I video da noi selezionati

mercoledì 30 aprile 2008

Torna a casa PET

Interessante iniziativa. Chi ne sa di più mi faccia sapere!

Tutti i weekend di maggio al Bosco di Capodimonte se porti un kg di Pet (bottiglie di plastica per lo più) , hai in cambio 1 ora di bicicletta in fitto

Tutti i weekend di giugno in p.zza Vanvitelli e p.zza San Pasquale se porti un kg di pet hai in cambio un biglietto per il concerto dei Rem .

Per altre informazioni:Dr. Diana (Erreplast) : 081/5026411

E poi qui di seguito le liste dei negozi di Napoli che accettano la resa del Pet:

VOMERO-ARENELLA
alimentari fiorenza via b. cavallino 117
charcuterie -via b.cavallino 79/81
minimarket brio carnevalis -via d .fontana 104/106
enobar-via d.fontana 198
alimentari gastronomia -via p.castellino 93/95
salumeria pane e pizza -via m. pisciscelli,88/90
so ge imm, via r.stasi 40/46
la gasatissima -via g.gigante 236
tabbacchi coppola ,via g.gigante 112
la scalinatella ,via d.scarlatti 36
alimentari scielzo via f.palizzi 133
panificio pinto ,via belvedere 47
euromarket ,via belvedere 74/76
alimentari salomone -via belvedere 164/169
coloniali brunetti ,vico acitillo 128
la forneria ,via pigna 180
alimentari morresi ,via v.scala 10
minienoteca ,via s .martini 12

FUORIGROTTA-BAGNOLI
Alimentari ostuni ,via divisione siena 33 b
Alimentari prisco ,via divisione siena 12
Salumeria postiglione,via cattolica 14
Tabacchi brancato ,via diocleziano
Conad mari via diocleziano 470
Edicola arpante ,interno stazione campi flegrei
Supermercato alimentari ,via r.caravaglios 2
Le dolcezze di pane, via caio duilio 43
Fusco gastronomia ,p.zza m. colonna 2
Enoteca lepanto ,via lepanto 28
Enoteca de bernardo,via e. petraccone ,19
Cremeria antichi sapori ,via g. leopardi 138 b
Da giuglianno vini e olii ,via g. rossetti 30
Enoteca riccardi ,via consalvo 108
Sebon ,via consalvo 118
Billi sballo enoteca ,via consalvo 161

SOCCAVO
Cremeria coloniali, viale traiano 37
Alimentari chiaro ,via giustiniano 10/12
Alimentari lorenzetti ,via n. garzilli 49
Vapoforno schettini ,via pio,2/26
Alimentari macelleria arpa ,via s. manna 16/18
Coloniali salumeria mele ,via canonico scherillo 20
Market primavera ,via epomeo 488
Minimarket la convenienza ,via epomeo 549/557

SAN FERDINANDO-CHIAIA-POSILLIPO
Pic nic -molo beverello
Pizza e caffè ,via s. carlo c/o galleria umberto
é scugnizz-galleria umberto 1,72
Bar brasiliano ,galleria umberto 1,78
Caffè d epoca Gendel -p.zza trieste e trento,2
Donna carolina , p.zza carolina
Tabacchi Perrella ,vico vasto a chiaia 42
Tabacchi Borghese ,via a. d isernia 25
Simpatia crai del gaudio ,via f.galiani 30
Tabacchi nuvola, interno stazione mergellina
Tabacchi sales ,via orazio 95
Tabacchi cipolletta ,via orazio 143

SAN CARLO ALL'ARENA
Palestra kodokan ,p.zza carlo 111,1
Sun store- interno aeroporto napoli capodichino

lunedì 28 aprile 2008

Festa RIFIUTI ZERO


"ASPETTANDO L'ULTIMA (eco)BALLA"

La notte tra il 30 aprile e il primo maggio Marigliano festeggerà l'arrivo dell'ultima ecoballa nel sito di stoccaggio stanziato sul suo territorio. Nunzia Lombardi del Comitato Allarme Rifiuti Tossici insieme ad associazioni e comitati civici e agli Amici di Beppe Grillo di Napoli, si daranno appuntamento per la "FESTA RIFIUTI ZERO - ASPETTANDO L'ULTIMA ECOBALLA" - sito di stoccaggio provvisorio di Boscofangone, Marigliano, Napoli, a partire dalle 20.00.

