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domenica 24 febbraio 2008

Intervento di Beppe Grillo al Giorno del Rifiuto ieri sera a Napoli

"Scusa. Sono qui per chiedervi scusa a nome di tutti gli italiani.
Nel 1861 siete stati annessi dai piemontesi con una guerra di occupazione. Napoli era una delle capitali di Europa. Con Vittorio Emanuele II è diventata la capitale dell’emigrazione. I Savoia si sono portati via la cassa del Regno e vi hanno mandato il generale Cialdini. Decine di migliaia di campani sono stati massacrati. Prima dei piemontesi erano sudditi del Regno delle Due Sicilie. La mattina dopo erano briganti. La tecnica è sempre la stessa: prima ti infangano, poi ti ammazzano o ti manganellano. Napoli è la capitale mondiale della spazzatura. Sporca, schifosa. E’ su Newsweek, sul Time, su Le Monde. Siete dei benefattori. Smaltite i rifiuti tossici da tutto il mondo, e soprattutto, dalle imprese del Nord Italia. Avvelenare la Campania gli costa meno che smaltire le scorie nocive. Chi ci guadagna? Il prodotto interno lordo!
Dopo l’unificazione con l’Italia non siete più un popolo, siete lazzaroni, camorristi, feccia, cafoni. Voi che avete avuto Cuma e Capua migliaia di anni fa. La civiltà greca, quella etrusca, quella romana. Oggi siete prigionieri in casa vostra. Non sapete neppure più chi siete. Vi chiedo scusa per la Camorra, per Bassolino, per Veltroni, per Berlusconi, per la Iervolino, per Cirino Pomicino. Vi chiedo scusa per Mussolini, per il fascismo, per due guerre mondiali, per le leggi razziali, per le navi piene di emigranti. Scusa per aver ridotto una delle più belle città del mondo a uno spot pubblicitario della monnezza.
Tenímmoce accussí: ánema e core...nun ce lassammo cchiù, manco pe' n'ora...stu desiderio 'e te mme fa paura...

Dall’altra parte dell’Adriatico un piccolo Stato è appena diventato indipendente. E’ il Kosovo, ha due milioni di abitanti. Voi siete sei milioni in Campania e chissà quanti milioni in giro per il mondo. Avete una storia millenaria. Lo Stato Italiano vi ha ridotto a un letamaio. Diventate kosovari. Fate un referendum per diventare indipendenti. Io appoggerò la vostra campagna. Proponete un plebiscito per il ritorno dei Borboni. Peggio di così non potete essere governati. Vi hanno tolto anche la parola. La lingua napoletana è stata riconosciuta dall’UNESCO, ma non dalle scuole italiane. La mozzarella di bufala non la mangia più nessuno. Hanno paura che sia radioattiva. La vostra agricoltura è in ginocchio. Dovete esportare i pomodori di nascosto. Stampare sulle scatole di conserva: “made in China” per contrabbandarle in Europa. Il Governatore del Veneto ha lanciato una campagna pubblicitaria in Germania. Per spiegare a tutti i tedeschi che il Veneto è diverso dalla Campania. Caorle è meglio di Ischia e di Capri. La civiltà si ferma sul Piave: una volta mormorava, adesso vomita il sindaco Gentilini.
La Campania è un laboratorio politico. Quello che succede qui succederà in tutta Italia. La distanza tra i cittadini e le istituzioni da voi non c’è più, hanno introdotto il manganello consapevole. Quello che colpisce a ragion veduta le donne e i vecchi con le braccia alzate a Pianura e a Savignano Irpino. Il manganello quasi consapevole del G8 di Genova, della Val di Susa, da voi si è evoluto, ha trovato una rappresentazione matura, più democratica.
Tenímmoce accussí: ánema e core...nun ce lassammo cchiù, manco pe' n'ora...stu desiderio 'e te mme fa paura…

