I video da noi selezionati

venerdì 28 marzo 2008

Biutiful Cauntri- Un film necessario


Un napoletano o un campano difficilmente può trattenere le lacrime dopo questi 83 minuti. Se ciò non avviene, è solo perché è la rabbia che prende il sopravvento, o anche un profondo avvilimento, un'incapacità di vedere speranza. Non è solo la munnezza e l'inqualificabile ed imperdonabile assenza di una qualsiasi gestione della materia a sconvolgere ed intristire, ma il rileggere a caratteri chiari, grazie ad ognuno di quegli 83 minuti di pellicola, tutta la storia di una terra e del suo popolo. Una storia che in molti definiscono travagliata. Sembra quasi un eufemismo. Si tratta, in realtà, di un vero e proprio grido di disperazione che è partito secoli fa, ha percorso, come un indesiderato ma non sradicabile parassita, tutte le stagioni, senza mai attutirsi, senza mai spegnersi del tutto. Anzi, quel che è peggio, è che proprio ora che si vive, in teoria, l'epoca civilizzata e democratico-repubblicana, ora che il dominio straniero non c'è più, la terra continua ad urlare, beffata una volta di più. Alcuni sistemi, alcuni modi di pensare consequenziali alla modernità e al raggiungimento di traguardi dello stato di diritto, non hanno fatto bene a questa regione, dove principi amministrativi seppur nobili hanno dato il peggio di sé. Il popolo campano, poi, rimbambito da culture non sue, dallo scimmiottamento di modelli e costumi imposti con tv e radio, e anche avvolto da un endemico lassismo (o stupidità? o ignoranza? o menefreghismo?), ha perso la rotta, ha smarrito la sua identità e si è lasciato scippare il suo bene più prezioso: un territorio che faceva della "Felicità" il suo tratto distintivo.

"Manca la progettualità qui!"


"No, è a' dignità ca' nun tenimme!"

Forse è in questo micro dialogo di Biutiful cauntri che può essere colta l'essenza di un documentario necessario, prezioso, che sconvolge per la sfacciata verità sulla Campania che in modo intelligente e sensibile i tre autori sono riusciti a rendere sullo schermo. Un'ora e venti agghiacciante, che inchioda lo spettatore alla poltrona, schiaffeggiandolo con la più cruda della verità: il racconto del fallimento di un'umanità, la realizzazione del peggiore degli incubi, la descrizione di una realtà che si vorrebbe vedere confinata soltanto lì, soltanto in quei metri di schermo e di pellicola, circoscritta in un tempo cinematografico, in minuti rubati allo stress quotidiano e agli impegni. Ed invece Biutiful cauntri non fa altro che rendere più evidente quella che è una ferita aperta e sanguinante, akmè di tutti i mali e di tutti i più viscidi ed oscuri difetti dell'uomo. Una natura rigogliosa violentata, mandrie di bestiame un tempo fiore all'occhiello di pastori campani, adesso abbattuti in massa, con immagini che rievocano le deportazioni degli ebrei. E poi ancora acque intossicate, cibi avvelenati, un'esplosione di tumori come se fossero banali allergie. Delitti negati, terre rubate, tradite nel loro destino: da granai e frutteti rigogliosi, a sedi di discariche e di fabbriche di veleni. Bambini rom che mescolano i loro sorrisi a fumi neri, tossici e disperati. Si sovrappongono così problemi a problemi, disperazioni a disperazioni, morte a morte. Parola dura da pronunciare, ma forse è con questa che i tre autori vogliono che la gente si misuri. La Campania non è terra di vita, è una terra di morte. Morte della natura, morte degli uomini, ma ciò che è peggio, morte della speranza, della voglia di riscatto, della dignità e di ogni principio puro di democrazia e uguaglianza, di ogni forma di diritto. E l'Italia, l'Italia. Cos'è l'Italia? E' un'enorme bugia questo paese. E' una menzogna di dimensioni bibliche, di 60 milioni di abitanti, di 20 regioni, di isole e montagne. Dietro una ribalta fatta di bontà, simpatica, creatività, di "italiani brava gente", ci sono quinte in cui le luci di riflettori non arrivano, dove si annidano arroganza, menefreghismo, individualismo sfrenato e violento. L'Italia è un'amante bellissima, una moglie all'apparenza perfetta e impeccabile, che ti tradisce con cattiveria, tracotanza, con la coscienza e la certezza di non poter essere punita e così picchiata, perchè è bella, è affascinante,sensuale, è brillante.