Ragioni dell'evento:
- Conferma all'aministrazione locale che il 30 Aprile 2008 è l'ultimo giorno di sversamento nel sito
- Possibilità di accesso all'ordinanza della Regione Campania in cui è specificata la ragione per cui è stato fatto divieto di pascolo delle pecore nel comune di Marigliano e comuni limitrofi.
- L'evento denuncia l'incapacità della Recam, società incaricata dal Commissario per le Bonifiche professore Menegozzo, ad effettuare le opere di bonifica nel territorio mariglianese in cambio delle eco balle di Boscofangone, non dispone di apparecchiature per le bonifiche, quelle serie, per i siti avvelenati da diossina, idrocarburi, scorie industriali e altre sostanze nocive come a Marigliano.
- I ragazzi del comitato raccolgono adesioni per esami tossicologici sulla presenza di diossina nel sangue allo scopo di ottenere i risarcimenti previsti dalla prossima classaction Art. 140-bis (Azione collettiva risarcitoria).

Interverranno

Zi riccardino e le donne della tammorra
di somma vesuviana

spaparanza,
nuova ipotesi
zorama
colours ensamble
Asà ensamble
Suoni barricati

Come raggiungere il sito: MAPPA





mercoledì 23 aprile 2008

Al KESTE' la Mostra fotografica sul GIORNO DEL RIFIUTO


Giovedì 24 aprile 2008 al Kestè alle ore 22:00
si inaugura la mostra
"IO MI RIFIUTO!"

Giovedì 24 aprile, alle ore 22.00, si inaugura al KESTE' (Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli - davanti l'Istituto Universitario L'ORIENTALE) la mostra fotografica sul Giorno del rifiuto, l'evento organizzato dal meetup degli Amici di Beppe Grillo di Napoli il 23 febbraio scorso a Piazza Dante.

180 scatti di tanti fotografi professionisti e dilettanti racconteranno come più di 100 ragazzi abbiano lavorato per realizzare una manifestazione, totalmente autoprodotta, di sensibilizzazione e informazione sulla questione dei rifiuti in Campania, unendo scienza, impegno civile ed intrattenimento . Più di 100 persone tra artisti come Edoardo Bennato e Franca Rame, scienziati come Antonio Marfella, specialisti come Maurizio Pallante, semplici voci e un comico, Beppe Grillo, hanno calcato il palco. Con questa mostra si presenteranno tutti i volti di chi ha urlato, in quella giornata, "io mi rifiuto!".

La mostra presenta differenti formati, dal particolare del 20X13 al grande formato 50 x 60. L'allestimento, curato dalla cooperativa Woodstock e dallo stesso Meetup, presenta gli scatti montati su grandi pannelli foderati da giornali, come a voler affermare la superiorità dell'individuo sul mezzo di comunicazione, oggi, insufficiente a dare una chiara e cristallina lettura della società. Tra i fotografi ritroviamo Alessandro De Falco, Alberto Dainotti, Fabrizio Caliendo, Andrea Carlino e tanti altri che hanno catturato con i loro obiettivi gli occhi ed i sorrisi di chi con fiducia lotta e crede nella possibilità del cambiamento.

A mezzanotte, poi, si inaugurerà il secondo V-day. Si inizierà a raccogliere in piazza, Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, le firme per i referendum per una rivoluzione nel mondo dell'informazione italiana (per info sui quesiti http://www2.beppegrillo.it/v2day/referendum.php )
Si continuerà a raccogliere le firme al Kestè anche venerdì. Improvvisazione artistica da parte degli artisti del Comicon (non è ancora confermata la presenza di Pasquale Todisco), una performance "fumetti e musica" con kj igor, tutta incentrata su "ciò che non siamo più".

lunedì 21 aprile 2008

Rifiuti tossici: destinazione Cina


Da Repubblica.it

Spedivano rifiuti tossici in Cina

Imprenditori italiani in manette

ROMA - Spedivano rifiuti tossici in Cina, dove le industrie locali li utilizzavano per produrre merci destinate al mercato euroeo. Un traffico che violava le direttive che impongono la trasformazione dei rifiuti pericolosi prima della loro esportazione a fini industriali. Un traffico che è stato scoperto dai carabinieri del Noe. Tredici le persone coinvolte: cinque in carcere, sei agli arresti domiciliari e due obblighi di firma. Tra le persone finite in carcere, ci sono i due cinesi accusati di avere fatto da intermediari con le industrie della Cina. Coinvolti anche alcuni imprenditori campani che operano nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.

I rifiuti venivano fatti passare dalle dogane di Salerno e Gioia Tauro come materie prime in plastica che venivano riutilizzate in Cina e in altri paesi dell'Estremo Oriente, destinate successivamente alla produzione di merci per il consumo del mercato europeo.

Complessivamente i carabinieri hanno sequestrato 2.648 tonnellate di rifiuti, contenuti in 16 container in transito nel porto di Gioia Tauro. I rifiuti sequestrati, invece di essere trasformati dalle imprese, venivano spediti in Cina allo stato originario, dopo essere stati sottoposti semplicemente a una riduzione volumetrica. E una volta giunti a destinazione venivano utilizzati per produrre plastica, metalli e carta. Un traffico che violava sia le direttive dell'Unione europea che quelle nazionali che impongono la trasformazione dei rifiuti pericolosi prima della loro esportazione a fini industriali.