Scusa. Voglio chiedervi scusa per l’inceneritore di Acerra. Per l’Impregilo. Per i vostri politici scelti dai partiti nazionali. Per Veronesi che è capolista di Veltroni in Lombardia e ha tre anni in più di De Mita. Per Prodi che vuole regalarvi tre nuovi inceneritori. In Lombardia ci sono decine di inceneritori, le strade sono pulite, ma c’è una diffusione di tumori da far paura. Vi chiedo scusa per le malattie dovute ai rifiuti radioattivi sepolti nelle vostre terre senza che nessuna autorità abbia mosso un dito in vent’anni. Vi chiedo scusa per la diossina e le nanoparticelle da incenerimento che respirerete insieme al cancro. Quante autorità avete pagato con le vostre tasse? Magistrati, ASL, amministratori pubblici, Regione, Province, Comuni, Comunità Montane, Polizia, Carabinieri, Guardie Forestali, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale, Nettezza Urbana, deputati, senatori. Tutti nostri dipendenti. Quante migliaia di persone sono state stipendiate per salvarvi da questo disastro? Perché ci fosse Giustizia, per evitare questa Chernobyl della spazzatura? A cosa servono? Perché sono lì?
Il mondo guarda Napoli. Siete a un punto di non ritorno. Napoli è all’anno zero. Come Berlino nel 1945 dopo i bombardamenti. E’ un’occasione storica, unica per ripartire. Per una Rinascita Campana. Riprendete in mano il vostro passato, la vostra lingua e la vita dei vostri figli. Il vostro territorio. Se volete potete cambiare le cose. Nulla è impossibile per chi è nato qui. Quello che viene deciso a Roma non è importante, voi siete importanti. L’Italia di Beppe Grillo vi chiede scusa, l’altra Italia vi giudica e vi manganella. La Storia è passata di qui e ci tornerà presto. Però, dategli una mano.
Per un Nuovo Rinascimento.
Tenímmoce accussí: ánema e core...nun ce lassammo cchiù, manco pe' n'ora...stu desiderio 'e te mme fa paura..."


martedì 19 febbraio 2008

La democrazia parlamentare tra i rifiuti

Pubblichiamo un articolo del prof. Alberto Lucarelli, ordinario di Diritto Pubblico dell'Università Federico II di Napoli, sull'ordinanza con cui il governo Prodi, già sfiduciato, ha reintrodotto i Cip6 per il finanziamento degli inceneritori campani. Si tratta di una riflessione attenta e scrupolosa sulle modalità adottate dalla classe politica per "risolvere" l'emergenza rifiuti, ma anche sulla necessità di restituire un ruolo decisivo all'unico organo sovrano e rappresentativo del popolo italiano: il Parlamento.
Il prof. Lucarelli sarà presente, insieme a scienziati, medici ed artisti, a IL GIORNO DEL RIFIUTO, oraganizzato dagli Amici di Beppe Grillo di Napoli sabato 23 febbraio, dalle 12.00 in poi, a piazza Dante.

La recente ordinanza n. 3656 del 6 febbraio 2008 del presidente del consiglio, già sfiduciato, reintroduce, sotto la pressione di una parte dei media e del mondo delle imprese, il cosidetto CIP/6, ovvero quel contributo di risorse pubbliche, prelevate dalle tasche dei cittadini, destinato alle imprese che producono energia dalla combustione dei rifiuti. Al di là della sua assoluta inopportunita’ , già ben evidenziata da molti, tale provvedimento inquieta non poco sul piano della legittimità e del rispetto del principi fondanti dello Stato di diritto.

Provo a spiegarmi meglio: il parlamento italiano, a più riprese, attraverso le due ultime leggi finanziarie, ha, seppur in modo un po’ pasticciato e talvolta ipocrita, eliminato nella sostanza i contributi CIP/6. L’organo legislativo, appunto, con legge dello Stato, ha posto vincoli, limiti e precise condizioni all’utilizzo di tali fondi.

L’ordinanza del presidente del consiglio, allo stato legittimato a regolare unicamente la gestione ordinaria, calpesta la volontà dell’unico organo sovrano e rappresentativo del popolo: il parlamento. Si tratta di un precedente molto grave, di un evidente vulnus al circuito naturale del sistema democratico, un evento che di fatto subordina la volonta’ generale alla volonta’ di un organo monocratico.

