra Maddaloni e Caserta.
Il rogo continua da quasi 48 ore.

Su Peacelink un resoconto del Comitato Allarme Rifiuti Tossici.
Su Corriere del Mezzogiorno un articolo sul caso.

Dagli articoli si viene a sapere che:

- alcune associazioni locali si sono costituite in comitato e hanno scritto una lettera alla Us Navy, di stanza a Napoli. Ritengono che le istituzioni non siano rese conto della gravità della situazione.

- E' stata accertata la natura dolosa dell'incendio. Eventi di questo tipo non sono per nulla isolati in queste aree. Per camorristi e imprenditori senza scrupoli dare fuoco a rifiuti, difficili e costosi da smaltire, è la via più comoda.

- due persone sono scappate nei primi momenti successivi al vasto incendio, avvistate dagli agenti della sicurezza dell'Interporto Sud Europa di Marcianise, la struttura intermodale prospiciente all'area dove si è sviluppato il vasto incendio. Prima di scappare, hanno abbandonato una moto senza targa e una borsa, pare, ora al vaglio delle forze dell'ordine, facendo perdere le proprie tracce nella vicina campagna.

-Lo stesso sito, come riferisce il comitato Mamme e Famiglia di Marcianise, prese fuoco circa dieci anni fa: un analogo incendio fu circoscritto e domato soltanto dopo alcuni giorni dai pompieri, provocando anche gravi danni all’ambiente circostante. Nel 2003 gli allevatori di bovini e ovini di Marcianise furono, infatti, costretti ad abbattere oltre 3.000 capi di bestiame, perchè il latte prodotto risultò contenere un tasso di diossina superiore a quanto stabilito dalle normative a tutela della salute umana.

Note Ecologiche su F2 RadioLab

mercoledì 29 aprile 2009

Sul processo a Bassolino...che non passi sotto silenzio


Un comunicato del Comitato Regionale dei Rifiuti

28/04/2009

C’è un processo che si sta celebrando in questi giorni a Napoli, nell’aula bunker di Poggioreale, che sta tentando di stabilire la verità, almeno quella giudiziaria, su quanto è accaduto in Campania negli ultimi 15 anni di Emergenza Rifiuti. E’ un processo importante, che dovrebbe accertare le responsabilità di politici, amministratori e imprenditori che in questi anni hanno determinato o anche solo consentito che Napoli e la Campania sprofondassero sotto migliaia di tonnellate di rifiuti e le fertili campagne dell’entroterra venissero invase da discariche più o meno “illegittime” e da milioni di ecoballe putrescenti.

Forse è la più grande truffa della storia del nostro paese.

Eppure solo uno sparuto gruppuscolo di giornalisti sta documentando la fase dibattimentale di un processo che vede coinvolti gli ex vertici di FIBE - Impregilo, la società che avrebbe dovuto gestire i rifiuti in Campania in questi anni, il governatore della Campania Antonio Bassolino e altre 27 persone.

Manca tutta o quasi l’informazione che conta. Probabilmente impegnata nelle veline di palazzo, a “rassicurare” il popolo campano che, dopo che il centro di Napoli è stato ripulito, l’emergenza è finita e che l’inceneritore di Acerra è bello, inquina poco e funziona a pieno ritmo.

Ma la verità è un’altra. Ed è compito dei giornalisti raccontarla.

E allora, come CO.RE.Ri. Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, rivolgiamo un appello a tutti i giornalisti campani.

Domani mercoledì 29 aprile alle ore 9.30 presso l’aula bunker del carcere di Poggioreale riprende l’udienza del Processo FIBE Bassolino con la testimonianza del consulente della Procura della Repubblica Ing, Paolo Rabitti che sta ricostruendo l’intera vicenda dell’appalto FIBE. Si tratta di un passaggio fondamentale di tutto l’iter processuale, dal quale potrebbero scaturire gli elementi di prova necessari ad accertare le responsabilità. Noi ci saremo perché ci aspettiamo che sia fatta finalmente giustizia ma è necessario che ci siate anche voi perché i cittadini italiani, e campani in particolare, hanno il diritto di sapere cosa è accaduto in questi 15 anni e di chi sono le responsabilità.


CO.RE.Ri.