Nel corso dell'indagine, iniziata nel 2005, sono stati effetuati nove sequestri di rifiuti speciali e pericolosi in un arco di tempo compreso tra l'ottobre del 2005 e il gennaio del 2006. Le tre imprese coinvolte nell'inchiesta hanno sede in Campania e a Pomezia.

Due piani a confronto per uscire dall'emergenza rifiuti


Confronto tra i due piani per uscire dall'emergenza rifiuti in Campania, proposti l'uno dal Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino con l'assessore all'ambiente Walter Ganapini, e l'altro dal prossimo Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il deputato PdL Paolo Russo.
Fonte: Il Mattino

venerdì 18 aprile 2008

Dal Parlamento Europeo una nuova direttiva quadro sui rifiuti - La Mappa della vergogna

La commissione Ambiente del Parlamento europeo ha adottato il rapporto, redatto dalla deputata Caroline Jackson (Regno Unito, Popolari), sulla proposta di una nuova direttiva quadro sui rifiuti. Sono stati adottati una serie di emendamenti presentati dal gruppo dei Verdi che, insieme a quelli presentati dal gruppo Socialista e dalla Sinistra Unitaria europea, rafforzano la prevenzione, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti.

Si è riusciti a non far considerare gli inceneritori, indipendentemente dal loro grado di efficienza energetica, come una forma di recupero.

Tra alcune settimane, il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria, dovrà definitivamente approvare la direttiva.

Per chi volesse firmare la relativa petizione, "stop waste incineration" può essere firmata qui: Petitiononline

Qui invece un'altra interessante iniziativa: La mappa della vergogna
Si tratta di una GoogleMap ideata e realizzata da alcuni "grillini" napoletani per segnalare tutte le discariche abusive che si trovano in Campania. Chi ha siti da indicare, può collaborare cliccando sul link più in su. Per altre informazioni: Mappiamo il territorio

Qui di seguito potete leggere l'email che il parlamentare europeo Umberto Guidoni (l'astronauta italiano che ha partecipato a due missioni Nasa a bordo dello Space Shuttle) ha mandato al Comitato Allarme Rifiuti Tossici e al Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Napoli, sulla nuova direttiva europea sui rifiuti.

Cari tutti,

vi ringrazio per aver mandato moltissime mail in merito a questo argomento. Sono contento di vedere cittadini che si mobilitano per migliorare la qualità di vita e, quindi, l'ambiente che che ci circonda.

Ormai da qualche anno mi occupo, insieme ad altri parlamentari europei, di ambiente, della sua tutela e delle stategie che promuovono lo sviluppo sostenibile.

Pochi giorni fa, la commissione Ambiente del Parlamento europeo ha adottato il rapporto, redatto dalla deputata Caroline Jackson (Regno Unito, Popolari), sulla proposta di una nuova direttiva quadro sui rifiuti. Sono stati adottati una serie di emendamenti presentati dal gruppo dei Verdi che, insieme a quelli presentati dal gruppo Socialista e dalla Sinistra Unitaria europea, rafforzano la prevenzione, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti.

Si è riusciti a non far considerare gli inceneritori, indipendentemente dal loro grado di efficienza energetica, come una forma di recupero.

Siamo riusciti a sventare il tentativo fortemente voluto dalla Commissione e dalle lobby di far passare l?incenerimento come un processo virtuoso di recupero di energia e poter così accedere, come accade ancora in vari Stati membri tra i quali anche l?Italia, a soldi e incentivi che dovrebbero essere destinati alle vere energie rinnovabili.

Di particolare rilevanza è stata l'adozione di una gerarchia dei rifiuti, costituita da 5 livelli e con un ordine di priorità ben preciso. Gli Stati membri si devono impegnare per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, il riutilizzo, il riciclaggio(e altre forme di recupero) e, ultima sitanza, lo smaltimento dei rifiuti, purchè avvenga in modo sicuro ed ecologico.

Altro successo è stato conquistato con la definizione di obiettivi di riduzione e di riciclaggio ben precisi: il 50% dei rifiuti domestici e il 70% di quelli delle costruzioni e degli industriali devono essere riciclati.

Tra alcune settimane, il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria, dovrà definitivamente approvare la direttiva. Nei pochi giorni che mancano, dobbiamo intensificare gli sforzi affinché i buoni risultati raggiunti in Commissione Ambiente non vengano sviliti e affinché i punti maggiormente problematici vengano migliorati. Vi terrò aggiornati sull'esito del voto finale.

Come saprete, infine, la Corte di Giustiza europea ha condannato l'Italia per il mancato rispetto della normativa europea in materia di discariche: l'ennesima condanna che l'Italia subisce in materia ambientale. La Commissione monitorerà l'adeguamento del nostro Paese alla sentenza, in caso contrario ci sarà una procedura d'infrazione che prevede multe dai 10 milioni di euro in su.