I principi di rappresentanza, della separazione dei poteri, di legalità entrano in uno stato di sofferenza. In un momento in cui da piu’ parti, secondo l’odioso modello bipartisan, si parla di ‘efficienza governativa della decisione’ di democrazia di investitura, piuttosto che, come vorrebbe la Costituzione, di democrazia di indirizzo e della rappresentanza, l’agire governativo alimenta il disagio e l’incertezza. La necessita’, allorquando, nel caso dell’ordinanza governativa, diventa fonte della decisione politica, in assenza di una specifica base legislativa, comprime, come la storia recente dolorosamente ci ha insegnato, in modo irreparabile i diritti fondamentali dei cittadini.

Non è pensabile ritenere di risolvere il problema dei rifiuti attraverso ordinanze d’urgenza dal carattere eversivo sul piano istituzionale, che hanno, tra l’altro, un’incidenza diretta su valori costituzionalmente garantiti dei cittadini quali la salute e l’ambiente.

Non é pensabile che questioni di natura finanziaria, legate ad appalti, contratti, negoziazioni, si impongano, attraverso la forma delle ordinanze d’urgenza, a scelte democraticamente assunte dal parlamento.

Non è pensabile che generiche “difficoltà tecnico-economiche” giustifichino incentivi (pubblici) a futuri affidatari privati (sic!).

Non é pensabile che attraverso le ordinanze di urgenza, che per loro natura regolano il contingente, si possano vincolare scelte future. É evidente infatti che la riapertura dei rubinetti CIP/6 a vantaggio dei tre realizzandi inceneritori campani determinerà la “deriva impiantistica”, in assoluto contrasto con il diritto comunitario ed il diritto interno, pregiudicando per sempre la raccolta differenziata e indirizzando la gestione dei rifiuti verso l’incenerimento. In sostanza, l’ordinanza, al di là delle sue enunciazioni formali, pianifica scelte future, non limitandosi ad assicurare la rapida conclusione dello stato di emergenza.

Non é pensabile che logiche neo-feudali di appartenenza corporativa, proprie del mondo degli affari, possano prevalere sulla volonta’ del parlamento.

L’auspicio immediato è che si ritiri, e al piu’ presto, la suddetta ordinanza, ma auspicio ancor piu’ profondo é che non si vada progressivante verso forme di delegittimazione del parlamento.

Il prossimo parlamento, nel suo complesso, al di là del pessimo sistema elettorale, dovrà riacquistare primato e centralita’, e quella dignità e prestigio che la Costituzione del 1948 gli aveva assegnato.

Si tratta di un ruolo che certo non potra’ mai ottenere attraverso il ricorso a maldestre formulette referendarie o comunque di matrice maggioritaria .....ma questa è un’altra storia.


Alberto Lucarelli
Ordinario di Diritto Pubblico
Universita’ di Napoli Federico II




mercoledì 13 febbraio 2008

PICCOLO DIZIONARIO DELLA “MUNNEZZA”

CDR : combustibile da rifiuti, termine usato anche per indicare gli impianti che lo producono. In questi impianti si dovrebbe vagliare, in parte differenziare e poi impacchettare il rifiuto tal quale, per essere poi bruciato nell’inceneritore. In Campania ciò non avviene (lo afferma anche la magistratura) e gli impianti si limitano a tritare e impacchettare i rifiuti, rimanendo così fuori legge e non idonei alla combustione.

CIP6 : meccanismo che permette agli inceneritori di essere finanziati con il 7% delle nostre bollette ENEL, soldi che dovrebbero andare alle energie rinnovabili e alle quali sono stati “assimilati” i cosiddetti termovalorizzatori.

COMPOST : concime ottenuto con un procedimento naturale dagli scarti organici (residui alimentari, bucce di frutta, ecc)

DIFFERENZIATA : sistema di raccolta dei rifiuti che consiste nella separazione dei vari materiali che li compongono, in modo da poterli rivendere alle diverse industrie che ne fanno largo uso ( 100 kg di rifiuti sono composti da circa 40% di organico, 25% carta e cartone, 10% plastica, 7% vetro, metalli e legno).

DISCARICHE : grosse buche nel terreno, opportunamente preparate per accogliere tonnellate di rifiuti (in Campania ne esistono centinaia e ricevono rifiuti indifferenziati, riempiendosi quindi in pochi mesi).

ECOBALLE : rifiuti impacchettati, tritati e in parte differenziati. Quelle prodotte in Campania sono solo “balle” perché non sono trattate e preparate per poter essere bruciate.