Sito: www.rifiuticampania.org

Email: contatti@rifiuticampania.org

martedì 21 aprile 2009

In Villa Comunale a Napoli per raccogliere l'olio esausto


Il 10 maggio in Villa Comunale (lato p.za Vittoria) a Napoli raccolta del tuo olio usato.
L'olio sara' raccolto dalla mattina alle 10.30 fino a dopo pranzo dai volontari per permettere a tutti di consegnarlo.

CONTATTI con i VOLONTARI della RACCOLTA

ZONA LAGO PATRIA 339 21 32 620
ZONA LICOLA 339 21 32 620
ZONA VOMERO 328 68 17 863
ZONA POSILLIPO 338 76 77 373
ZONA SOCCAVO 340 57 61 261
ZONA FUORIGROTTA 340 57 61 261
ZONA BAGNOLI 340 57 61 261
ZONA CENTRO STORICO - vico Monteleone 8 alla bottega e' pappeci vicino piazza del Gesù

enricomango500@hotmail.com
olioesausto.napoli@gmail.com


olioesausto.acerra@gmail.com (per Acerra)
_________
DOVE trovare chi raccoglie l' olio usato :

CENTRO STORICO
la bottega 'O Pappece
Vico Monteleone, 8/9 Napoli
tel. 081.5521934 email opappece@opappece.it Aperto tutti i giorni 10.00/14.00, 16.30/20.00 lunedì mattina chiuso

SAN GIORGIO a CREMANO (NA)
la bottega Gaia
Via pittore, 54 80044
tel. 081.472043 email gaia@opappece.it Aperto tutti i giorni 10.00/14.00, 16.30/20.00

VOMERO
Bottega a Via Orsi 72 (c/o Piazza Medaglie d'Oro)

ISOLE ECOLOGICHE DI VIA SAVERIO GATTO (COLLI AMINEI) E VIA EMILIO SALGARI (PONTICELLI).
I giorni e gli orari di apertura:
Lunedi dalle 14.00 - 19.00
Dal Martedi al Sabato dalle 10.00 alle 19.00
Domenica dalle 10.00 alle 14.00

martedì 7 aprile 2009

Solidarietà all'Abruzzo - Punti di raccolta beni


Dal blog di Napoli senza Munnezza!!, vorremmo fare arrivare il nostro contributo di solidarietà alla popolazione abruzzese che sta vivendo ore terribili.
Alcuni cittadini napoletani si stanno organizzando tramite la rete per allestire dei punti di raccolta di beni di prima necessità da inviare GIOVEDÌ MATTINA con vari furgoni in Abruzzo.
Chi vuole portare dei beni ai punti di raccolta lo potrà fare fino a MERCOLEDI SERA.
Di seguito l'organizzazione.


COSA RACCOGLIAMO:


* SCATOLAME (legumi, pomodori pelati, tonno, carne in scatola,pasta, biscotti, cereali)
* LATTE (a lunga conservazione)
* LATTE IN POLVERE PER NEONATI TIPO MELLIN 1 E PANTOLACT 1 E 2
* ACQUA (preferibilmente in confezioni chiuse)
* PRODOTTI PER L'IGIENE PERSONALE (sapone,shampoo, pannolini, assorbenti, dentifricio, spazzolini da denti…)
* ABBIGLIAMENTO(comprese coperte e scarpe per bimbi anche neonati)
OMOGENEIZZATI



Ecco dei piccoli accorgimenti nella raccolta


* Controllare i sigilli, la scadenza (il più lunga possibile) e lo stato dei prodotti alimentari
* Scrivere sugli scatoloni il contenuto, in modo che possiamo differenziarlo successivamente prima di portarlo a destinazione
* I capi di abbigliamento devono essere in ottime condizioni




PUNTI DI RACCOLTA:

# Punto raccolta VOMERO ALTO:

# Punto raccolta POSILLIPO E ZONE LIMITROFE:
# Punto raccolta ZONA PORTO:

# Punto raccolta CENTRO: Ingegneria Senza Frontiere
Piazza Cavour, 38 (venendo dal Museo, subito dopo l'Istituto Salvator Rosa la traversa a destra).