Noi continueremo a fare il nostro lavoro, con il massimo impegno e dedizione. Lotteremo con grande passione, propria di chi ha a cuore le sorti del Paese, consapevoli di rappresentare in Europa un popolo che ha voglia di cambiare e che si impegna per costruire un futuro migliore.

Un caro saluto,

Umberto Guidoni

giovedì 17 aprile 2008

Ufficio Salvaguardia del Creato Diocesi di Nola - Federazione Assocampaniafelix Università Parthenope

Organizzano un

Pubblico Convegno

Inquinamento ambientale e

contaminazione umana

A quattro anni dalla denuncia, ha ancora senso parlare di futuro per il "Triangolo della Morte"?

Nola,

Aula Magna Università Parthenope

Giovedì 24 aprile 2008 - ore 17,30

saluti alle Autorità

- Prof. Federico Alvino, Preside della Facoltà di Giurisprudenza Università Parthenope di Napoli

- S.E. Mons. Beniamino Depalma, Vescovo di Nola

Intervengono:

- Gennaro Esposito e Bruna Gambardella: "Noi contaminati dalla diossina";

- Antonio Santangelo, esperto di sociologia dei rischi ambientali ("La percezione soggettiva del problema rifiuti: il ruolo della comunicazione istituzionale");

- Gennaro Allocca, Presidente Comitato per la Difesa dell'Agro Nolano ("Agonia di un territorio: ci sono ancora speranze?");

- Alfredo Mazza, Dirigente cardiologo e ricercatore associato Cnr ("Contaminazione ambientale: effetti sulla salute umana");

- Leopoldo Iannuzzi, Direttore ISPAAM Cnr Napoli ("Contaminazione ambientale: effetti sulla catena alimentare")

- Don Aniello Tortora, Responsabile Ufficio Salvaguardia del Creato

("Etica e ambiente");

Riflessioni e conclusioni:

Prof. Gennaro Ferrara, Rettore dell'Università Parthenope di Napoli

Segreteria organizzativa:

Fed. Assocampaniafelix

Saviano (NA), via Molino, 9

081-5113481

genesp@libero.it

sito: http://it.groups.yahoo.com/group/assocampaniafelix/

collabora: Eleonora Vita Esposito

lunedì 14 aprile 2008

L'Unione Europea condanna l'Italia



Due articoli per una notizia: la condanna della Corte Europea all'Italia inadempiente per il mancato aggiornamento sulla normativa delle discariche. Buona lettura...


"Sui rifiuti Italia inadempiente"
la condanna della Corte europea

di ALBERTO D'ARGENIO

BRUXELLES - Il caos delle discariche italiane viene pesantemente condannato dall'Unione europea che certifica come da anni le nostre autorità non siano in grado di applicare correttamente le norme scritte da Bruxelles sulla gestione dei rifiuti. La decisione arriva dalla Corte di giustizia dell'Ue ma non riguarda direttamente il pasticcio campano che ha tenuto banco negli ultimi mesi. Indica, al più, uno stato di generale inadeguatezza del nostro sistema sullo smaltimento della spazzatura.

Al centro della contesa "la mancata conformità" delle norme sulle discariche approvate nel 2003 dal governo Berlusconi con la direttiva Ue del 1999 che definisce la nozione di rifiuti pericolosi e quindi il loro diverso trattamento rispetto a quelli innocui. Non solo: la norma comunitaria chiede alle varie capitali di elaborare una strategia nazionale sui rifiuti biodegradabili, stabilisce regole riguardanti i costi dello smaltimento, introduce la procedura di autorizzazione di nuove discariche e sottopone quelle preesistenti a misure particolari. Insomma, un'articolata regolamentazione del mondo dei rifiuti da noi rimasta in buona parte lettera morta.

Di fatto i giudici europei hanno accolto le accuse rivolte già da un paio d'anni al Belpaese dalla Commissione Ue. Dunque, sancisce la sentenza, condanna per il fatto di avere autorizzato dal 2001 al 2003, in piena epoca Cdl, la creazione di nuove discariche applicando i criteri meno stringenti previsti per quelle preesistenti. In secondo luogo la legge approvata dal governo di allora non prevedeva di applicare anche alle vecchie discariche le regole sul trattamento dei rifiuti pericolosi. Dunque per Bruxelles si è avuta una trasposizione "tardiva", e quindi sbagliata, delle regole comunitarie.
(...)

Ieri intanto il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione Ue di preparare un piano per fermare la crescita della produzione di spazzatura entro il 2012 in tutto il continente. Per farsi un'idea: ogni anno l'Unione crea 1,8 miliardi di tonnellate di rifiuti, ovvero 530 chili a cittadino. Una massa che cresce a un ritmo più sostenuto del Pil e di cui meno di un terzo (27%) viene riciclato.