INCENERITORE : impianto destinato a bruciare i rifiuti, produttore di anidride carbonica (CO2), di diossine, di nanoparticelle e di scorie tossiche.

NANOPARTICELLE : minuscole particelle di materiale inorganico, emesse dagli inceneritori, dovute all’elevatissima temperatura di combustione, e non filtrate proprio grazie alla loro minuscola dimensione. Sono causa di probabili tumori o di patologie cardiovascolari o respiratorie.

RACCOLTA PORTA A PORTA : sistema di raccolta differenziata che prevede il ritiro dei materiali da parte del comune (plastica, umido, carta), al domicilio del cittadino, senza campane stradali, e con accredito di bonus in base alla quantità raccolta. E’ il sistema che porta il più veloce incremento di percentuali di raccolta differenziata ovunque sia stato adottato.

RIFIUTI TOSSICI : scarti di lavorazione, residui di fabbriche del nord Italia, materiali cancerogeni e velenosi, smaltiti dalla camorra nella nostra regione da più di 10 anni, sepolti nelle vicinanze di terreni agricoli e da pascolo. Inquinano le falde acquifere con le quali vengono irrigati i campi.

SCELTA NEGLI ACQUISTI : acquistare prodotti con minor numero di imballaggi e/o imballaggi riciclabili (per esempio salumi in carta e non in vaschetta), oppure prodotti alla spina (detersivi, latte).

SITO DI STOCCAGGIO : piattaforme di cemento su cui vengono accumulate temporaneamente le balle di rifiuti in attesa dell’incenerimento. In Campania sono spesso in prossimità di campi coltivati e assimilabili a discariche abusive vista la lunga durata della loro permanenza e la mancata messa in sicurezza.

TMB : trattamento meccanico biologico, sistema di smaltimento della parte residuale dei rifiuti, la parte indifferenziata a valle della raccolta differenziata, a freddo, senza combustione. Il rifiuto viene sottoposto a vagliatura e separazione delle varie tipologie per avviarle ad ulteriore riutilizzo o in definitiva (per una piccola percentuale) in discarica.

TUMORI : E’ provata la maggiore incidenza di tumori in Campania rispetto alle altre regioni, ai livelli del nord, dove però almeno ci sono le fabbriche, quindi lavoro.

martedì 12 febbraio 2008

Qualche consiglio...in attesa de IL GIORNO DEL RIFIUTO

Nu’ sputa’ ‘ncielo, ca ‘ncap’ te torna


Ovvero qualche piccolo consiglio per cambiare leggermente le nostre abitudini quotidiane in modo che siano sane invece che dannose.

LA SPESA

1) Dobbiamo imparare a produrre meno rifiuti. Questo è il primo passo per non affogare in un mare di immondizia.

2) Scegliamo prodotti con meno imballaggio possibile, confezioni maxi piuttosto che mini, per esempio meglio un pacco di pasta da un kg che vari pacchi da mezzo kg, il sapone liquido in grande confezione che serva come ricarica di un unico dispenser domestico, sono più convenienti ed avremo meno buste o scatole da buttare (nella differenziata apposita, s’intende…)

3) Evitiamo di comprare prodotti monouso (piatti, bicchieri, posate, ecc…) ne va a perdere il portafogli perché hanno un costo e l’ambiente perché non sono riciclabili.

4) Compriamo in modo ragionato, cercando di farlo nella misura giusta, cercando, soprattutto di comprare quello che realmente ci serve, senza sprechi. Quante volte ti sei ritrovato a gettare via cibi andati a male?

5) Leggiamo le etichette per il corretto dosaggio dei prodotti (ad esempio detersivi, shampoo, creme, ecc..) o anche per la manutenzione e il lavaggio dei vestiti. In questo modo tutto ci durerà di più

6) Privilegiamo negozi o supermercati che vendono prodotti ecologici o prodotti sfusi (a Napoli, ad esempio, ci sono vari negozi che vendono detersivi alla spina o altri prodotti sfusi, anche in alcuni supermercati della grande distribuzione si trovano in vendita prodotti alla spina e di linea ecobiologica, a prezzi persino convenienti. Si trovano anche riso, cereali per colazione e legumi alla spina, prezzi bassi e niente imballo, solo delle bustine che possiamo riempire della quantità desiderata e che possiamo riciclare per esempio per il congelatore domestico. In ogni caso invitiamo i nostri negozianti di fiducia a fornirsi di prodotti alla spina, ricordiamoci che il “mercato” viene orientato dalle richieste dei consumatori, cioè da NOI!