domenica 23 marzo 2008

Marigliano e l'ulteriore scempio delle (eco)balle


E' notizia di questi giorni l'inizio dello sversamento a Marigliano di tonnellate di ecoballe nella località di Boscofangone. Tutto sarebbe accettato se fosse fatto nei limiti della legge, ma così non è. Le (eco)palle perdono percolato ed il sito inviduato non ha canali di scolo. Insomma, si ripete la solita storia. Chi dovrebbe rispettare le norme e le regole stabilite per il bene di tutti, per la salute delle persone e per il rispetto delle risorse naturali, non lo sta facendo.

Di seguito vi riporto le testimonianze di Nunzia. Accedendo, inoltre, al blog potrete vedere anche le immagini della denuncia fatta dai comitati civici, caricate su You tube.

Ieri sera la mia terra è stata ulteriormente violentata e con lei il suo popolo.
il mio sindaco ha venduto la mia terra in cambio di 4 promesse, neppure rispettate.
mi sento svenduta, tradita, aggredita da chi avrebbe dovuto difendere me ed i miei diritti, da chi aveva il mandato di tutelare il mio diritto alla vita.
l'area di Boscofangone, dove ieri sono arrivate le prime balle, è un posto insalubre e puzzolente.
il sito di stoccaggio è un cantiere aperto, non ancora ultimato, mancano le vasche per la raccolta del percolato, manca il sistema antincendio, manca tutto.
oggi una delegazione tecnica ha visitato il sito come rappresentanza del comitato per la tutela del diritto alla salute (avv. armano, ing pesce, geologo de riggi)
hanno riferito cose oscene, forse neppure da terzo mondo.
ovviamente non hanno potuto fare foto e filmati.
le balle sono aperte e vecchie, ed è per questo che nell'area c'è un maleodore fortissimo.
i camion che trasportano le balle perdono percolato.
abbiamo trasmesso stanotte per fax una denuncia all'asl al commissariato di nola, oltre che al commissariato rifiuti, martedì la consegneremo alla procura.
chi può aiutarci nel nostro percorso di richiesta di giustizia?
voglio credere che il Sindaco non è al corrente di ciò che sta accadendo, e che è stato raggirato
gli chiedo pertanto di intervenire immediatamente ripristinando la legalità sul nostro territorio:

* controllo dei camion che trasportano rifiuti
* controllo del cantiere del sito di stoccaggio
* sequestro del sito aperto senza collaudo.

ricevenremo risposta?
Buona Pasqua sindaco

Nunzia

venerdì 21 marzo 2008

Un info point ecologico

Vi inoltro questo annuncio di MANI TESE.

Ogni due martedi, a partire da martedì 25 marzo, ci sarà un info point ecologico presso la sede di Manitese ( piazza Cavour 190).

In particolare martedì 25 si parlerà di compostaggio domestico con Alberto Mazza, Consulente Ambientale, dalle ore 18,30 fino alle 20. L'ingresso è aperto a tutti.

Il compostaggio domestico si può fare in qualunque luogo (spazio minimo un
balcone!). In sintesi, è il trattamento della frazione organica dei rifiuti domestici per ottenere dell'ottimo terriccio per fertilizzare o coltivare le piante (ovvero... il compost). Da 100 kg di scarti biodegradabili (arbusti, carta unta, resti di cibo, legno, potatura, ecc) si possono ottenere 30 kg di compost.

Sono invitati tutti coloro che sono interessati, ma anche chi già lo fa per condividere le diverse esperienze.

Accorrete numerosi!

ps. Alcuni ragazzi di Fuorigrotta e Soccavo stanno già illustrando la loro esperienza di compostaggio domestico su questo blog: http://meetuppiera.blogspot.com/

MANITESE piazza Cavour 190, interno giardini nei pressi dell'uscita metropolitana linea 1, Museo- 80137 Napoli. Tel. 081/456868 - 320/6197995 - napoli@manitese.it
Apertura Sede: Lunedì 16.30-19.30 Da martedì a venerdì 10.00-13.30 e 16.30-19.30 Riunione: Lunedì alle ore 18.00

Un'inchiesta interessante: http://video.google.it/videoplay?docid=-1373870520463952323&hl=it

giovedì 13 marzo 2008

Tra le discariche tossiche di Acerra. La testimonianza di Angela

Vi inoltro una lettera di Angela, una ragazza di Acerra che nei giorni scorsi ha fatto un giro tra i siti inquinati della sua zona. Da vedere assolutamente le foto, di cui trovate i link nel corpo della mail.

