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martedì 10 giugno 2008

Olio vegetale esausto: la raccolta porta a porta e l'uso nei vecchi diesel


Avreste mai pensato che l'olio che banalmente ogni giorno usiamo per cucinare può diventare una risorsa preziosa?
L'olio vegetale esausto, infatti, dopo una prima lavorazione può essere trasformato in biodiesel per trazione, glicerina per industria saponiera o lubrificante a base vegetale per macchina agricole , trasformatori ecc.. ed in generale può avere diversi usi industriali.
Inoltre recuperarlo e riciclarlo significa evitare un'ulteriore fonte di inquinamento per l'ambiente da parte di un rifiuto che, malgrado non sia classificato come pericoloso, può tuttavia comportare conseguenze dannose per il territorio se disperso. E poi last but not least, il riutilizzarlo può contribuire all'uso sostenibile delle risorse disponibili sulla terra...

Da qualche mese a Napoli si sta sperimentando una sorta di prima raccolta porta a porta dell'olio esausto (un po' come avviene per ristoranti e pizzerie), su iniziativa di alcuni membri del Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Napoli.

Chi desidera contribuire all'iniziativa, raccogliendo l'olio esausto può contattare:

POSILLIPO - CHIAIA: Daniele Lastretti - 338 767 73 73
VOMERO - ARENELLA: Marco Savarese - 328 681 78 63
BAGNOLI - FUORIGROTTA - SOCCAVO: Paolo Russo - 340 576 12 61
LAGO PATRIA - VARCATURO: Valentino Di Giacomo - 339 213 26 20

Si tratterà di mettere da parte l'olio utilizzato per cucinare e friggere. Quando si raggiungono determinati quantitativi, si contattano i referenti per la raccolta.

Gli oli vengono consegnati alle ditte consorziate conoe ( www.consorzioconoe.it ). Qui troverete l' elenco di tutte le aziende raccoglitrici.

INFORMAZIONI UTILI:
Da ogni litro di olio esausto si ricava mediamente: a) 8-10 % di glicerina 84-86 % di biodiesel 4-5 % di scarto di lavorazione b) 90-92 % di olio lubrificante a base vegetale 8-10 % di scarto di lavorazione Il C.O.N.O.E. ha recuperato ed avviato al riutilizzo dal 2001, primo anno di attività, al 31/12/2005 circa ton. 90.000 di rifiuto; il suo valore può essere stimato in 36 milioni di euro.
Il mercato totale viene valutato in ton. 220-260.000/anno di cui: - ton. 45-55.000 dal settore ristorazione recuperato e riciclato per l'80% circa di cui oltre il 50% dal C.O.N.O.E. - ton. 35-45.000 dalle industrie alimentari che essendo strutture consolidate, provvedono direttamente al riciclo o smaltimento - dal settore domestico viene recuperato solamente il 10-15%; è in questo settore che deve essere indirizzato lo sforzo maggiore teso a recuperare ton. 120-140.000 di rifiuto che viene oggi disperso nell'ambiente.

PER CHI POSSIEDE UN VECCHIO DIESEL
Se invece si possiede un vecchio diesel e si desidera risparmiare sul gasolio, si può utilizzare l' olio esausto come carburante anche se bisogna stare attenti alle percentuali di diluizione (più fa caldo tanto più olio si può usare) e sul tipo di motore (quanto più vecchio è il diesel meglio è, i nuovi diesel non sono assolutamente adatti a questo tipo di carburante).
Per avere maggiori informazioni si può consultare questo sito www.eco2tour.com .

La questione, però, deve essere considerata anche dal punto di vista legale. Usare olio vegetale puro come carburante in Italia è illegale se non vengono corrisposte le accise. Infatti, la legge italiana prevede una sanzione amministrativa per chi evade l'accisa sui carburanti: il decreto legislativo n. 504 del 26 ottobre 1995, il Testo Unico in materia di accise, all'art. 40 prevede:
"è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa dal doppio al decuplo dell'imposta evasa, non inferiore in ogni caso a euro 7.746, chiunque: ...omissis... destina ad usi soggetti ad imposta od a maggiore imposta prodotti esenti o ammessi ad aliquote agevolate".
Pertanto chi dovesse essere colto sul fatto dalla Guardia di Finanza mentre versa olio vegetale non gravato da accise nel serbatoio, sarebbe indubbiamente punito e sanzionato.
Il problema consiste nel fatto che le accise vanno corrisposte all'erario da parte del produttore, e non dall'acquirente del prodotto. Questo comporta l'impossibilità di fare rifornimento in modo legale fino al momento in cui non esista un produttore d'olio che decida di pagare le accise per fornire ai suoi clienti l'olio vegetale correttamente tassato.
Il problema sussiste in virtù del fatto che la vigente normativa non prevede la tassazione per il consumo di prodotti in base alla loro composizione chimica, bensì in base all'uso. Pertanto, un olio vegetale utilizzato in luogo del gasolio è soggetto ad imposta al pari del gasolio. L'aliquota esatta applicata si calcola in base al rapporto tra il potere calorifico dell'olio utilizzato e quello del gasolio.

1 commento:

Anonimo ha detto...

lo sapete che a napoli c'è una ditta che raccoglie gratis l'olio da pizzerie ristoranti ed esercizi commerciali www.sargen.it tel/fax 0817317238