7) Preferiamo sempre carta ecologica per tovaglioli, rotoloni, carta igienica e sempre in maxi confezioni, non inquina, non ha sbiancanti chimici e in genere non provoca l’abbattimento di alberi. La si trova facilmente anche nei supermercati, come sopra.

8) Riscopriamo la gioia di fare i biscotti ed i dolci in casa, senza conservanti, e altre porcherie tossiche per la salute (grassi idrogenati, lieviti chimici, appetizzanti, coloranti, etc…etc…), basta una volta a settimana, basta conservarli sotto vetro magari, e ne guadagnerà gusto tasca e salute! E quante buste e scatole in meno da buttare!

9) Non buttiamo l’olio di frittura. Cerchiamo di non buttare mai l’olio nel wc o nel lavandino, inquina gravemente! E’ semplice raccoglierlo in fiaschette di plastica o taniche e darlo ad aziende che ne effettuano lo smaltimento, anche con prelevamento a domicilio.

10) Riutilizziamo le buste della spesa. Per fare la spesa portiamo sempre con noi qualche sacchetto o busta di cotone da usare per i nostri acquisti: una busta di plastica impiega circa QUATTROCENTO ANNI per decomporsi, almeno usiamola il più possibile!


venerdì 8 febbraio 2008

Aspettando IL GIORNO DEL RIFIUTO

Nessuna parola, solo qualche indicazione...

un SITO:
www.ilgiornodelrifiuto.org


una LOCANDINA:

uno SPOT:





martedì 5 febbraio 2008

Lettera di padre Alex Zanotelli

Questa è una sintesi di una lettera di padre Zanotelli (qui la versione integrale) sull'emergenza rifiuti campana e sulla sua missione qui a Napoli.

LETTERA AGLI AMICI di Alex Zanotelli

Carissimi, jambo!

perdonate il lungo silenzio. Ma l’anno 2007 è stato talmente denso (la “densità” del presente!) che mi è stato impossibile mettermi a scrivere. Un anno duro come un macigno, bello come una goccia d’acqua illuminata dal sole (come dimenticare i risultati ottenuti dall’impegno per la difesa dell’ l’acqua , sfociati nella legge di iniziativa popolare nonché in una moratoria in Parlamento? ). Un anno di impegno, di speranze e di attesa. (Ho iniziato a scrivere queste righe nel cuore dell’Avvento).

Un’attesa che ha senso perché nasce dalla speranza e non dalla disperazione, dalla fede e non dalla sfiducia, dall’umiltà davanti ai tempi della storia. Un’attesa del genere è Vita in quanto partecipazione gioiosa al miracolo dell’Essere. E questo, nonostante tutta la morte che ci circonda: dai rifiuti alla camorra che ha sferrato nel Rione Sanità il suo ultimo colpo il 12 dicembre, proprio a pochi passi da casa, uccidendo un giovane, Pasquale che si era sposato una settimana prima. Ferite nella sparatoria anche la moglie incinta ed un’altra donna, pure lei gravida. Ma alla Sanità nessuno ci bada, la vita continua come se nulla fosse avvenuto (...)Ma quale Natale è mai il nostro? Ma che significato hanno le nostre celebrazioni liturgiche natalizie?Se non abbiamo il coraggio di urlare, di gridare, di contestare “O Sistema”? Per il Natale di quest’anno, un artigiano di Forcella(quartiere di Napoli ) ha allestito un presepe choc. Nella grotta della natività al posto di Gesù, c’è una cassa da morto vegliata da quattro diversi tipi di revolver,”i ferri del mestiere” usati dai killer negli agguati di camorra. “Se il presepe choc infastidisce qualcuno-ha detto il cardinale Sepe- lo prendo io e lo porto a casa mia “. Non può sbocciare Vita lì dove c’è un tale disprezzo per la vita.Altro che Natale! (...) E’ il trionfo delle eco-mafie in combutta con il mondo industriale del Nord (per disfarsi a basso costo dei rifiuti tossici!). E con il mondo politico sempre più succubo dei potentati economico-finanziari. Sono questi i responsabili per il disastro dei rifiuti di Napoli e della Campania.