Oggi pomeriggio io e Salvatore siamo stati nuovamente al Pantano.

Abbiamo fatto da Cicerone ad una ragazza inviata da una troupe francese che intende girare un documentario su Napoli e province illustrandone il bello e il brutto di questa tanto discussa zona.
Appena siamo scesi dall'auto ha chiesto cosa fosse quell' enorme edificio che imponente le si presentava davanti agli occhi!! Le abbiamo risposto in contemporanea: "E' LUI" !!!
La ragazza impressionata esprime testuali parole: "E' UN MOSTRO"!!!! Ovviamente sto parlando dell' inceneritore!

Fuori al "mostro" troviamo gli agricoltori che stamattina hanno bloccato l'accesso al sito di stoccaggio del talquale (arrivano al giorno circa 360 tonnellate di rifiuti da 52 comuni limitrofi, Napoli compresa... infatti abbiamo incontrato anche i camion della Asia).

I contadini con i loro trattori erano di lato e non si opponevano più ai tir in quanto stamattina dopo un oretta e mezza di opposizione la polizia ha espressamente detto che se nn si spostavano avevano ordine di fare stada in qualunque modo...

Insieme ai membri dei comitati ambientalisti abbiamo fatto un giro della zona ASI (industriale) di Acerra, dove c'è l'impresa nella quale i camion della nettezza urbana vengono pesati e scaricano ll'indifferenziato.
Li' il rifiuto solido urbano viene compattato per poi finire nella discarica.

Abbiamo assistito ad uno spettacolo impressionante, siamo passati con l'auto accanto a giganteschi capannoni industriali pieni zeppi di tonnellate e tonnellate di rifiuti ammassati e che erano visibili dalle grosse fenditoie laterali, vi assicuro che fa impressione!

I capannoni sono di nuova costruzione (addirittura stanno terminando la costruzione di altri ancora ) ed hanno caratteristiche precise per contenere una mole enorme di monnezza con enormi finestroni aperti per evitare che esploda il tutto... mi pare un film!!!

E' pensare che fino a 10 anni fa questa era una zona completamente agricola disseminata di bei viattoli di campagna e coltivazioni di ogni tipo.

Dopo siamo andati alla ricerca di un sito di sversamento abusivo di rifiuti tossici al quale Simona voleva fare qualche foto e a nostra orribile sorpresa ci siamo imbattuti nell'incendio di balle di vestiti, (le cosiddette pezze) buttate abusivamente sull'argine di un lagno di campagna sul confine tra Acerra e Maddaloni, il noto lagno di Sagliano.

A quanto pare le pezze in questione dovrebbero essere quelle destinate ai poveri... (Quindi facciamo bene noi a raccogliere i vestiti dismessi insieme a Francesca Morante e a portarli ai diretti interessati invece di darli ad emeriti sconosciuti)

Ovviamente abbiamo fotografato tutto, ecco qui le foto.

Dalle foto si vede l'acqua ormai diventata nera e fumi palpabilissimi che si depositano sui campi coltivati. Addirittura con quell'acqua i coltivatori ci irrigano i campi.

E' sconvolgente, mi manca il respiro!!! E' una senzazione orribile, ti senti impotente di fronte a tanto orrore e vorresti fare esplodere tutta la rabbia che hai in corpo ma non puoi perchè devi contenerti e cercare di non respirare!!!
E' come assistere ad uno stupro...

Non contenti abbiamo preso al balzo la proposta di un agricoltore della zona di andare poche centinaia di metri più in là a fotografare una discarichetta di eternit affondata nell'acqua del lagno, il quale ovviamente ha contatti con la falda sottostante.
Sembra assurdo ma è tutto vero e dire che ci hanno detto che quella zona è stata già bonificata, in modo ridicolo ovviamente, tagliando solo l'erba degli argini.

Ovviamente abbiamo chiamato i vigili del fuoco e la polizia che ci hanno letteralmente snobbati, chissà se prima o poi interverranno...

Spero che questo serva ad indignare quanti più cittadini possibili.

mercoledì 12 marzo 2008

Dove è ferma la raccolta? Segnalatemi quartieri e strade!