Fonte: La Repubblica, 10 aprile 2008



Rifiuti, la UE condanna l'Italia per la normativa sulle discariche

di CLAUDIO TUCCI

La Corte di giustizia europea condanna l'Italia sulle discariche di rifiuti. In discussione, spiega la sentenza nella causa C-442/06, è il recepimento tardivo nel nostro ordinamento giuridico di una direttiva comunitaria sulle discariche del 1999, avvenuto solo nel marzo del 2003 con il Dlgs 36/2003, anziché entro il 16 luglio 2001, come previsto dalla normativa europea. La lentezza del legislatore italiano, secondo i giudici lussemburghesi, ha condotto il nostro Paese ad applicare alle discariche autorizzate, da luglio 2001 a marzo 2003, la normativa preesistente più favorevole e meno incisiva di quella introdotta dalla direttiva comunitaria, che punta a ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull'ambiente risultanti dalle discariche di rifiuti.

A nulla è valso il tentativo di difesa dell'Italia che ha lamentato la mancata previsione, nella direttiva, di un periodo transitorio per tali discariche, in cui era già presente una determinata quantità di rifiuti, durante il quale i titolari di autorizzazioni di gestione avrebbero dovuto provvedere all'adeguamento delle discariche stesse. Un regime transitorio che, sempre secondo il nostro Paese, avrebbe risposto anche all'esigenza di non creare una situazione di disparità per gli operatori economici, già beneficiari di autorizzazioni del genere alla data di entrata in vigore del decreto legislativo. Motivazioni, tuttavia, respinte dai giudici europei, secondo cui anche la previsione di disposizioni transitorie non avrebbero giustificato un mancato rispetto di obblighi inequivocabili, come sono quelli previsti dalla direttiva sulle discariche. Di qui, l'inadempimento del nostro Paese e la relativa condanna in sede comunitaria.

Fonte: Il sole 24 ore

QUI il testo della sentenza

martedì 8 aprile 2008

Rischi alla salute dagli inceneritori: notizie dalla Francia


Vi inoltro un comunicato stampa che arriva da un'associazione francese, il Centre national d'information indépendante sur les déchets.

Parigi, 2 aprile 2008 - Il 30 novembre 2006, l'INVS (l'Institut de Veille Sanitaire)ha reso pubblici i risultati preliminari dello studio sull'incidenza tumorale in prossimità di impianti di incenerimento di rifiuti urbani. Il CNIID (Centro Nazionale di Informazione Independente sui Rifiuti) aveva già segnalato le punte di rischio significativo rilevate e attendeva i risultati definitivi. Quasi un anno e mezzo dopo sono finalmente disponibili... e sono ancora più allarmanti! La tabella mostra come i rischi di contrarre ogni tipo di cancro erano stati sottostimati nel 2006.

Dati i brevi periodi di latenza scelti tra l'esposizione e l'apparizione di un cancro (5 anni per le leucemie, 10 per le altre tipologie), c'è in più l'alto rischio che i risultati restino ancora sottostimati rispetto alla realtà, cosa che viene riconosciuta dall'Invs a varie riprese nel rapporto: il picco d' apparizione dei tumori non può così ancora essere raggiunto.

Types de cancer
Excès de risque de cancers - Résultats préliminaires - novembre 2006
Excès de risque de cancers - Résultats définitifs - mars 2008
Myélomes multiples (hommes)
/
+23%
Myélomes multiples (2 sexes)
/
+16%
Sarcomes des tissus mous (2 sexes)
+12,9%
+22%
LMNH (2)(chez la femme)
/
+18%
LMNH (2 sexes)
+8,4%
+12%
Cancer du foie (2 sexes)
+9,7%
+16%
Cancer du sein chez la femme
+6,9%
+9%
Tous cancers chez la femme
+4%
+6%

Secondo l'Invs i risultati di questo studio si riferiscono a un contesto superato (incidenza tumorale fra 1990 e 1999) e non possono essere paragonati a un contesto attuale. "Stiamo chiedendo alle popolazioni che vivono oggi nelle vicinanze di un inceneritore di pazientare 10 o 20 anni prima di avviare nuove analisi così da constatare il rischio che un inceneritore attuale possa provocare un cancro" esclama Sébastien Lapeyre, che si occupa di inceneritori per il CNIID. La messa a norma degli impianti non previene ogni rischio e segnatamente quello costituito dal miscuglio di sostanze chimiche presenti nelle emissioni. "Le norme non sono affatto norme sanitarie ma solo norme tecniche: non è che perché si riducono i limiti di legge ad un decimo di uno o dell'altro inquinante che i rischi per la salute diminuiscono allo stesso modo" precisa Sébastien Lapeyre. I medici, insieme alle Organizzazioni Non Governative, si sono pertanto mobilitati in massa per denunciare i rischi sanitari attuali degli inceneritori.

