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venerdì 10 ottobre 2008

Mondo che cambia, misure da prendere


Con la crisi finanziaria che il mondo sta attraversando negli ultimi tempi si fa sempre più insistente un ritornello: il modello va cambiato, è la fine di un meccanismo, è la fine di un mondo. Lasciando le riflessioni più strettamente economiche a chi ha più competenze di chi sta scrivendo, è innegabile che un fondo di verità sia insito in queste affermazioni. Un mondo va cambiato, un modello di vita va rivoluzionato, le abitudini, soprattutto del mondo cosiddetto "civilizzato", vanno riviste e riformulate.

La redazione di Napolisenzamunnezza!! ha cominciato a riflettere su questi aspetti quando da napoletani siamo stati catapultati in una situazione abnorme: la convivenza con i nostri scarti "urbani" e la condivisione di acqua, aria, terra con i resti "tossici" delle lavorazioni industriali.

Nella tragedia vissuta dalla nostra città ci sono apparse chiare tante piccole e grandi contraddittorietà del nostro sistema, non solo partenopeo, ma italiano, europeo, occidentale. I cumuli infiniti di rifiuti ci hanno suggerito che così non si può più andare avanti. Non può più andare avanti con queste modalità non solo il napoletano, ma l'uomo in generale. Non si può pensare di produrre, usare e buttare (o bruciare...) a questi ritmi. Non possiamo permettercelo, la "Terra" non ce la può fare, le risorse non possono reggere. Per questo insistiamo da tempo nell'informare su modelli "alternativi" di raccolta e smaltimento rifiuti, e sulle strategie per ridurre la quantità di materiali come le plastiche, e sulla necessità di raccogliere l'umido per fare il compost o sull'importanza di imparare a "riciclare", a "riutilizzare". Una lampadina si dovrebbe riaccendere dentro ognuno, chiamiamola saggezza, o coscienza o lungimiranza verso il futuro. L'essenziale è che ci si renda conto che cambiando abitudini, riflettendo sul nostro quotidiano, rivedendo le modalità di smaltimento di rifiuti, tutti, ma proprio tutti, ne possono trarre un vantaggio: ambientale, di salute, e soprattutto economico.

Ecco, appunto, ritorna l'economia. Si potrebbe affermare che tutto ruota intorno ad essa, ed è così. Forse la crisi di questi giorni potrà suggerire, e si spera, la necessità di non ripetere più gli errori del passato. Non servirebbe (almeno non solo) scagliarsi contro le speculazioni finanziare che banche d'affari e fondi di investimento hanno fatto. Ma si tratta probabilmente di rimettere al centro dell'attenzione, in modo maggiore e più attento rispetto agli ultimi decenni, l'importanza dell'economia reale, quella che crea sviluppo, occupazione, ricchezza, benessere allargato, progresso e modernità, intesi nel loro significato più nobile e veritiero.

Da mesi con il blog cerchiamo di informarci su tecniche industriali che ci aiutino in questo cammino nel cambiamento di abitudini e stili. Il centro di Vedelago ne è un esempio, o anche la società Erreplast.
Crediamo, insomma, che sia tempo di puntare l'attenzione, di investire soldi, di dirottare la ricerca scientifica nelle direzioni che devono servire all'uomo in quanto tale e al suo contesto vitale. Siamo convinti che i vantaggi in termini di risparmio di energia, di miglioramento delle condizioni economiche, di crescita dell'occupazione, di sviluppo della società sarebbero innegabili.

Da oggi in poi, cercheremo di estendere i nostri post anche a tematiche che non interessano solo direttamente Napoli o la Campania. Quello che è successo qui può essere il punto di partenza per cominciare a pensare anche ad altro. Si potrebbe iniziare a riflettere insieme su questi nuovi stili di vita, su queste nuove esigenze da soddisfare, su queste nuove basi dell'economia. Forse un po' più lontana da azzardate e poco etiche operazioni finanziarie, ma più vicina al vivere quotidiano, al benessere, al futuro di tutti.

(l'opera raffigurata è del maestro Francesco Clemente)

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