# Punto raccolta FUORIGROTTA:

# Punto raccolta UNIVERSITÀ ORIENTALE - Palazzo Corigliano - Piazza San Domenico Maggiore
martedì 7 aprile ore 10-22 e mercoledì 8 aprile 10-19 - aula radioazioni
qui il link con maggiori informazioni




PER LA PROVINCIA

* Punto raccolta VARCATURO

* Punto raccolta OTTAVIANO

* Punto raccolta MARIGLIANO
* Punto raccolta CERCOLA

martedì 31 marzo 2009

Nola, spariti nel nulla i tre milioni destinati alla bonifica dei veleni

Fonte: Corriere del Mezzogiorno - Carlo Franco

NAPOLI—È il momento dei soldi che arrivano in Regione vengono parcheggiati
presso qualche assessorato e poi scompaiono nel nulla. O vengono distratti
e impiegati per altre finalità. Dopo quelli per la Casa della Musica, che
hanno innescato l'ultima guerra tra Claudio Velardi e il resto del mondo,
ecco il gruzzoletto di tre milioni che il Cipe inviò nel 2004 a Santa
Lucia per avviare la riqualificazione ambientale del buco più nero
dell'inquinamento campano, il Parco della Cisternina al confine tra Nola e
Saviano - 138 alloggi e 40mila metri quadrati abbandonati da anni al
centro del triangolo della morte Nola-Acerra-Marigliano. Che ha messo in
allarme i redattori della rivista scientifica più autorevole del mondo,
«The Lancest Oncology, ma continua a lasciare indifferenti le autorità di
casa nostra. Con la sola eccezione, altrettanto autorevole dell'Istituto
Superiore di Sanità che un anno fa allargò l'area dell'allarme: il
territorio infetto non è più solo quello del triangolo della morte ma si è
esteso, attraverso gli assi mediarni, definiti «le arterie del male», fino
all'area flegrea. Un disastro di proporzioni bibliche che coinvolge una
popolazione di oltre 300mila abitanti e fu denunciato da Report, la
trasmissione di Milena Gabanelli, e che ora, e questa è una anticipazione,
è sotto osservazione da parte di Striscia che sta per piombare con i suoi
inviati sulla preda fradicia e pericolosa come una vera bomba ecologica.
«Abbiamo provato in tutti i modi a coinvolgere i politici di zona e quelli
esterni - dice il dottor Alfredo Mazza che da anni conduce e la battaglia
per la riqualificazione della Cisternina alla testa di un manipolo di
volontari guardati con fastidio dai maggiorenti della politica locale
inquinata quasi quanto l'immondo villaggio ridotto a scheletro - ma
nessuno ci prende in considerazione anche se veniamo inondati di promesse»
Che riguardano non solo lo scandalo della riqualificazione della
Cisternina, ma anche, udite udite, la bonifica dei Regi Lagni che viene
puntualmente annunciata e altrettanto puntualmente smentita. In queste
condizioni non c'è da meravigliarsi se l'incildenza dei tumori nella zona
è del 25% superiore alla media regionale ed ha avuto ripercussioni
gravissime sui processi produttivi, soprattutto in campo agricolo e
zootecnico.
L'ultimo tentativo Alfredo Mazza, che si è dedicato alla causa della
bonifica della Cisternina, lo ha fatto il 3 febbraio scorso, scrivendo
direttamente al governatore. Gli uffici di Bassolino hanno risposto ed è
venuta la conferma della «scomparsa» dei tre milioni, che, invece, il Cipe
ha davvero inviato rispondendo anche alle sollecitazioni di Carlo Azeglio
Ciampi il quale, dal Quirinale, raccolse e fece suo l'appello delle
associazioni ambientaliste.
Quegli «spiccioli», naturalmente, non basterebbero a ripulire l'immondo
ammasso di edilizia fatiscente e la sporcizia dei rifiuti tossici che si
sono accumulati, ma potrebbero servire a dare una spinta all'insediamento
di un Centro di ricerca sui rischi ambientali, sottoscritta da una intesa
che è stata seppellita tra le macerie. La vicenda che raccontiamo è
emblematica dell'inesistenza di una qualsiasi politica ambientale. Il
complesso residenziale della Cisternina è di proprietà del Comune di
Napoli ed è stato concesso in comodato d'uso gratuito alla Regione
Campania. Gli ultimi occupanti furono gli sfollati del dopo terremoto, ora
è tutto un abbandono e, per giunta, il regno di tossici e barboni che
vivono in simbiosi con i cani randagi che razzolano tra i rifiuti. A poche
centinaia di metri di distanza a completare il quadro mortificante ci sono
i resti del villaggio dell'età del bronzo. Ma questo interessa poco.
«La Cisternina - dice Salvatore Velardi della Cgil - è la madre di tutte
le questioni del nostro territorio e deve essere risolta all'interno del
Piano di coordinamento territoriale della Provincia. È tutto pronto, manca
la volontà politica». Stesso discorso anche da parte del consigliere
regionale Sommese. Da tempo, invece, non si fa sentire, la voce autorevole
di Paolo Russo.
All'accordo di programma - sottoscritto da Regione Campania, Comune di
Napoli, Comune di Saviano, Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia
e Arpac - si approdò, al termine di una defatigante trattativa, otto anni
fa (il 14 marzo del 2001) sull'onda di una sollevazione popolare: sembrava
tutto finalmente avviato, ma dopo qualche mese sulla Cisternina è di nuovo
calato il silenzio. Eppure in calce a quel documento c'erano firme quanto
mai autorevoli e tali da garantire le attese del Comitato civico e
dell'associazione Napoli-Bordeaux capofila della protesta: Luigi Nicolais,
allora assessore alla Regione Campania, Riccardo Marone per il Comune di
Napoli, Carmine Sommese per il Comitato di Saviano ed Enzo Boschi per
l'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Nobilissime le
intenzioni: il Centro di ricerca avrebbe assorbito trecento ricercatori e
avrebbe fermato l'emorragia dei cervelli che scappano da Napoli. Chi se ne
ricorda più?