Le popolazioni pagano un alto prezzo per la mancanza di una volontà di riduzione del ricorso all'incenerimento. Mentre i lavori del Grenelle sono in corso, questi nuovi risultati, che passano inosservati, confermeranno una volta di più i rischi legati all'incenerimento e la rarità dei casi in cui si ricorre al principio di precauzione.

Contatti Sébastien Lapeyre - 01 55 78 28 65 (sebastien@cniid.org)

_________________

(1) Rapporto disponible su : http://www.invs.sante.fr/publications/


Il dott. Antonio Marfella ospite a Radio Federico II


Un mese dopo l'incontro con Raffaele Del Giudice, responsabile regionale di Legambiente e protagonista del documentario Biùtiful cauntri, "Notecologiche" programma di F2 Radio Lab dell'Ateneo Federico II, dedicato ai temi ambientali e in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare invita ai propri microfoni Antonio Marfella, tossicologo e oncologo dell'Istituto Nazionale Tumori "G.Pascale" di Napoli.

Dalla mozzarella di bufala alla diossina, fino alla percentuale di tumori nel nostro territorio, le domande da porsi sono infinite. Ai microfoni di F2 Radio Lab le risposte a tutti i dubbi e i quesiti. L'appuntamento è per mercoledì 9 aprile, alle ore 17.15, al termine del "Workshow". Per inviare domande all'ospite, scrivete all'indirizzo di posta elettronica notecologiche@gmail.com.

Vecchi computer da riciclare e due annunci


L'Associazione Marco Mascagna insieme all´associazione NaLug ha organizzato, in collaborazione con l´ANEA, un`attività di riciclaggio di vecchi computer e di diffusione del software libero.
Tutti sabati, dalle ore 11.30 alle 13.30 presso il CIE, Centro di Informazione sull´Energia, vicino alla centrale fotovoltaica di Fuorigrotta (ingresso da Via Nino Bixio vicino al giornalaio e da Via Metastasio) si raccoglieranno i computer vecchi o guasti, di cui ci si vuole disfare, si aggiusteranno e si doneranno alle scuole per realizzare aule informatiche.
Ciò sará reso possibile tramite l´utilizzazione del software libero, che permette di collegare ad un
solo computer, che ha funzioni di server centrale, molti "computer client", che utilizzano cioè i programmi del computer centrale. In tale maniera sarà possibile attrezzare nelle scuole aule informatiche con un solo computer messo a disposizione della scuola, in quanto tale computer sarà collegato in rete con quelli da noi donati.
L´iniziativa ha innumerevoli scopi: dare un contributo concreto al problema rifiuti, risparmiare energia e materie, sostenere e gratificare le scuole che si impegnano nell´educazione ambientale, diffondere il software libero.

PS.1 Per chi volesse vedere Biutiful cauntri...
Giovedì 17 aprile le associazioni e i comitati civici dei Campi flegrei, insieme agli Amici di Beppe Grillo stanno organizzando una proiezione gratuita, ad invito (con piccolo contributo volontario).
Alle 18,30 e alle 20,30 al cinema Sofia di Pozzuoli.
Raffaele Del Giudice di Legambiente Campania (uno dei "protagonisti" del documentario) sarà presente alla prima e alla seconda proiezione.

PS.2 Per chi volesse farsi due risare con la munnezza...
Star Trash
la Feltrinelli Libri e Musica
via S. Caterina a Chiaia, 23 (ang. piazza dei Martiri) - 80121 Napoli NA
Martedì 22 Aprile 2008 dalle ore 18:001 - 22 aprile
Vignette di Simona Bassano di Tufillo
Simona Bassano di Tufillo ci conduce con ironia e sarcasmo in un viaggio mediatico nella spazzatura campana. Le vignette in esposizione sono tratte dall'omonimo libro pubblicato da Lavieri Edizioni.



domenica 6 aprile 2008

Rifiuti tossici, camorra e pubblica amministrazione

Un post lungo, ma vi consiglio vivamente di leggerlo.

Operazione Eco Boss, ancora Rifiuti Tossici in Campania
26 febbraio 2008

"Eco boss", un´espressione che evoca il connubio tra reati ambientali e malavita organizzata. E´ il nome adoperato per definire l´indagine dei carabinieri del Noe e del Reparto territoriale di Aversa che ha portato oggi all´arresto di un presunto boss del clan dei Casalesi, Giorgio Marano, di 48 anni, nonché al sequestro di tre aziende attive nel settore rifiuti e di alcuni terreni a destinazione agricola dove per anni è stato sversato illegamente materiale proveniente soprattutto dal nord Italia.