In questi ultimi 15 anni, camorra ed istituzioni hanno giocato insieme nel pentolone degli affari dei rifiuti. Da vent’anni la camorra napoletana ha capito che “a munnezza è ricchezza” ed ha fatto affari con i rifiuti ordinari e soprattutto tossici. Decine di migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia e sono stati sepolti dalla camorra nel triangolo della morte (Nola – Acerra – Marigliano), nelle terre dei fuochi (Giugliano - Qualiano – Cardito) e nelle campagne del Casertano. Ma le pubbliche istituzioni, che hanno affidato la gestione dei rifiuti al Commissario Straordinario, non sono state da meno. In 14 anni gli 8 Commissari Straordinari hanno speso oltre due miliardi di euro per produrre circa 7 milioni di tonnellate di ecoballe che di eco non hanno proprio nulla: sono rifiuti tali e quali, avvolti in plastica, che non si possono né incenerire né seppellire perché finirebbero nelle falde acquifere. Ora le ecoballe sono stoccate in parte fuori Giugliano. Le chiamano le Piramidi: uno spettacolo desolante :una vera discarica a cielo aperto. Ho pianto quando le ho viste la prima volta . La conseguenza di tutto questo è che la Campania ha raggiunto gli stessi livelli per tumore del Nord-Est che però ha fabbriche e lavoro.(...) Quello della Campania non è un disastro ecologico ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi economico –finanziari. Chi ne paga le conseguenze sono i cittadini: è la loro salute ad essere minacciata (...)

Il 2007 è stato all’insegna di questa guerra dei rifiuti. In primavera ho iniziato a sostenere la splendida comunità di Serre ( Salerno)che voleva impedire al Commissario Bertolaso di sversare otto milioni di tonnellate di rifiuti nella Valle della Masseria, sito del WWF (che spettacolo di lucciole in quella valle!) nel parco del Cilento a ridosso della Valle dei Templi di Paestum. Ho celebrato con la gente vibranti eucaristie che hanno dato loro tanta forza per resistere.Toccanti e significativi i due segni durante le celebrazioni: la terra che ognuno teneva in pugno con la solenne promessa a difenderla e l’unzione con l’olio perché donasse loro forza per resistere al Drago..

