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sabato 31 maggio 2008

Ivrea senza monnezza!! Il nord virtuoso???


Uno scandalo ad alto rischio ecologico: i Comuni della zona pagavano per la raccolta differenziata. Ma i rifiuti erano dispersi ovunque
ALESSANDRO BALLESIO, GRAZIA LONGO - IVREA (TORINO)

La patria dell?Olivetti, alle porte di Torino, non è certo Napoli, ma quelle centinaia di tonnellate non smaltite hanno lo stesso effetto nauseabondo. E non solo per la puzza. Mentre gli abitanti di 54 Comuni intorno ad Ivrea pagavano suon di bollette per la raccolta differenziata dei rifiuti e lo smaltimento di quelli pericolosi, i vertici del Consorzio a partecipazione pubblica competente, l?Asa, la disperdevano in discariche abusive e campi agricoli vicino a Torino ed ad Alessandria.

Con tutti i rischi d?impatto ambientale che ne derivano e il terremoto politico che si è scatenato per la vicinanza al partito democratico dei massimi dirigenti arrestati. La realtà è venuta a galla grazie alle indagini della Procura e dei carabinieri di Ivrea e di quelli del Nucleo operativo ecologico. Cinque persone sono finite agli arresti domiciliari, due hanno l?obbligo di dimora, altre tre sono indagate a piede libero. Le accuse sono pesanti: produzione di false analisi - che attestavano che i rifiuti erano stati trasformati in compost - e di falsi documenti di trasporto. Non basta. Varie quantità di spazzatura pericolosa, tra cui lastre di eternit contenenti amianto, sono state depositate senza le apposite autorizzazioni e le dovute garanzie ambientali.

L?unica discarica autorizzata di rifiuti non pericolosi a Vespia di Castellamonte è stata riempita quasi dieci volte il limite previsto (900 tonnellate di rifiuti invece di 170). Proprio la mole immensa e maleodorante di rifiuti aveva dato il via alle indagini, per via delle lamentele dei cittadini di Castellamonte per i miasmi che ammorbavano alcune zone della città. Le indagini e le intercettazioni dei carabinieri del comando provinciale, guidato dal colonnello Antonio De Vita, hanno inchiodato i manager e i dipendenti Asa alle loro responsabilità. A partire dal direttore Emidio Filipponi, ai domiciliari come i responsabili dell?area stoccaggio rifiuti Bruno Adage e Giuseppe Ansinello (sindaco di Salassa, un piccolo Comune dell?area) ingegnere dipendente dell?Asa, Paolo Pagge, responsabile tecnico della Onix-Sarm di Vinovo, Fabrizio Fegatelli, addetto al trasporto rifiuti. La gestione illecita consentiva al consorzio di risparmiare enormemente sui costi dello smaltimento.

Dalle intercettazioni telefoniche disposte dal procuratore capo di Ivrea, Elena Daloisio, emerge l?uso ricorrente di parole in codice. Per quanto riguarda la carta, ad esempio, si sosteneva che doveva essere «tombata», seppellita cioè sotto terra. «Tombata» e non consegnata alle ditte per il riciclo, lo stesso avveniva per gli sfalci verdi che invece di essere destinati al compostaggio marcivano nel cortile. Tutto per risparmiare sui costi di smaltimento, che si aggirano intorno ai 55 euro a tonnellata. I controlli di tecnici dell?Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) e dei carabinieri del Noe, diretto in Nord Italia dal colonnello Michele Sarno, ipotizzano che i reati siano stati commessi negli ultimi tre anni.

Verifiche recenti dimostrano come centinaia tonnellate di spazzatura fossero state abbandonate non solo in discariche abusive ma anche su terreni agricoli. Per gli inquirenti è stato messo in atto un vero e proprio disegno criminoso: ipotizzano la violazione della normativa ambientale anche perché, dopo i falsi certificati di trasporto del materiale, sono arrivati anche quelli, altrettanto fasulli, emessi dal laboratorio analisi dell?azienda che ha evitato di segnalare infiltrazioni di rifiuti (anche pericolosi) nel terreno e nelle falde acquifere. Ulteriori accertamenti sono in corso sull?assetto finanziario dell?Asa. Tanto più che il consorzio si occupa anche di altro: ha un distributore di benzina, gestisce case di riposo e un impianto di sci. Gestisce inoltre il teleriscaldamento in una decina di Comuni del Canavese.

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