I magistrati della Dda di Napoli sottolineano che per la prima volta si sono raccolte le prove di una camorra che non si limita più a infiltrarsi nel settore dello smaltimento ma si trasforma in protagonista dell´attività illecita gestendo in prima persona aziende e discariche abusive. Le indagini, coordinate dai pm Raffaello Falcone e Cristina Ribera, si sono basate su intercettazioni risalenti a diversi anni fa e confluite in due importanti inchieste (Re Mida e Terra Bruciata) e nonché su recenti rivelazioni di un pentito, Domenico Bidognetti, cugino del boss Francesco Bidognetti, conosciuto come Cicciotto è Mezzanotte.

L´organizzazione, per non sostenere il costo del regolare smaltimento ha simulato nel tempo attività di compostaggio in realtà mai effettuate, smaltendo invece abusivamente, su terreni agricoli rifiuti costituiti, tra l´altro, da fanghi di depurazione, per un quantitativo di oltre 8.000 tonnellate di rifiuti ed un guadagno di circa 400mila euro. Gran parte del materiale - hanno sottolineato gli inquirenti - proveniva da aziende della Lombardia. Sono stati sequestrati anche tre vasti appezzamenti di terreno agricolo nella provincia di Caserta, e locali in uso a una società di trasporti con tutti gli automezzi utilizzati.

I reati ipotizzati sono di concorso in traffico illecito di rifiuti e truffa aggravata ai danni del Commissario di Governo per l´Emergenza Rifiuti , della Regione Campania e degli Enti locali interessati alla raccolta e allo smaltimento di rifiuti. Nella sua ordinanza il gip Alessandro Buccino Grimaldi ha sottolineato che lo smaltimento illecito in Campania "é dovuto anche alla complicità" di chi è preposto al controllo, ma anche "al comportamento compiacente o anche gravemente omissivo o semplicemente ´leggero´ di altri, anche nell´ambito delle istituzioni".

"Va rimarcata, in primo luogo - si legge nel provvedimento - sia la carenza di verifiche che la grande difficoltà nel ricostruire i flussi dei rifiuti da parte delle autorità preposte al controllo, ed in tale contesto non può sottacersi che proprio appartenenti alla pubblica amministrazione in alcune circostanze sono i primi conniventi di queste organizzazioni criminali in quanto ne facilitano l´acquisizione di provvedimenti autorizzativi per impianti fatiscenti e tecnicamente carenti".

I magistrati hanno sequestrato, oltre a tre aziende per un valore di circa cinque milioni di euro, anche alcuni terreni a Frignano e a Villa Literno dove venivano sversati i rifiuti. Per sei indagati il gip non ha accolto le richieste di misure cautelari. Sono Vincenzo Tonziello, 41 anni, e Placido Tonziello, 45, "referenti locali" di Marano; Raffaele Simonelli, 38, titolare di un fondo agricolo a Frignano, Elio Roma, 57, che i pm indicano come cogestore di fatto della ditta R.F.G. e di un impianto di compostaggio a Trentola Ducenta (Caserta), Francesco Roma, 32, legale rappresentante della R.F.G., e Domenico Bortone, 51, trasportatore.

Il coinvolgimento della camorra nella gestione dello smaltimento dei rifiuti comunque "non può costituire un alibi nei confronti di altri personaggi che hanno le loro responsabilità", ha sottolineato l procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore.


Riciclaggio, sospetta la crescita dei «money transfer»
Il commento alla relazione conclusiva della Commissione parlamentare antimafia
Corriere del Mezzogiorno- 3 aprile 2008