Ed infatti la gente di Serre è stata perseverante mantenendo un presidio costante per oltre sei mesi e resistendo alle cariche della polizia (...)abbiamo salvato Valle della Masseria, ma il Sindaco ha dovuto cedere un’altra splendida località Macchia Soprana dove hanno già riversato 250.000 tonnellate di rifiuti facendo scempio di una terra bellissima. Da Serre…a Lo Uttaro, una discarica di rifiuti tossici alla periferia di Caserta che il commissario Bertolaso aveva deciso di riusarla senza bonificarla. Non è stato facile smuovere la gente di Caserta! Per fortuna siamo stati aiutati da alcuni sacerdoti molto impegnati che hanno avuto l’incoraggiamento del loro grande Vescovo Raffaele Nogaro. Uno dei pochi Vescovi che sono scesi in campo e si sono sporcati le mani(...)Giorni dopo la riapertura il vescovo Nogaro è entrato quasi con forza nella discarica ed ha gridato:” Dovete portarmi fuori con la forza, sono qui per la mia gente: la salute è in pericolo!” Pochi mesi dopo la magistratura è intervenuta chiudendo la discarica per le stesse ragioni che avevamo espresso a Bertolaso. Raramente nella mia vita ho sperimentato la menzogna eretta a Sistema come in questi frangenti. “Se questo è lo stato di diritto – ho detto al questore di Salerno in una notte infuocata a Serre – non so cosa scegliere fra Stato e camorra!” Un’ incredibile esemplificazione di questo è stata per me la vicenda di Acerra dove è in costruzione il più grande inceneritore d’Europa che brucerà 850.000 tonnellate all’anno di rifiuti, che gira intorno a un nome preciso :la Fibe (leggi Impregilo cioè famiglia Romiti nel periodo in cui costui dettava ancora legge alla Fiat) .”Se non si denuncia la Fibe non si tocca il cuore del problema. I siti dove costruire gli inceneritori, come quelli dove collocare i cosiddetti CdR e dove stoccare le ecoballe sono stati scelti dalla ditta vincitrice della gara: la Fibe che ha comperato i terreni agricoli più degradati e per questo poco costosi e poi ha messo a carico del Commissario i fitti mostruosi dei terreni dove si accumulavano le ecoballe: terreni acquistati a prezzi stracciati dalla camorra,” così scrive l’economista ambientale Guido Viale. “La Fibe aveva presentato il progetto tecnico peggiore, ma si era aggiudicata l’appalto, cioè la gestione, in pratica, di tutti i rifiuti della Campania, garantendo di realizzare l’inceneritore in meno di un anno. Oggi la Fibe dopo 10 anni è stata esautorata del suo incarico – e le è stato vietato di occuparsi dei rifiuti per i prossimi anni”. E l’inceneritore non è ancora finito! Un inceneritore che una volta entrato in azione produrrà ancora più diossina e nanoparticelle in quello che è il “triangolo della morte”! (...)La magistratura è poi intervenuta sequestrando le famose ecoballe di Giugliano da cui la Fibe avrebbe ricavato energia , che rappresentava un pegno per ottenere ulteriori prestiti dalle banche!( E’ proprio vero che il nostro è un sistema finanziario virtuale ).Questo è un altro incredibile capitolo dei rifiuti: Giugliano, una grande città (130.000 abitanti) a Nord di Napoli dove sono accatastati almeno tre milioni di tonnellate di ecoballe. Si tratta di una vasta area di 12 km di lunghezza e 4 di larghezza chiamata una volta “Taverna del Re” ed oggi le Piramidi. (...)Finalmente il 31 dicembre ,Pansa ha deciso di sospendere lo sversamento dei rifiuti a Taverna del Re, puntando su due altre località amene: Pignataro Maggiore e Carinola , due paesi agricoli del Casertano.(...) Quando nel cuore della notte del 18 dicembre, un migliaio fra poliziotti, carabinieri, soldati, vigili arrivarono per sfondare, si trovarono davanti oltre duemila persone con in prima fila centinaia di bambini sui passeggini. Hanno dovuto retrocedere. Sono le vie nuove nonviolente per resistere alla violenza di “ O Sistema “..

Ma con tutti i rifiuti per strada, il nuovo commissario Cimmino ha puntato gli occhi su una vecchia discarica a Pianura, una delle periferie più degradate di Napoli. La reazione della gente è stata violenta (avete visto le immagini televisive!). Questo ha portato il governo Prodi ad un altro giro di vite! L’elezione del Supercommissario De Gennaro. (il responsabile del macello di Genova 2001) dovrà imporre con la forza la “soluzione industriale dei rifiuti”. Questo dopo 14 anni di “sceneggiate” romane e napoletane. Sono stato vicino alla gente di Pianura partecipando alla manifestazione del 9 gennaio, agli incontri promossi dal Comitato a Pianura, alla veglia per le strade di Pianura con i loro parroci.

Quella di Napoli e Campania è una situazione assurda che abbiamo voluto far presente al nostro vescovo, il Cardinale C. Sepe, che ha accettato di incontrare le anime di questa società civile: i dottori del Pascale (l’ospedale oncologico di Napoli), Comella e Marfella, i geologi come De Medici, i giuristi come Raimondi e Lucarelli, i rappresentanti delle Assise di Palazzo Marigliano come N.Capone e i referenti del Comitato Allarme Rifiuti Tossici come M. Savarese . “Non pensavo che la situazione – disse alla fine il Cardinale – fosse così grave.” E tutto perché in questi 14 anni, ma soprattutto in questi ultimi tre , non si è voluto (non c’è mai stata volontà politica!) fare la raccolta differenziata porta a porta (si può eliminare così il 70 per cento dei rifiuti, 40% dei quali è l’umido che deve essere trasformato in compost, il resto può essere quasi tutto riciclato!). Se Napoli avesse fatto questo non ci troveremo nelle attuali situazioni. Il rimanente 30% potrebbe essere eliminato con uno stile di vita più sobrio (basta con l’usa e getta, con la plastica, con gli imballaggi…) Non c’è altra strada!