lunedì 30 marzo 2009

Eco-pannolini contro l'emergenza rifiuti


dal Corriere del Mezzogiorno.it

Sono lavabili e riutilizzabili, promettono di ridurre l'inquinamento e garantire il risparmio alle famiglie

NAPOLI - Per scongiurare il ritorno dell’emergenza rifiuti discariche e termovalorizzatori non bastano, se di pari passo non si diffonde la cultura ambientale e questa non comincia a coinvolgere tutti. Uomini, donne, giovani, anziani e bambini. Ma anche neonati. Così, contro il rischio che possa ripresentarsi la crisi, in Campania si fa ricorso anche al pannolino ecologico per bebè. Si tratta di particolari pannolini che una volta utilizzati possono essere lavati e indossati di nuovo dai piccoli. Ad una temperatura tra i 40 e i 60 gradi, senza l’aggiunta di ammorbidenti, sbiancanti o disinfettanti, questi particolari pannolini che rispettano l'ambiente si puliscono e tornano come nuovi alleggerendo peraltro il bilancio famigliare.

LA PRESENTAZIONE. Il prodotto è stato presentato questa mattina nella sede dell’Ordine dei farmacisti di Napoli. Grazie alla collaborazione Ordine-Provincia di Napoli verrà venduto in diverse farmacie. Ogni anno per un bambino si consumano migliaia di pannolini usa e getta: si tratta di rifiuti indifferenziati destinati alla discarica. Alla presentazione sono intervenuti gli assessori provinciali alla Protezione civile, Francesco Emilio Borrelli e all’Ambiente, Giuliana Di Fiore. Con loro il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Napoli, Giovanni Pisano e i promotori del Comitato per la diffusione del pannolino ecologico.


dal Blog di Beppe Grillo, l'esperienza del Comune di Colorno

"Colorno, 'Nido leggero'":
L’Asilo Nido comunale di Colorno ha avviato la nuova iniziativa: “Nido leggero”.
Il progetto prevede l’utilizzo sperimentale nei mesi di ottobre e novembre dei pannolini lavabili in sostituzione di quelli usa e getta biodegradabili, già introdotti dall’attuale amministrazione dal precedente anno scolastico. I pannolini lavabili raggiungono in un colpo solo più vantaggi: benessere dei bambini (sono in materiale naturale e non hanno parti sintetiche); riduzione dei rifiuti; risparmio economico.
Un intervento a favore dell’ambiente e della salute dei cittadini.”

mercoledì 25 marzo 2009

Verso l'apertura dell'inceneritore di Acerra. L'opinione di Medici per l'Ambiente

Comunicato Stampa dei Medici per l'Ambiente

Impegnati per la tutela dell’ Ambiente e della Salute riteniamo che la costruzione e la prossima accensione del megaimpianto di incenerimento di Acerra rappresenta un grave atto di irresponsabilità scientifica e sanitaria e un molto discutibile intervento industriale.Le nostre neomamme e i loro figli subiranno un molto probabile danno di salute irreversibile con l'accumulo degli invisibili contaminanti ambientali che si produrranno dall' incenerimento di ogni tipo di materiale, anche di plastiche,gomme,assemblaggio di sostanze chimiche.più o meno pericolose che si accumulano nel nostro organismo producendo danni al DNA.