Ciao a tutti!
Avrei una richiesta di informazioni da farvi. Una troupe francese verrà nel weekend a Napoli per fare delle riprese per un documentario sulla situazione attuale dell'emergenza rifiuti. Faranno un parallelo tra le bellezze della regione e, ahimè, i disastri. Vorrebbero andare lì dove la raccolta è praticamente ferma o comunque decisamente poco frequente. Mi segnalate quartieri, strade, raccordi autostradali, paesi ecc ecc dove è possibile dirottare le telecamere? Chi può, me lo faccia sapere il prima possibile: in questi giorni, Simona, la ragazza che mi ha contattato e che fa da referente per la troupe qui, sta facendo i sopralluoghi necessari.
Grazie d'anticipo!
Fiorella

martedì 11 marzo 2008

Lettera del dott. Antonio Marfella per analisi diossina

Vi inoltro una lettera del dott. Antonio Marfella, oncologo e tossicologo dell'Istituto Pascale di Napoli, che sta lottando con molte difficoltà per fare analisi di diossina sull'uomo. Lo scopo è di dimostrare, ovviamente, il grado di inquinamento da diossina dei territori campani. Il dott. Marfella è il medico che nella puntata di Report mostrava i risultati di analisi fatte nei mesi scorsi (e mandate nei laboratori canadesi) su di lui, sul colonello Angeli e sul pastore di Acerra Cannavacciuolo, morto l'anno scorso di tumore.

"Ho necessita' di altri fondi per ripetere le analisi sia a Bruna (da Raccanelli a Venezia) che fare doppie (venezia e canada) analisi al pastore GERLANDO (non cannavacciuolo) (quello di beautiful countri) che pure sta morendo per tumore al polmone ad Acerra..............
hanno concesso solo a me di fare prelievo e ho fatto un prelievo abbondantissimo per fare analisi sia in canada che a venezia da raccanelli............quindi 3000 euro.

mi servirebbero altri 3000 euro. vi ricordo che per Bruna abbiamo raccolto in totale circa 2300 euro che, meno 1600, fa stare in cassa circa 700 euro. occorrerebero quindi almeno 2300 euro per fare anche gerlando a doppio e 4000 euro ancora per ripetere anche a bruna analisi a venezia, ciò per dimostrare senza dubbi validita dei risultati."

Per sostenere queste spese puo' essere effettuato un versamento alla LILT Napoli in una delle seguenti modalità:

- Bollettino postale: c/c 360800
- Bonifico bancario:

INTESA BANCO DI NAPOLI :
IBAN: IT36Z 0306903500000000020939

Banco Posta :
IBAN: IT55J 0760103400000000360800

- Assegno non trasferibile intestato a LILT Napoli

Nella causale di versamento puoi specificare "ANALISI PRO DIOSSINA"

Grazie Antonio Marfella


- Purtroppo dobbiamo fare tutto da soli, e il prof.Marfella le prime analisi le ha fatte a proprie spese.
ciao a tutti
Marco

p.s. bastano pochi euro a testa



lunedì 10 marzo 2008

A proposito di Terra bruciata, la puntata di Report sui rifiuti tossici in Campania

Le riflessioni di Vittorio, un membro del Comitato Allarme rifiuti tossici, sulla puntata di domenica 9 marzo di Report "Terra bruciata".

Ho visto Report stasera

un macello...
La Campania è davvero terra di nessuno!
Possibile che lo Stato non c'è nella Campania Infelix?
Amici non è venuto mica il momento di fare qualcosa in più?

Ieri sono giunto a conclusioni simili.
Diciamola tutta: ho la convinzione, che ormai è una quasi certezza,
che lo stato non possa far più nulla.

Dopo oltre 5 servizi come quello di Report (Anno zero, Controcorrente,
Exit, Ambiente Italia, Gaia, etc etc), nonostante una commissione
parlamentare sul ciclo rifiuti che ha già scritto TUTTO, nonostante
tre-quattro libri sull'argomento (Saviano, Iacuelli, Pelanda, etc)
qui NON ACCADE NULLA e continua tutto come sempre.

Il dramma è sotto gli occhi di tutti ma nessuno ha la capacità
di programmare un intervento sistematico a tutela del territorio:
la CAMORRA e gli industriali corrotti continuano ad agire indisturbati!
Lo stato poi corre a nascondere, comprendo continuamente di ecoballe
i grandi misfatti ambientali (Lo Uttaro, Acerra, Giugliano, Marigliano...)

