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lunedì 14 aprile 2008

L'Unione Europea condanna l'Italia



Due articoli per una notizia: la condanna della Corte Europea all'Italia inadempiente per il mancato aggiornamento sulla normativa delle discariche. Buona lettura...


"Sui rifiuti Italia inadempiente"
la condanna della Corte europea

di ALBERTO D'ARGENIO

BRUXELLES - Il caos delle discariche italiane viene pesantemente condannato dall'Unione europea che certifica come da anni le nostre autorità non siano in grado di applicare correttamente le norme scritte da Bruxelles sulla gestione dei rifiuti. La decisione arriva dalla Corte di giustizia dell'Ue ma non riguarda direttamente il pasticcio campano che ha tenuto banco negli ultimi mesi. Indica, al più, uno stato di generale inadeguatezza del nostro sistema sullo smaltimento della spazzatura.

Al centro della contesa "la mancata conformità" delle norme sulle discariche approvate nel 2003 dal governo Berlusconi con la direttiva Ue del 1999 che definisce la nozione di rifiuti pericolosi e quindi il loro diverso trattamento rispetto a quelli innocui. Non solo: la norma comunitaria chiede alle varie capitali di elaborare una strategia nazionale sui rifiuti biodegradabili, stabilisce regole riguardanti i costi dello smaltimento, introduce la procedura di autorizzazione di nuove discariche e sottopone quelle preesistenti a misure particolari. Insomma, un'articolata regolamentazione del mondo dei rifiuti da noi rimasta in buona parte lettera morta.

Di fatto i giudici europei hanno accolto le accuse rivolte già da un paio d'anni al Belpaese dalla Commissione Ue. Dunque, sancisce la sentenza, condanna per il fatto di avere autorizzato dal 2001 al 2003, in piena epoca Cdl, la creazione di nuove discariche applicando i criteri meno stringenti previsti per quelle preesistenti. In secondo luogo la legge approvata dal governo di allora non prevedeva di applicare anche alle vecchie discariche le regole sul trattamento dei rifiuti pericolosi. Dunque per Bruxelles si è avuta una trasposizione "tardiva", e quindi sbagliata, delle regole comunitarie.
(...)

Ieri intanto il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione Ue di preparare un piano per fermare la crescita della produzione di spazzatura entro il 2012 in tutto il continente. Per farsi un'idea: ogni anno l'Unione crea 1,8 miliardi di tonnellate di rifiuti, ovvero 530 chili a cittadino. Una massa che cresce a un ritmo più sostenuto del Pil e di cui meno di un terzo (27%) viene riciclato.

Fonte: La Repubblica, 10 aprile 2008



Rifiuti, la UE condanna l'Italia per la normativa sulle discariche

di CLAUDIO TUCCI

La Corte di giustizia europea condanna l'Italia sulle discariche di rifiuti. In discussione, spiega la sentenza nella causa C-442/06, è il recepimento tardivo nel nostro ordinamento giuridico di una direttiva comunitaria sulle discariche del 1999, avvenuto solo nel marzo del 2003 con il Dlgs 36/2003, anziché entro il 16 luglio 2001, come previsto dalla normativa europea. La lentezza del legislatore italiano, secondo i giudici lussemburghesi, ha condotto il nostro Paese ad applicare alle discariche autorizzate, da luglio 2001 a marzo 2003, la normativa preesistente più favorevole e meno incisiva di quella introdotta dalla direttiva comunitaria, che punta a ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull'ambiente risultanti dalle discariche di rifiuti.

A nulla è valso il tentativo di difesa dell'Italia che ha lamentato la mancata previsione, nella direttiva, di un periodo transitorio per tali discariche, in cui era già presente una determinata quantità di rifiuti, durante il quale i titolari di autorizzazioni di gestione avrebbero dovuto provvedere all'adeguamento delle discariche stesse. Un regime transitorio che, sempre secondo il nostro Paese, avrebbe risposto anche all'esigenza di non creare una situazione di disparità per gli operatori economici, già beneficiari di autorizzazioni del genere alla data di entrata in vigore del decreto legislativo. Motivazioni, tuttavia, respinte dai giudici europei, secondo cui anche la previsione di disposizioni transitorie non avrebbero giustificato un mancato rispetto di obblighi inequivocabili, come sono quelli previsti dalla direttiva sulle discariche. Di qui, l'inadempimento del nostro Paese e la relativa condanna in sede comunitaria.

Fonte: Il sole 24 ore

QUI il testo della sentenza

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