di LUCIANO BRANCACCIO

La relazione conclusiva della Commissione parlamentare antimafia, trasmessa alle presidenze delle camere il 20 febbraio scorso, è imperniata su un dato preoccupante: la sempre maggiore pervasività delle organizzazioni mafiose nell'ambito dell'economia e della società legali.
È una caratteristica specifica delle mafie quella di espandere la propria sfera di influenza al di là dei confini del mondo criminale. Quanto più vasta è la capacità di controllo sulle attività legali (economia, politica, pubblica amministrazione, relazioni sociali territoriali) tanto maggiore è la potenza dei gruppi mafiosi e conseguentemente il danno che si produce nel tessuto democratico.
In questo senso la situazione italiana — perché di fenomeno nazionale ormai si tratta — si presenta grave. La lentezza e l'inefficienza della pubblica amministrazione, la farraginosità delle procedure (si pensi ai passaggi infiniti necessari per la confisca dei patrimoni mafiosi), la presenza di clientelismo e corruzione, il permanere di ampie zone di economia sommersa, la povertà e il degrado di alcune aree del paese costituiscono tutti elementi che generano condizioni ambientali favorevoli al consolidamento mafioso. E, specularmente, impediscono azioni chiare ed efficaci di prevenzione e contrasto.
Nelle novantacinque pagine della relazione, la Commissione individua i canali e gli ambiti attraverso cui si realizza l'osmosi tra mondo criminale e legale. I principali riguardano i flussi di risorse economiche. Il riciclaggio attraverso i mercati finanziari costituisce il mezzo più rapido di conversione dei patrimoni criminali in potere economico legale. Ne costituisce esempio significativo la recente diffusione degli sportelli di «money transfer» in tutto il territorio nazionale che consente di movimentare con estrema facilità i capitali in e da ogni parte del mondo. Nel solo 2005, nei 25.000 sportelli italiani (si stima che circa 8.000 siano illegali), sono transitati ben 1,4 miliardi di euro: circa il doppio di quanto trasferito attraverso il sistema bancario.
Sul fronte delle attività produttive, si registra una rinnovata capacità delle mafie di acquisire la proprietà o il controllo di imprese che agiscono alla luce del sole. Qui i metodi sono diversi. Da quelli più tradizionali, come l'acquisizione di quote azionarie o dell'intera impresa conseguente all'impossibilità da parte dell'imprenditore di far fronte alle richieste usuraie ed estorsive, a quelli più recenti in cui l'intervento dei capitali mafiosi è consapevolmente richiesto dall'imprenditore, il quale si rivolge al clan come fosse un attore regolare del mercato finanziario.
Quest'ultima modalità denota un inquietante passaggio di qualità del potere mafioso (e in special modo di quello camorristico): la sua emersione da una condizione di marginalità e di discredito sociale a una di piena legittimazione. Al punto da determinare la presenza di un nuovo ceto di «imprese legalizzate » che «non necessita più, in molti casi, di far valere la forza intimidatrice dell'organizzazione camorristica da cui promana: per acquisire e consolidare la propria posizione dominante sul mercato (legale) di riferimento è sufficiente la forza del denaro, di cui dispone in misura tendenzialmente illimitata ».
Ma la possibilità di determinarsi di queste situazioni dipende in buona parte dalla permeabilità della politica e della pubblica amministrazione. Soprattutto nel Mezzogiorno, dove domina l'impresa dipendente dal settore pubblico, capita spesso che si generino circuiti viziosi in cui il politico sia titolare o rappresentante di interessi imprenditoriali complementari o diretta emanazione del potere mafioso. Nel caso della crisi dei rifiuti in Campania «è accaduto che porzioni anche apicali della pubblica amministrazione e della stessa struttura commissariale, in questa condizione di opacità istituzionale e politica, abbiano concluso con imprese collegate alla criminalità organizzata campana vere e proprie joint ventures, consentendo a queste ultime di sfruttare i canali dell'emergenza anche per i traffici illeciti di rifiuti speciali». In questi casi l'interesse mafioso non deve darsi da fare per varcare la soglia della legalità: esso è direttamente insediato nei livelli decisionali dello Stato, negli stessi centri che «producono» la legalità.
La dimensione della protervia del potere mafioso è dato dalla crescita della sua capacità di attrazione nei confronti del mondo giovanile. In questo la camorra vanta un triste primato. La criminalità minorile che alimenta la manovalanza camorristica è in forte aumento, segno di una incapacità delle agenzie di socializzazione e di formazione di sottrarre alimento al reclutamento dei clan. Il risultato è che ad oggi «risultano attivi tra Napoli e provincia circa 78 clan, con tremila affiliati. Ad essi vanno aggiunte le cellule criminali che «lavorano per conto dei clan. Tutto ciò in un contesto sociale che presenta una media del 30 per cento della popolazione con precedenti di polizia».
Quando ricorrono tali circostanze si deve parlare di un pesante condizionamento mafioso della vita democratica del paese. E l'assenza di proposte concrete sulla prevenzione e il contrasto, al di là di generiche dichiarazioni di principio, in queste settimane di campagna elettorale ne costituisce una triste dimostrazione.



venerdì 4 aprile 2008

100 strade per giocare- A Scampia i bambini imparano a riciclare

Vi riporto un annuncio di Pia, coraggiosa e passionale operatrice sociale di Napoli

Come ogni anno l'iniziativa Cento strade per giocare permette ai bambini e ai ragazzi dei vari quartieri di Napoli di riappropriarsi degli spazi della loro città. Attraverso giochi e laboratori diventeranno i veri protagonisti della mattinata. Quest'anno il tema è logicamente i rifiuti. Io con i bambini della mia ludoteca sarò alla piazza di Scampia...potrebbe essere una buona occasione per conoscere la zona. Quindi chi vuole portare figli, nipoti, amichetti ma anche solo se stessi, vi invito domenica mattina dalle ore 10 alla Piazza degli Eventi, per passare insieme alcune ore in allegria per GIOCARE RICICLANDO.
Per informazioni: Legambiente Campania