Per di piu' molte terre del nostro territorio sono irrimediabilmente
compromesse. Quando arrivi alla falda è finita !
Paolo Russo lo ha detto con chiarezza, la bonifica nella maggior parte
dei casi è IMPOSSIBILE: mancano soldi (ci vorrebbero 30 finanziarie) ed
ovviamente, se nessuno controlla il territorio, dopo una bonifica gli
sversamenti illegali ricominciano.

La prima cosa da fare sarebbe portare l'esercito lungo l'asse mediano
(invece di spedire i militari in fantasiose e guerrafondaie missioni
all'estero) e bloccare OGNI camion in transito.
Controllare capillarmente i soldi versati dalle industrie per smaltire
i rifiuti pericolosi (se paghi poco stai smaltendo illegalmente).
Smaltimento da affidare solo a ditte censite e verificate con continui
controlli a sorpresa.
Controlli satellitari del territorio (se ci sono non funzionano).
Far approvare da subito una seria legge sui reati ambientali, ferma
in commissione dopo la caduta del governo.

Ma sarebbe il minimo.

Molti di voi stracciano le tessere elettorali illudendosi che cambi
qualcosa; probabilmente è solo l'ennesima caduta di democrazia.
Scusatemi ma è una illusione, perché questa classe politica NON PUO'
risolvere nulla e se gli stracci la tessera gli dai un fastidio in meno.
E in questo marasma generale l'unica cosa che riescono a fare gli
accattoni che ci troviamo in regione è continuare a lucrare sulla morte
delle persone, con questa ulteriore storia vergognosa delle bonifiche.

Né si può pensare che la magistratura risolva tutto.

Credetemi, qui bisogna organizzarsi seriamente, superare le ideologie,
i particolarismi, evitare le fughe in avanti, perché quanto fatto fino
ad ora non basta più.
I rifiuti tossici sono ormai un tema sulla bocca di tutti i cittadini
ed è venuto il momento che questi cittadini vengano coinvolti, caricandoli
della responsabilità di stare fermi a guardare.

E' necessario un intervento organizzato della società civile, un
coinvolgimento DI MASSA che parta dal basso; anche nuovi rappresentanti
politici pescati tra movimenti, associazioni, medici come quelli del
Pascale, magistrati come Ceglie.
Gente ONESTA !!! Ma è tanto difficie farla eleggere o comunque
coinvolgerla nelle azioni di governo del territorio?
E' mai possibile che la politica prodotta dai partiti sia solo corruzione?

Se il livello di connivenza, paura e/o rassegnazione dei cittadini
campani è tale da non capire che è necessario intervenire subito,
l'unica è lasciare per sempre queste terre maledette!