Studi scientifici documentati e resi evidenti anche dal nostro comitato scientifico dell' International Society Doctors for Environment (isde.it) dimostrano il pericolo che l’ incenerimento industriale di questo livello arreca alla salute. Il controllo ambientale è mancato,a volte è stato nascosto oppure sottovalutato in questi anni nonostante i 15.000 animali abbattuti nel territorio acerra-nola-caserta,perché avvelenati da diossina nel 2003, il rilievo nelle erbe e nei terreni di furani,pcb e diossine e metalli pesanti come si vede dalle mappe dell’ arpac.e il riscontro di Diossina e PCB diossino-simili nel latte di 100 donne di Caserta e Napoli. Le corrette modalità di funzionamento dell’impianto e soprattutto il monitoraggio di salute che si prevede non sono state ben illustrate non consentendo ad esempio alla nostra associazione scientifica di partecipare alla fase di controllo.

Le innumerevoli risorse economiche impegnate in questa scellerata gestione,( si tratta di 1,5 miliardi di Euro di soldi pubblici! ) dovevano essere spesi per il benessere e la Salute dei cittadini della Campania evitandoci l’ umiliazione della spazzatura e la patologia ambientale che sta crescendo nella nostra popolazione con un netto aumento di malattie endocrine e tumorali.


Dr Gaetano Rivezzi

Vice presidente per il Sud-Italia

Medici per l’Ambiente

martedì 24 marzo 2009

Pastore di Acerra: 40 picogrammi per grammo e alti livelli di metalli pesanti


Un comunicato di AssoCampaniaFelix

Acerra - E' di queste ore la notizia, rimbalzata sulle agenzie campane, che il pastore di Acerra Andrea Gerlando, deceduto un anno fa di cancro al polmone, e parente del pastore Cannavacciuolo morto anch'egli di canco per contaminazione elevata, era contaminato dalle diossine con valori medi ematici di 40 picogrammi per grammo e alti livelli di metalli pesanti (specie Cromo, Piombo e Alluminio, gli stessi ritrovati nella discarica di Calabricito). Il Dott. Antonio Marfella, oncologo e tossicologo del Pascale, aveva prelevato il sangue del pastore al suo capezzale chiamato dai parenti disperati e aveva pagato le analisi di tasca propria insieme ai contributi delle associazioni dell'Assocampaniafelix, che in un anno hanno raccolto una congrua somma per finanziare lo studio a favore della Lega Italiana per la lotta contro i Tumori di Napoli. Oltre al Gerlando è stata analizzata nuovamente anche Bruna Gambardella, l'insegnante di Saviano già trovata contaminata da elevati livelli di diossine e policlorobifenili, tali da causarle una endometriosi. Entrambi i prelievi hanno mostrato un alto livello di Alluminio e Cromo, metalli pesanti che sono stati ritrovati più volte nella discarica di Calabricito e nelle campagne di Acerra e Nola, nel corso di vari carotaggi compiuti dall'Arpac e dalla ASL NA4. "Vogliamo proporre le stesse analisi all'ex sindaco di Acerra Espedito Marletta - ha dichiarato ironicamente Marfella - per determinare quanto alluminio e cromo ha nel suo sangue, dopo che in tv era stato ripreso a mangiare una foglia di cavolfiore vicino alla discarica di Calabricito... così, per stabilire il nesso...". E affonda con un'altra provocazione amara che fa riflettere: "Quindi, per chi vive nelle vicinanze della discarica di Calabricito, propongo di impiegarlo per fare i motori in alluminio della FIAT a Pomigliano D'Arco, così aiutiamo l'azienda ad uscire dalla crisi... NE TROVIAMO TANTO DI ALLUMINIO NEL SANGUE DEGLI ACERRANI CHE RISOLVEREMO I PROBLEMI DEGLI OPERAI DELLA FIAT!!". Maggiori dettagli delle nuove e sconcertanti analisi fatte dall'oncologo napoletano sui cittadini dell'agro acerrano-nolano saranno rese note nel corso della trasmissione televisive che andrà in onda domani sera alle 22.30 su TELEAKERY, a cui parteciperanno, oltre a Marfella, Gennaro Esposito, delegato della Federazione Assocampaniafelix, e Tommaso Esposito, portavoce del Comitato Contro il Megainceneritore di Acerra. Conduce Raf Tagliamonte. In attesa delle manifestazioni del 25 e 26 marzo ad Acerra contro l'impianto di incenerimento.

