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lunedì 2 giugno 2008

Dal blog di Beppe Grillo: emergenze volute, Giorno del Rifiuto, Ganapini che scopre nuove discariche e BBC

In Campania l'emergenza è stata voluta. Un segnale l’ho avuto il 23 febbraio 2008. 30.000 ragazzi e ragazze dei MeetUp sono scesi in piazza Dante a Napoli per far festa e insieme insegnare come ridurre e differenziare i rifiuti, fare la raccolta porta a porta, il compostaggio, il trattamento meccanico biologico. E pretendere centri di riciclo come quello di Vedelago che trasformano, senza bruciare, gli scarti in sabbie sintetiche per l'edilizia. Uno Stato serio avrebbe portato quei giovani su un palmo di mano come esempio per Napoli e la Campania. Uno Stato colluso li ha censurati. L'evento, raccontato dalle telecamere di BBC, CNN ed altri media stranieri, è stato oscurato da tg e giornali nazionali, tanto che David Willey, corrispondente dall'Italia della BBC commentò: E’ una cosa scandalosa, nessun giornale nazionale italiano ha parlato di quanto è accaduto a Napoli, del grande messaggio di migliaia di giovani, giovani intelligenti, che sono informati e che si sentono totalmente spaesati in questa situazione. Aprire i giornali il giorno seguente e non trovare notizie è imbarazzante, ma è chiaro che in Italia manca una stampa libera e indipendente”.
L’emergenza è un film già scritto. Invece di fare la raccolta porta a porta a Napoli con un piano dettagliato, realizzato e pagato nel 2003, si va avanti con inceneritori e discariche. Nonostante 53 tra arresti e rinvii a giudizio, tra cui Bassolino e amministratori delegati di Fibe e dell’Impregilo.
260 Comuni sono partiti con la raccolta differenziata in Campania, tre mesi fa erano 146. Altri 98 si uniranno a breve. In televisione si parla solo di inceneritori e discariche invece di spiegare come ridurre i rifiuti e differenziarli. L'Unione Europea ha bocciato il piano Berlusconi ed i media ed i politici parlano solo di "dubbi" .
Nessuno parla delle priorità d'intervento secondo l'Europa. Solo discariche, inceneritori, discariche (CHI CI GUADAGNA?), per scoprire, come ha fatto Walter Ganapini, membro onorario del Comitato Scientifico dell' Agenzia Europea per l'Ambiente, che, dal 2003, esiste una discarica che avrebbe evitato l'emergenza rifiuti.

Ho parlato con Walter Ganapini, presidente di Greenpeace e consulente a Napoli per l’emergenza rifiuti.
Ganapini ha scoperto una discarica realizzata nel 2003 (con vasche di sfogo per il percolato, argille in regola e tutto quanto) e mai utilizzata a Parco Saurino presso Santa Maria La Fossa (Caserta) della capacità di 400.000 metri cubi pari a 800.000 tonnellate (con pochi lavori estendibile ad un milione di tonnellate) in pratica il quantitativo prodotto dalla Campania in 5 mesi (differenziata inclusa). E' la terza vasca di due già usate.
Se utilizzata in questi anni in un sistema funzionante al "minimo" con differenziata non si sarebbe mai avuta un’emergenza rifiuti. A regime, con un sistema di differenziata può durare diversi anni per tutta la Campania.
Se questa discarica esiste perché non viene usata? Perché nessuno ne parla? Chi ha interesse a coprire Monnezzopoli con il silenzio dei magistrati e l’intervento dell’esercito? Se questa discarica esiste perchè utilizzare Chiaiano?


Chiedo l'intervento della Corte dei Conti e dell'Unione Europea sui piani per la differenziata porta a porta mai attuati. Sui miliardi di euro di finanziamento europeo scomparsi nel nulla. Cari europei, come vi ho già chiesto a novembre a Strasburgo, fermate ogni finanziamento pubblico a Bokassa Bassolino e ai suoi cannibali. L’Italia ve ne sarà grata.



Fonte: Il Mattino 1 giugno 2008 - Daniela de Crescenzo

Nuovo scandalo, discarica mai utilizzata


Una vasca profonda 20 metri e lunga pronta ad accogliere 400mila metri cubi di rifiuti che corrispondono a 800 mila tonnellate di ecoballe. È stata realizzata nel 2002 e poi abbandonata. Accade a Parco Saurino, il sito di trasferenza del casertano, indimenticabile tappa del viaggio negli sprechi di quella beffa che si chiama emergenza rifiuti. Accanto ci sono altre due vasche, funzionanti, alla quale la terza potrebbe essere collegata aumentando la capienza fino a un milione di tonnellate e dando fiato per sei mesi ai cittadini della regione. Un assurdo. «Quando l’ho vista sono rimasto sconvolto, non credevo ai miei occhi, se quella vasca fosse stata utilizzata non sarebbe mai scoppiata l’emergenza di gennaio e febbraio. Usandola si potrebbero superare anche le difficoltà attuali»: l’assessore regionale Walter Ganapini ieri ha perlustrato gli impianti del casertano e ha fatto una serie di amare scoperte. A San Tammaro, dove negli ultimi giorni sono arrivate le balle, fermi su un piazzale d’asfalto, ci sono i vigili del fuoco che sorvegliano il materiale sotto la canicola. Solo da qualche giorno sono stati forniti di disinfettanti. E ancora a Parco Saurino, in mezzo a una campagna incolta, sono parcheggiati a marcire con pneumatici ormai sgonfi otto macchinari da tempo ricoperti dalle erbacce: sono i vagli mobili che avrebbero potuto stabilizzare i rifiuti rendendoli buoni per le discariche. Se fossero stati utilizzati si sarebbe prodotto materiale a norma. «Pare che quei macchinari siano stati acquistati dal commissariato sei anni fa senza essere mai utilizzati - racconta Ganapini - Ho impattato nell’ennesimo episodio della rubrica degli orrori. Quelle macchine sono perfette. Mi ripropongo di metterle rapidamente in manutenzione, serviranno per vagliare la sostanza organica di cui sono pieni i siti. Ci sono tre trituratori e vagliatori prodotti dalla più importante azienda tedesca. Messi tutte insieme questi strumenti saranno costati alcune decine di milioni di euro. Bisognerà che prima o poi di questo ignobile spreco di pubblico denaro si cominci a dar conto». Nei siti casertani l’assessore ha ritrovato anche rimorchi con nastropresse che possono anche strizzare e disidratare i fanghi e una pala meccanica gigantesca. A San Tammaro c’è un impianto di compostaggio mai utilizzato: nei due capannoni ci sono file di lampade industriali (costosissime), le trincee che dovrebbero ospitare il materiale da trasformare in concime sono completate, fuori c’è un enorme impianto di trattamento dell’aria. E poi più nulla. Uno degli stabilimenti è stato riempito di ecoballe. E a Santa Maria Capua Vetere e a Polla ci sono altri due impianti, anche quelli fermi. Così in Campania non si fa compostaggio, ma si pagano cifre enormi (anche 200 euro a tonnellata) per spedire negli altri impianti italiani il materiale che poi verrà rivenduto come concime moltiplicando i guadagni delle imprese delle altre regioni. «Quello che ho visto è la riprova assoluta che avevamo tutto per gestire tutte le tipologie di rifiuti, se solo una buona dirigenza tecnica avesse prevalso» commenta Ganapini che alla fine del viaggio lancia un appello: «Inviterò Bertolaso a stare due giorni con me per vedere gli impianti che abbiamo e dobbiamo utilizzare».

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