Saluti
Vittorio

http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1077247,00.html

giovedì 6 marzo 2008

Riflessioni a "penna aperta" su terra, origini e dignità

E' tempo di ritornare a pensare con la pancia. Facciamo parlare i bassi istinti, la ferocia della lotta per la sopravvivenza, l'inzittibile desiderio di riscatto. La fame. Tv, letture, intellettualismi, nutrimenti hanno assopito la nostra vera essenza. Ci siamo vestiti di abiti e abitudini che non ci appartengono e che ci hanno cucito addosso ante tempore, prima che riuscissimo a raggiungerli spontaneamente e autonomamente. Ci sono percorsi storici e sociali che in questa terra non si sono sviluppati. Il cammino verso una democrazia, imposta e calata dall'alto, ci è stato quasi ordinato, senza che ne prendessimo consapevolezza da soli.
Siamo nel 2008. Nel resto d'Europa si discute di matrimoni gay impensabili fino a pochi anni fa. Negli Stati Uniti diventerà presidente una donna o un nero: è un fatto epocale. In Francia a dirigere il paese è il figlio di un "immigrato" ungherese e a guidare la Germania, con una riappropriata ed effervescente Berlino fino a poco fa solo un'accozzaglia di macerie, c'è una femmina. Noi qui dobbiamo ancora parlare di TERRA. Dobbiamo imporci di riaprire discussioni, politiche e lotte per la nostra terra. Non ci sono prospettive verso il modernismo che tengano, non ci sono globalizzazioni, partitidemocraticidelpopolodellalibertàdituttelerosebianchediunasinistraarcobaleno, pil, tasse, disoccupazioni, pecorari scani o desideri di rinnovamento, sviluppo e crescita che ci possono deviare da quello che potrà essere il nostro pensiero fisso: la terra. E' stata scippata, violentata, massacrata da tutti: dai politici con la loro inefficienza ed inadeguatezza, dai camorristi con la loro violenza, la loro sete di affarismi e la loro ignoranza, dagli imprenditori del nord con la loro arrogante aria di superiorità, la loro mancanza di scrupoli, con il loro disprezzo per gli italiani di serie B.
Secoli fa ci è stato fatto un regalo. Lo hanno sfruttato e ne hanno goduto altri e pochi. E poi per incoscienza, follia e "malaeducazione", non lo abbiamo saputo difendere, non siamo stati capaci di capire che la nostra ricchezza era tutta qui: in questo lembo di pianeta, fertile, vulcanico, sfacciatamente bello. Ora un governo "amico", un professore per bene, uno degli artefici del miracolo europeo con una banale firma scrive una sentenza di condanna a morte nel paese di Cesare Beccaria. Condanna una volta di più una terra, un tempo granaio dell'Italia, ad ingoiare, anzi a respirare veleni di dubbia provenienza. Grazie ad una facoltà, che egli può esercitare perchè altri 60 anni fa si sono fatti uccidere perchè lui venisse proclamato primo ministro democraticamente, ordina che vengano combustionati per 25 anni (quando cioè chi scrive toccherà quota mezzo secolo) cumuli di merda, materiali nocivi. Lui come le tonnellate di balle di cui vuole far ingozzare la mia Angela e il mio Salvatore (potevano esserci nomi più appropriati per due ragazzi che lottano con i denti e con onestà, generosità e pulizia per la propria terra?), lui come gli inefficienti piemontesi che hanno lucrato sulla nostra pelle e sulla nostra dignità, sono illegali, illegittimi, fuori dalla legge, ultima ancora, unica valevole eredità che i nostri padri della patria ci hanno lasciato.
Un altro potere del nostro Stato ha sequestrato le balle: sono fuori norma, non sono rispettose di quei vincoli, di quelle prescrizioni, di quelle regole che il legislatore a suo tempo ha indicato perchè difendessero la salute dei bambini e delle donne gravide, il nutrimento del bestiame, l'intaccabilità del territorio. Ma quelle balle devono essere bruciate, perchè nell'era contemporanea, nell'epoca della finanza, nel secolo di un'economia che vola in atmosfere troppo lontane dalle persone, che si volatilizza in operazioni sconosciute ai più....quelle balle sono garanzie, quelle balle sono l'antica caparra, quelle balle sono il mezzo con cui i finanziamenti arriveranno. In una società trash, volgare, arruffona, è segno dei tempi il fatto che sia la monnezza, i residui cioè di cucine, consumismi, ultimemode e sfizi, plastiche, copertoni, rifiuti ospedalieri,pile, l'oggetto di una garanzia bancaria?
E' forse allora necessario una sorta di ritorno alle origini?
Semplifichiamo discorsi, idee, necessità e dinamiche. Rendiamoci conto che siamo un popolo, una regione, che deve ancora svilupparsi, che deve ricercare la propria ancestrale identità per affrontare i nodi del presente e del futuro. Ricordiamoci chi siamo, rimembriamo la nostra storia e la nostra gente, riflettiamo sulle tappe storiche che ci hanno portato al 2008. Quali sono state le mancanze, quali i soprusi, quali i processi omessi o vissuti superficialmente. Quella coscienza civica di cui tanto si parla...che manca ai napoletani e di cui devono riappropriarsi...Manca perchè non ci è mai stata. Manca perchè non si è mai sviluppata. Manca perchè non c'è stata l'epoca lunga e necessaria perchè essa si instaurasse nel dna e nei comportamenti della gente, più solida e irremovibile di pilastri di cemento.
E' da decenni che si parla della "RINASCITA" di Napoli, del Sud... Ma forse dovremmo piuttosto interrogarci sulla nostra effettiva NASCITA...è mai avvenuta definitivamente? Se nel XXI secolo sentiamo il bisogno e l'urgenza di ridare valore alla terra, di difenderla, è forse perchè in tutti questi anni non ci siamo mai posti il problema basilare di considerala come elemento imprescindibile del nostro dna. Allora, aspettate, fermate la giostra e pensiamo. Solo se ci riappropriamo di un amore verso il nostro territorio e verso quindi noi stessi, potremo avere la forza di opporci a decisioni politiche allucinanti, di denunciare lo stupro delle nostre campagne, ed il coraggio di assumerci le nostre responsabilità E forse capiremo anche cosa è più giusto per il futuro, per noi, per il nostro mare e per la nostra terra.
Perchè non accada mai più che silenti, ignari o omertosi permettiamo quello che è stato sbattuto sulle pagine di tutto il mondo: un popolo di monnezza che convive tra i suoi escrementi e i suoi tanfi, malato ed ucciso dai rigurgiti tossici di altri, calpestato nella propria dignità da criminali, indifferenti e buffoni.