Questo l’ho imparato a Korogocho ,dove la mia gente che lavorava nella discarica di Nairobi mi ha insegnato a riciclare,a riusare , a rivendere tutto. Sono loro, i poveri ,gli ultimi , i veri profeti! Questa stessa gente di Korogocho l’ultimo giorno, il 17 aprile 2002(prima di ritornare in Italia ) mi ha imposto le mani dicendo: “Dona con forza il tuo Spirito Santo a padre Alex perché torni alla sua tribù bianca e la converta!” Mai mi sarei aspettato di passare dalla discarica di Korogocho a un’altra discarica quella di Napoli! Ormai la missione è globale (...) la “mistica” di Gesù che mi spinge all’impegno, all’esserci, alla lotta nonviolenta contro gli idoli di morte.

E le celebrazioni Natalizie hanno dato nuova linfa a questa mistica gesuana. La stupenda celebrazione della messa di mezzanotte alla Stazione Centrale di Napoli (è il quarto anno ) con i senza-fissa dimora ,mi ha riempito di gioia e speranza.. L’annuncio della Nascita è stato dato da una donna ,che vive da oltre vent’anni alla stazione, portando sulla sua “carrozzina “il Bambino Gesù. Insieme con lei abbiamo fatto il giro della Stazione cantando “Quanno nascette Ninno.”Splendida la condivisione dopo il vangelo di coloro che si impegnano a Napoli per i senza fissa dimora .(Dopo tre anni di pressione , il Comune ha deciso di aprire un centro di coordinamento di tutte le realtà che operano sul territorio a favore dei senza tetto.)(...)l’esemplificazione più chiara della nostra droga è la ripetizione annuale dell’ orgia consumistica del Natale che anche quest’anno è stata devastante. Un consumismo che sta distruggendo i nostri giovani del Rione Sanità rendendoli sempre più tubi digerenti.
(...)Abbiamo iniziato guardando il documentario Una scomoda Verità di Al Gore che ha vinto il Nobel per la Pace lo scorso anno. Un film “shock” che ci obbliga a confrontarci con una crisi ecologica creata dall’uomo che sta minando la sua stessa sopravvivenza (...)

(...)Anche oggi, come ai tempi di Noè ,Dio invita l’umanità a salvare il pianeta terra non dalle acque ,ma dalla rapacità dell’uomo.

(...)abbiamo riflettuto lungo la notte in piccoli gruppi, soffermandoci sul disastro di Napoli che è poi solo la punta dell’iceberg di un problema che ci attanaglia tutti nel nord del mondo.Napoli esprime l’assurdità di un Sistema che divora i beni della terra e pensa di risolvere tutto incenerendoli. Se infatti l’11% del mondo ricco consumando da solo l’88% delle risorse ha già posto una grave ipoteca ecologica sul pianeta, cosa avverrà quando l’altro 90% del mondo vivrà come viviamo noi? Gli esperti infatti ci dicono che, se a questo mondo tutti vivessero come viviamo noi, avremmo bisogno di quattro pianeti terra come risorse e di altri quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti. Napoli è l’esempio più plateale di quello che potrebbe capitare a tutti se non vogliamo cambiare rotta.
(...)Alla fine della celebrazione dell’Eucaristia abbiamo salutato il sole del nuovo anno, uscendo per le strade di Napoli e portando, nel cuore le parole di Pedro Casaldaliga che avevamo ascoltato nella notte: “Occorre sognare camminando. Vogliamo e dobbiamo essere politici, fare politica. Una politica di fratelli e sorelle. Un culto quotidiano all’umanità, il miglior culto al Dio vivo. (...)

E’ questo l’impegno che ci attende a Napoli come a Korogocho ,colpita dai recenti scontri etnici che stanno devastando quel bel paese che è il Kenya. Di fronte a queste tragiche situazioni, ci aiutano le parole del Salmo 74,che spesso prego:

“…traboccata da luoghi di tenebra
la violenza ha invaso la terra.
Non lasciare in pasto alle belve
la tua dolce colomba,Signore:
mai scordarti dei poveri tuoi.”

Alex Zanotelli

Venerdì, 01 febbraio 2008