martedì 3 marzo 2009

L'emergenza ambientale campana allarma i militari statunitensi

da Valentino Di Giacomo

La marina americana non intende abbassare la guardia: ma questa volta non si tratta di lotta al terrorismo. La preoccupazione degli statunitensi è concentrata verso l’emergenza ambientale in corso in Campania dovuta all’inefficiente gestione dei rifiuti e alle diverse discariche illegali rinvenute nella regione. Il comando statunitense è in apprensione circa i rischi a cui potrebbero essere esposti i marines che prestano servizio nelle basi di Capodichino e Gricignano d’Aversa. L’U.S. Navy ha così commissionato una serie di ricerche al “Naval Health Research Center” di San Diego, in California. L’ultimo studio effettuato dal centro californiano riguarda la percentuale di malformazioni neonatali. Sono state analizzate le condizioni di 894 bambini concepiti da madri americane residenti a Napoli durante il primo trimestre di gravidanza (e un mese prima della gravidanza) nel periodo dal gennaio 2000 al dicembre 2005. Lo studio era mirato a confrontare il tasso di malformazioni alla nascita di neonati concepiti in Campania con le percentuali riscontrate in altre basi americane nel resto del mondo:un campione complessivo di 8678 neonati. Risultati dagli esiti non molto allarmanti, anche se non del tutto rassicuranti. La percentuale di malformazioni, ogni cento nascite, di bambini concepiti in Campania è di 3,6. Più bassa invece la percentuale di malformazioni nelle altre basi navali all’estero: 2,35. Lo studio era stato commissionato per tranquillizzare i tanti marines che hanno vissuto il periodo più critico dell’emergenza rifiuti come un vero e proprio incubo. Eppure non si placa il malcontento di alcuni militari che ufficiosamente lamentano che il periodo in cui sono state effettuate le analisi è precedente a quello in cui si è acuita l’emergenza ambientale in Campania. Anche per questo l’U.S. Navy continua i propri accertamenti: è in corso un altro studio epidemiologico sull’incidenza di casi di cancro in Campania ed entro la primavera sarà pubblicato un “final report” complessivo della prima fase di ricerche del “Public Health Evaluation”. Si attendono poi le rilevazioni (queste molto più recenti) della “Met Tower” approntata in luglio presso la base di Capodichino che, collegata ad altre dieci centraline poste nel capoluogo campano e nella provincia di Caserta, rileva le sostanze nocive presenti nell’aria e la quantità di polveri sottili. Allerta anche per l’acqua di rubinetto delle abitazioni dei marines che risiedono nell’area a nord di Napoli. Tanti i militari che preferiscono ancora utilizzare acqua in bottiglia sia per lavarsi che per cucinare in seguito al ritrovamento di sostanze nocive, quali il tetracloroetilene e finanche tracce di arsenico, presso alcuni alloggi di marines.

giovedì 19 febbraio 2009

Un Vajont di percolato


dal Corriere del Mezzogiorno.it

Un Vajont di percolato: così Sergio Asprone, uno degli indagati nell'inchiesta «Rompiballe», descriveva nel 2007 la discarica di Villaricca, dove in alcuni punti la melma velenosa rischiava di colare giù da un momento all'altro.

Giovanni Parascandola Ladonea, appuntato dei carabinieri particolarmente inviso a Marta Di Gennaro e Guido Bertolaso, aveva fotografato la massa liquida prossima a venire giù e inviava al commissariato di governo continue relazioni di servizio in cui segnalava il pericolo; per questo motivo lo staff di Bertolaso lo considerava un impiccione da punire.