martedì 4 marzo 2008

Biutiful cauntri venerdi 7 marzo al cinema (ed ancora il GIORNO DEL RIFIUTO)

Biùtiful cauntri
un documentario di
ESMERALDA CALABRIA
ANDREA D’AMBROSIO
PEPPE RUGGIERO

prodotto da LIONELLO CERRI
soggetto e sceneggiatura
PEPPE RUGGIERO
ESMERALDA CALABRIA
ANDREA D’AMBROSIO
fotografia ALESSANDRO ABATE
montaggio ESMERALDA CALABRIA
musiche
VALERIO LUPO FAGGIONI
GUIDO ZEN

Allevatori che vedono morire le proprie pecore per la diossina. Un educatore ambientale che lotta contro i crimini ambientali. Contadini che coltivano le terre inquinate per la vicinanza di discariche.
Storie di denuncia e testimonianza del massacro di un territorio.
Siamo in Italia, nella regione Campania dove sono presenti 1200 discariche abusive di rifiuti tossici. Sullo sfondo una camorra imprenditrice che usa camion e pale meccaniche al posto delle pistole.
Una camorra dai colletti bianchi, imprenditoria deviata ed istituzioni colluse, raccontata da un magistrato che svela i meccanismi di un'attività violenta che sta provocando più morti, lente nel tempo, di qualsiasi altro fenomeno criminale.

RAFFAELE DEL GIUDICE
SALVATORE NAPOLANO
MARIO E PATRIZIA GERLANDO
SABATINO CANNAVACCIUOLO
MARIO CANNAVACCIUOLO
ESPEDITO MARLETTA
ENZO CANNAVACCIUOLO
ANTONIO MONTESARCHIO
DONATO CEGLIE
GIULIO e STEFANO TRECCAGNOLI
UMBERTO ARENA
SALVATORE PICONE
TILDE ADAMO



Ritorna REPORT + Grillo al GIORNO DEL RIFIUTO

TERRA BRUCIATA

di Bernardo Iovene
In onda Domenica 9 Marzo 2008 alle 21.30

In Campania ci sono 2.551 siti potenzialmente contaminati, il doppio della Lombardia che ne ha 1.300, la maggior parte sono concentrati tra le province di Napoli e Caserta, nella piana campana, dove le falde acquifere, sia quella superficiale che quella profonda, sono inquinate da sversamenti di liquidi pericolosi e cancerogeni. I comuni coinvolti sono 80, sui terreni agricoli sono stati spalmati i fanghi industriali venduti come compost.

In esclusiva, Bernardo Iovene ha intervistato i titolari della ditta accusati di aver sversato nelle campagne e nei canali centinaia di tonnellate di rifiuti tossici.
Ad occuparsi della bonifica è il Commissario per l’Emergenza delle Bonifiche che dal 2000 al 31 gennaio 2008 è stato il presidente della regione: Bassolino.

Fino ad oggi non è stato bonificato nulla. Le ditte incaricate hanno assunto centinaia di Lavoratori Socialmente Utili, ma per 5 anni sono stati inutilizzati. I pochi lavori eseguiti di rimozione di rifiuti, sono stati assegnati a ditte esterne. Lavori pagati 3 volte.

Intanto nelle zone contaminate aumenta la mortalità e il rischio di malformazioni congenite, ma studi sul territorio non sono mai stati fatti.
Un disastro costruito da imprenditori criminali, politici incapaci o corrotti, pubblici funzionari fannulloni, con la complicità di contadini sprovveduti e cittadini omertosi.