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domenica 22 giugno 2008

Decreto rifiuti: la "bocciatura" della Commissione Europea


E’ stata resa nota solo oggi la risposta della Commissione Europea all’interrogazione scritta presentata dall’europarlamentare Monica Frassoni sulla rispondenza del Decreto-rifiuti n. 90/2008 alle norme comunitarie. Nell’interrogazione, l’esponente dei Verdi criticava aspramente il decreto in questione, rilevando in esso numerose deroghe a norme nazionali che recepiscono le direttive comunitarie in materia di smaltimento dei rifiuti, di gestione delle discariche e della valutazione dell’impatto ambientale.

Sul blog della Frassoni oggi è stata pubblicata la risposta ufficiale della Commissione Europea, che esprime il proprio parere negativo su tale decreto e minaccia di aprire una nuova procedura di infrazione a carico dell’Italia se il decreto dovesse essere convertito in legge.

Una “bocciatura” che arriva proprio a pochi giorni dall’incontro programmato a Bruxelles per martedì 24 giugno fra il Commissario europeo per l’Ambiente, Stavros Dimas, e il sottosegretario per l’emergenza rifiuti, Guido Bertolaso.

“ La Commissione - si legge nella risposta all’interrogazione - ha già espresso a livello tecnico la sua viva preoccupazione per le disposizioni contenute nel nuovo decreto che consentono ampie deroghe alle norme comunitarie, in particolare alcune disposizioni chiave della direttiva sulle discariche 1999/31/CE e di altre direttive. Anche laddove la situazione appare difficile, le autorità italiane devono rispettare la legislazione comunitaria in materia ambientale. Sarebbe paradossale - continua - se, per affrontare rischi di carattere sanitario a breve termine, fossero nuovamente messi in pericolo la salute umana e l'ambiente

ad esempio per la mancata applicazione di disposizioni chiave della direttiva sulle discariche che prevedono obblighi sanitari di lungo periodo che dipendono dalla natura, pericolosa o non pericolosa, dei rifiuti destinati a discarica”. E conclude: “Il decreto legge del 23 maggio 2008 è ora all'esame del Parlamento italiano per essere convertito in legge e la Commissione esaminerà attentamente il testo approvato in via definitiva. Qualora l'Italia varasse un atto legislativo che consenta indebite deroghe alla normativa comunitaria, la Commissione non avrà altra scelta che l'adozione di un procedimento a norma dell'articolo 226 del trattato”. In pratica, se il decreto verrà convertito in legge per l’Italia scatterà una nuova procedura di infrazione.

Per leggere il testo completo dell'interrogazione e della risposta della Commissione è possibile consultare il sito: http://www.monicafrassoni.it/

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