Eccole, le fotografie scattate da Parascandola: potrebbero essere presto allegate allo stralcio dell'inchiesta al quale sta lavorando il pm Maurizio De Marco, che, assieme al procuratore, dovrà decidere se chiedere l'archiviazione o il rinvio a giudizio per Bertolaso, Pansa, Catenacci e altre quattro persone. Le fotografie sono state scattate nel giugno del 2007; l'appuntato, lo ricordiamo, faceva le ispezioni a Villaricca quando era libero dal servizio e con mezzi propri. In una delle immagini si vede con chiarezza come la poltiglia marrone (otto o novemila metri cubi di percolato) sia arrivata ormai a 30 centimetri dal bordo della discarica. In un'altra appare un imponente spruzzo di percolato, quasi un malefico geyser: quando il biogas presente nella discarica preme, il percolato schizza in alto. In altre ancora si notano rifiuti che affiorano nel magma.

Quelle foto, così come le relazioni di servizio dell'appuntato, infastidivano moltissimo Bertolaso, la sua vice e il loro factotum, il maresciallo Rocco De Frenza; gli ultimi due sono stati rinviati a giudizio il 29 gennaio scorso assieme agli altri 23 coimputati. «Guido ha smesso di autor izzare le missioni dei carabinieri— diceva la Di Gennaro in una telefonata —. Hanno continuato ad arrivare questi appunti su sopralluoghi fatti, alcuni dei quali esordivano dicendo "Questo sopralluogo viene fatto in periodo di ferie dal sottoscritto con mezzi propri". Io non ho voluto più avere a che fare con i carabinieri da quando Guido mi ha detto: "Ferma, questi devono cambiare"... La richiesta di questo Masi (un capitano del Noe delegato dai pm Noviello e Sirleo ad acquisire le relazioni di servizio di Parascandola, ndr): che cosa vuole, vuole quei pezzacci di carta che ti vedi lì. Che dobbiamo fare? Forse li dobbiamo dare, ma così li suffraghiamo... Questi hanno continuato a fare quello che facevano... quella era la ragione per cui ce li volevamo togliere di mezzo!».

Il maresciallo De Frenza, parlando al telefono con Michele Greco, dopo averlo invitato a strappare le relazioni di servizio di Parascandola, diceva: «Adesso te lo cerco e te lo blocco in qualche modo, sennò gli faccio una pratica disciplinare». Giovanni Parascandola, che negli anni Novanta era stato investigatore in Sicilia e aveva fatto parte della squadra del «capitano Ultimo», arrivò al commissariato proprio per decisione di Sergio Di Caprio, oggi colonnello e vicecomandante del Noe. Dopo l'esperienza al commissariato di governo fa ora il piantone nella sede della Regione Carabinieri Campania, in via Salvatore Tommasi. Il suo diretto superiore al commissariato, il tenente Luigi Paolo De Ciutiis, ex maresciallo e anche lui ex collaboratore di «Ultimo», è stato invece trasferito da alcuni mesi dal Noe di Torino all'ufficio Motorizzazione della Regione Carabinieri Piemonte. Nessuno dei due, dunque, ha al momento un incarico operativo. Ieri, intanto, nuovo rinvio per il processo Bassolino, che si sta svolgendo nell'aula bunker di Poggioreale.

L'avvocato Alfonso Maria Stile, che assiste il gruppo Impregilo, doveva recarsi in Cassazione: la Corte avrebbe dovuto pronunziarsi sul ricorso dei pm Noviello e Sirleo contro il dissequestro dei 750 milioni di euro a Impregilo disposto dal Riesame. Ma anche in questo caso c'è stato un rinvio: si va al 16 aprile per un difetto di notifica. Si allungano ulteriormente, dunque, i tempi della decisione: il ricorso dei pubblici ministeri è stato depositato in agosto. Per i giudici del Riesame, i pm non avrebbero distinto le attività lecite da quelle illecite di Impregilo, rendendo impossibile individuare i proventi della presunta truffa. Durissima la replica della Procura, che nel ricorso in Cassazione ha criticato la motivazione racchiusa in tre sole righe a fronte di 57 faldoni processuali: il collegio, ritengono i pm, non ha neppure letto gli atti.

Titti Beneduce